29 novembre 2016

Game Preservation: The Quest esplora la conservazione dei videogiochi classici in Giappone

Il documentario di 30′ è disponibile online fino al 12 dicembre

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29 novembre 2016
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I giochi sono fragili. Siano essi su circuiti stampati, cartucce, nastri o dischi, sono soggetti a ruggine, umidità e altri segni del tempo. Salvare e archiviare i giochi dal primi anni del medium – gli anni ’70, ’80 e ’90 – non è solo una questione di nostalgia, quindi, ma di conservare un pezzo di storia.

In Giappone, la Game Preservation Society, co-fondata dal francese Joseph Redon, è una piccola organizzazione dedicata a salvare i giochi d’epoca dall’estinzione. Un nuovo documentario, recentemente mandato in onda dalla NHK e adesso disponibile on-line per tutti, ci conduce nel mezzo di questa missione di trovare e conservare alcuni dei più oscuri ma importanti giochi del paese del Sol Levante. Importante perché, archiviati insieme, formano un mosaico degli anni di formazione dei videogiochi: un periodo in cui i giochi sono stati spesso creati da una o due persone e distribuiti su dischi e nastri delicati.

game-preservation-the-questIl documentario mostra quanto siano fragili molti di questi vecchi giochi e sistemi: circuiti arrugginiti, nastri magnetici che stanno degradando all’interno delle cassette. Uno dei giochi mostrati è The Tower – un gioco così oscuro ce probabilmente nessuno ne ha mai sentito parlare – che Redon è riuscito a rintracciare, riparare e archiviare nella sede della società a Tokyo. Soprattutto, il collettivo rende anche disponibili i giochi vintage per il pubblico, che può così giocarci. Come nota uno dei membri, non è sufficiente soltanto immagazzinate i giochi – sono stati progettati per essere giocati e goduti dalle generazioni future.

Non possiamo fare a meno di pensare che ci sia una storia più lunga e dettagliata da raccontare qui – ci piacerebbe vedere quali altri videogames la società abbia nei suoi archivi – ma questo documentario di mezz’ora rappresenta un piccolo quanto preciso omaggio a un argomento spesso trascurato. Ogni sezione è divisa da alcuni intermezzi in stile 8-bit creati da ‘Pixel’ Amaya – il designer dietro al classico Cave Story.

Nota a margine: alle spalle di uno degli onorevoli geek della società di conservazione si vede chiaramente lo sparatutto Parodius DA! della Konami installato e funzionante, ma i documentaristi hanno appannato lo schermo in quasi ogni sequenza in cui appare. Come mai?

In ogni caso, Game Preservation: The Quest è disponibile per la visione online sul sito del NHK fino al 12 dicembre.

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Game Preservation: The Quest esplora la conservazione dei videogiochi classici in Giappone
Descrizione
Il documentario di 30' è disponibile online fino al 12 dicembre
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Il Cineocchio
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