28 ottobre 2016

Speciale Halloween: i film che vi aiuteranno a trascorrere una (s)piacevole Notte delle Streghe!

Dal classico diretto da John Carpenter nel 1978 a La Passione di Mel Gibson, un’ampia scelta di titoli per superare nel più angosciante dei modi la festività meno italiana dell’anno

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28 ottobre 2016
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La notte di Halloween: dolcetti, scherzetti e strade che diventano pittoreschi tunnel dell’orrore pieni di creature della notte. In Italia è un’occasione come un’altra per vestirsi da rimorchio utilizzando qualche scarto del carnevale, lanciarsi in qualche locale o discoteca con festa a tema e ubriacarsi a morte. Ma è anche un’occasione per passare la serata a guardare film horror con gli amici, un’occasione per passare la serata a guardare un pezzo di film horror con il partner, un’occasione per passare la serata a guardare film horror da soli piangendo e masticando rimpianti. Comunque vada la vostra vita al momento una cosa è certa: guarderete film horror.

Quindi basta con sto preambolo e iniziamo.

Sigla:

HALLOWEEN

L’originale e il remake visti assieme sono un conflitto ideologico niente male.
In John Carpenter vediamo Michael Myers solo due volte: all’inizio del film, dopo il massacro in apatica soggettiva, scopriamo che è un bambino dal volto angelico, biondo e bello…solo la seconda volta, da adulto, quando viene smascherato per un attimo, appare mostruoso e deformato come se, una volta trovata una maschera dietro cui celare la sua identità, il male si fosse liberato completamente fino a deformare i suoi lineamenti.
Perché il Male si nasconde. È subdolo ed ipocrita. Il male si nasconde nella classe medio borghese, nella villetta ordinata e dietro un bel viso…il male è la mancanza di empatia spietata del capitalismo e del culto dell’apparenza.
La menzogna dei benestanti e dei ben pensanti.
Nel remake di Rob Zombie invece Michael Myers ci viene mostrato sempre . Vediamo lui, la sua casa, la sua famiglia, seguiamo la sua infanzia. Michael è un bambino grassoccio, brutto, vive in una brutta casa, con la madre spogliarellista/prostituta, un patrigno manesco, sporco, nullafacente, molestatore di minorenni ed una sorella zoccola…conseguenza ovvia Michael diventerà un serial killer, iniziando prima a torturare e uccidere piccoli animali per poi passare a quelli di taglia più grossa. Nel sottile approccio di Zombie il Male si sviluppa nel degrado, nella classe povera, tra gli indigenti, tra i deformi che sono anche inevitabilmente sessualmente e socialmente deviati. Il Male lo riconosci subito. Il Male non è subdolo. Il Male è brutto, sporco e povero. Stanne alla larga. Insomma più o meno Halloween di Rob Zombie c’ha la stessa morale di 300 di Zack Snyder.
(con tutto il bene che gli voglio a Zombie eh, perché la sua musica l’adoro e Le Streghe di Salem per me è una bomba).

sfascia-halloween-jason-ramboLA CASA, LA CASA 2, L’ARMATA DELLE TENEBRE

Il conflitto con se stessi attraverso la forsennata violenza dei cartoni animati che acquista conseguenze fisiche…la saga di Evil Dead è tutto questo.

La Casa (Evil Dead)
Una casa in un bosco nero, la favola di Biancaneve con quella fuga tra alberi spettrali che si trasforma in uno stupro. La violenza entra nel gruppo e lo trasforma in una lotta tutti contro tutti nel tentativo di mantenere la propria identità trasfigurata e sovrastata dalla paura. Solo chi si aggrappa ad uno straccio di empatia, di amore e di memoria riuscirà a sopravvivere. È una favola sulla rinascita e sulla conquista della propria identità. Alla fine della notte torna il sole, la vita di gruppo è sparita…ma la vita è ancora in agguato. Non si sfugge alla vita. Vivi si muore. Ancora e ancora. Che bello.

La Casa 2 (Evil Dead 2-Dead by Dawn)

Qui dalle dinamiche di gruppo si passa alle dinamiche di coppia. L’amore diventa rabbia demoniaca e deve essere fatto a pezzi per ritrovare se stessi…ma è solo l’inizio…perché quando l’amore se ne è andato il tuo peggior nemico sei tu. L’antro del cambiamento è la casa, il domestico, Le quattro mura violente e deridenti che diventano specchio deformato (e malvagio) dell’Io. Freud incontra i Looney Tunes nello scontro interiore in interni di un ego che è malvagio, ridicolo, violento e spietato e che prende la forma di una mano assassina mutuata da Oliver Stone (nel suo film La Mano… e anche lì lo scontro è con se stessi e con una parte di se che diventa aliena e ostile). E anche stavolta, nello scontro con te stesso, l’incubo vero inizia se sopravvivi.

Ash l'armata delle tenebreL’Armata delle Tenebre (The Army of Darkness, questo l’han tradotto letteralmente, valli a capire…)
… e se sopravvivi
… l’ego rinasce ed è super ego.
Ed il super ego di un idiota è un super idiota. L’armata delle Tenebre è un cappa e spada alla Ray Harryhausen in cui tutto accade per colpa dell’eroe. Dallo scontro intimo si passa allo scontro decisivo in un epica dell’idiota in cui il tema del doppio ritorna per una vera e propria battaglia tra eserciti, i morti contro i vivi, l’egoismo contro la collaborazione. Tu sei la causa, tu sei il male, tu non sei la cura. Perché poi nel finale, quando la crisi passa, dovresti aver capito. Aver fatto un passo avanti…ma Ash è il buffone di cui tutti ridiamo perché pensiamo di essere diversi da lui. E invece no. Ash è l’essere umano medio. Egoista, ignorante, supponente e mediamente stupido. I suoi errori li ripete seduta stante. E il prezzo lo paga il mondo intero. Ancora una volta. In George A. Romero i morti siamo noi. Inconsapevoli, cerebralmente spenti. In Evil Dead siamo anche malvagi. Apri Facebook, non c’è bisogno di andare nel bosco o nel passato. Evil Dead… li mortacci (nostri).

CRITTERS

Questo potete giocarvelo benissimo se siete assieme ad una ragazza che ha adorato Lilo & Stitch… visto che Lilo & Stitch è palesemente il remake di Critters: creature pericolose fuggono da una prigione aliena, si schiantano sulla terra, si insediano in una casa e sono inseguiti da alieni che devono recuperarli. La differenza grossa, a parte il numero delle creature, è che in Lilo & Stitch “famiglia” significa che “nessuno viene abbandonato” mentre in Critters significa che “nessuno viene risparmiato”.

Resident-Evil-AfterlifePaul W.S. Anderson’s RESIDENT EVIL (tutta la saga tranne l’ultimo, che al momento non è uscito)

Senza cadere nel solito commento stizzito “eeehh ma non c’entra gniente con il videogiocoh!” al quale aggiungerei anche un bel “eeeh in inverno verso le cinque e mezza inizia a fare buioh!” per me sta saga è divertentissima e cela anche diverse perle. La cosa figa è come sceglie di comunicare l’idea di assedio senza rimanere in un solo posto fisico…quindi senza utilizzare l’assedio. La comunica con la ripetizione. Ripetizione delle situazioni, dei luoghi, dei personaggi. Il terzo si apre con la stessa scena d’inizio del primo film che però finisce con la protagonista (Milla Jovovich) ammazzata brutalmente, sollevata di peso dal pavimento e buttata in una fossa comune piena di sue copie morte. E le sequenze più belle della saga sono tutte legate a questo meccanismo. È una saga che parla della spersonalizzazione e della intercambiabilità dei personaggi che dovrebbero essere i superstiti. Mentre i morti camminano i vivi arrancano in una maledizione di Sisifo a scatole cinesi sempre più strette, sempre più inevitabili e claustrofobiche. In quest’ottica la trovo una saga molto interessante nel suo disegno generale e nel suo unire l’origine videoludica (i personaggi hanno diverse vite ogni volta che muoiono) alla sensazione di assedio ed ineluttabilità del modello cinematografico cui fa riferimento (Romero ovviamente). Per non parlare poi di Paul W. S. Anderson (anche se il terzo, bellissimo, è di Russel Mulcahy) che è un manico di regista con un manico di moglie. Massimo rispetto. E se volete provare le stesse emozioni di smarrimento delle certezze, in tema di morti viventi, vi consiglio di guardarvi tutti i film di Romero dal primo datato 1968…vedrete che emozioni a ripensare ad ogni volta che avete detto la frase “Walkin Ded è innovativoh pecchè descrive soprattutto le dinamicheh psicologiche dei pezzonaggi”. Oppure vi consiglio Dance of the Dead…ballo scolastico, adolescenti veri e invasione zombie… divertentissimo e al tempo stesso senza pietà. Una perla troppo poco conosciuta.

FINAL DESTINATION

La morte è bravissima a giocare a scacchi e in questi film dimostra di avere talento ed inventiva anche in tantissime altre discipline. Quindi se Il Settimo Sigillo vi rompe le palle divertitevi con questi, soprattutto il secondo di David R. Ellis è una bomba… e non preoccupatevi, la Morte vince sempre.

drag-me-to-hell-raimiDRAG ME TO HELL

Innanzitutto il film si apre con un bambino lanciato da un balcone e poi trascinato all’Inferno ad ardere vivo.
Per me, già questo inizio merita un premio “pacca sulla spalla, bravo! ” perché i bambini sono umani senza inibizioni, quindi male puro, quindi il loro posto è all’Inferno. Detto ciò…l’horror è ancora una volta favola morale.
La mancanza di empatia ti porta inevitabilmente all’Inferno. Siamo tutti vittime di cattiveria ed indifferenza ma è come decidiamo di reagire che determina chi siamo. Se reagiamo facendo del male a nostra volta, se la rivincita ai danni di terzi è il nostro riscatto, se calpestiamo gli altri per vigliaccheria allora la Lamìa ci inseguirà, ci torturerà e ci trascinerà all’Inferno. La protagonista, in preda alla paura e all’insicurezza, abbandona qualsiasi pietà pur di salvare il suo lavoro, la sua faccia, la sua vita. La paura rivela la sua vera natura di mostro ipocrita e vigliacco.
Drag me to Hell è un bellissimo film e quindi ha un lieto fine, un lieto fine in cui la giustizia arriva inevitabile ed inarrestabile sotto forma di grossi cazzi amari muniti di corna e zoccoli caprini.

brain-damage-frankBRAIN DAMAGE – LA MALEDIZIONE DI ELMER

Per quelli che sono rimasti insoddisfatti dal remake di Evil Dead, film che denunciava quanto fosse brutta la droga se sei giovane e bello, diretto da Don Mazzi Alvarez, (lo stesso che con il film successivo Man in the Dark, ci ha messo in guardia dai pericoli fisici e psicologici della masturbazione) ecco invece un film che parla davvero senza sconti di tossicodipendenza e lo fa, pensa un po’, con un parassita del cervello munito di occhietti e bocca, Elmer. L’amabile e adorabile Elmer. Per me ‘sto film è un capolavoro. Spietato e divertentissimo. Guardatevelo che non vi voglio dire niente, solo che se non vi piace allora c’ha ragione Don Mazzi Alvarez che a forza di masturbarsi si diventa ciechi e cattivi. Suvvia!

THE FACULTY

Robert Rodriguez invece ci insegna che la società spietata ci ingabbia in dei ruoli che ci vanno stretti e l’unica speranza di felicità è rinunciare alla propria diversità abbracciando la quieta omologazione (anche quando è un ultracorpo proveniente dallo spazio). E invece no, l’unica speranza di rimanere noi stessi, di fuggire dalle gabbie in cui ci vuole la società o all’aliena felicità preconfezionata è la droga! La droga è l’unica speranza e l’unica ribellione possibile per i giovani! Un film pieno di speranza e un manifesto per spacciatori idealisti.

scream-1996-cravenSCREAM

E non poteva mancare Wes Craven.
Ma siamo in un mondo schifoso e quindi è mancato eccome. Ma i suoi film restano e se volete farvi bene dovreste recuperarli un po’ tutti. Craven aveva già affrontato il meta cinema in Nightmare – Nuovo Incubo firmando quello che per me è uno dei suoi più grandi capolavori. In quel film la tematica meta cinematografica, più che ridursi a un giochino sulle regole del genere, sviscerava il significato e il ruolo del narratore, attraverso una vera e propria lezione di antropologia e narrativa. Lo scrittore che cattura un archetipo, che imprigiona un’idea, un’energia che si nutre e cresce tanto più riesce a saldarsi all’immaginario collettivo. A parlare di Nightmare 7 si potrebbe andare avanti per ore ma non vorrei confondere quelli che scrivono sui blog di cinema facendo la conta delle citazioni senza sapere che cazzo è un archetipo narrativo… e comunque se decideste di farvi la serata Halloween a tema io vi consiglio il primo Nightmare – Dal Profondo della Notte, il terzo I Guerrieri del Sogno e per l’appunto il settimo… con Freddy vs Jason come ciliegiona sulla torta.
Però io volevo parlarvi di Scream.
La cosa bella di Scream è che Wes Craven fa finta di mettere in scena la destrutturazione dei meccanismi dello slasher mentre di fatto mette in scena profeticamente la generazione di rincoglioniti cinefili che appesta i nostri tempi. “Siete impazziti guardando film? Che imbecilli!” Preciso. Te voglio tanto bene, Wes.

sfascia-halloweenEd ora, in breve:

D-TOX
Se volete uno slasher che si ferma al primo episodio perché invece dei teenager in pericolo il serial killer si becca Sylvester Stallone incazzato.

THE CALLING
Se volete una variante più scanzonata alla situazione Rosemary’s Baby e dedicare una serata all’artista precedentemente noto come Satana.

THE WITCH
No, non l’ho visto, ma da quel che c’ho capito per una serata divertente forse è meglio che ripiegate su Hocus Pocus.

INVASION USA
Se siete terroristi o anche criminali generici questo film, in cui Chuck Norris interpreta il Karma, vi terrorizzerà.

LA PASSIONE
Di quella volta che Mel Gibson ha visto Hellraiser di Clive Barker e ha pensato di farne una versione storicamente più accurata rimettendo i chiodi al loro posto (poi se di Clive Barker non avete mai visto Cabal o Il Signore delle Illusioni, per forza che andate in giro pensando che Wes Anderson o qualche altro moscione modaiolo siano dei visionari).

Avrete capito che non sono recensioni ma riflessioni, non ci sono informazioni sulla trama (il film ve lo guardate o cercate su Google) o curiosità sulla lavorazione e quant’altro (c’è sempre Google), tanto meno ci sono valutazioni con voti o stellette visto che non stamo a parlà di tuffi carpiati in volo ma di opere narrative.
Sono ovviamente opinioni personali arbitrarie quindi prendetele come tali… cioè prendetele per il più autorevole degli attestati per parlare del lavoro altrui nell’epoca del web. Opinioni 2.0 : ti sollevano dal pensare quanto una dittatura ti solleva dal decidere.

Buon Halloween!

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