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	<title>Gianluigi Perrone | Il Cineocchio</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 20 Apr 2026 16:54:26 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Dossier: The Hateful Eight di Tarantino, l&#8217;osteria dove si incrociano Hawks e Carpenter</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluigi Perrone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2020 08:24:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Azione & Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[John Carpenter]]></category>
		<category><![CDATA[La cosa]]></category>
		<category><![CDATA[Quentin Tarantino]]></category>
		<category><![CDATA[riflessione]]></category>
		<category><![CDATA[The hateful eight]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ovvero come il regista di Knowxville ha girato la propria versione di Un Dollaro d'Onore, passando attraverso La Cosa di John Carpenter</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/tarantino-the-hateful-eight-influenze-carpenter-hawks-recensione/">Dossier: The Hateful Eight di Tarantino, l&#8217;osteria dove si incrociano Hawks e Carpenter</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non ce ne voglia <strong>Enzo G. Castellari</strong> se, nel citare il suo <em>Bastardi Senza Gloria</em>, ne dobbiamo sminuire il valore tributario agli occhi di Quentin Tarantino. La verità è che Quentin è un regista/cinefilo/critico/archeologo del cinema e meno ingenuo di quanto si creda. E’ lui che ha sdoganato una serie infinita di B-Movies, e sicuramente è un amante di tutto il cinema tout court, ma Tarantino è anche consapevole che la propria autorialità è stata sempre facilmente attaccabile, nel caso venisse messa nelle condizioni di prendersi troppo sul serio.</p>
<p>Così ha spesso, e soprattutto all’inizio, citato influenze che si erano mosse nel sottobosco del cinema considerato di serie B, e meno spesso ha ammesso le sue vere influenze.</p>
<p><strong><a href="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/02/Quentin-Tarantino-set-western.jpg" rel="lightbox" title="Dossier: The Hateful Eight di Tarantino, l'osteria dove si incrociano Hawks e Carpenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright wp-image-12441" src="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/02/Quentin-Tarantino-set-western-300x155.jpg" alt="Quentin-Tarantino set western" width="341" height="176" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/02/Quentin-Tarantino-set-western-300x155.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/02/Quentin-Tarantino-set-western-500x258.jpg 500w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/02/Quentin-Tarantino-set-western.jpg 620w" sizes="(max-width: 341px) 100vw, 341px" /></a>Robert Aldrich, Akira Kurosawa, Jean-Luc Godard sono nel DNA di Tarantino in maniera inequivocabile</strong>, ma vi immaginate le critiche che sarebbero volate se Quentin avesse detto “voglio fare la mia versione di <em>The Dirty Dozen</em>?”.</p>
<p>Per evitare le facili accuse di autoreferzialità, di presunzione, facile tra per la critica ignorantella, ovvero la stragrande maggioranza che non sa assolutamente niente di come funziona la testa di un <em>film-maker</em>, la soluzione è quella di sfruttare gli <em>spoof</em>, le derivazioni di valore, come appunto il film di un tecnico geniale come <strong>Enzo G. Castellari</strong>, che prima di Tarantino ha vissuto nei confronti di questi modelli (sicuramente Aldrich come Sam Peckimpah) un amore reverenziale e un desiderio di emulazione e di reinterpretazione.</p>
<p>D’altronde il cinema ha sempre funzionato così, attraverso i trend, e se un film ha successo, ne spuntano decine simili. Tarantino è uno che i trend li crea, ma nessuno è riuscito veramente a emularlo.</p>
<p>Forse a superarlo chi non ha visto a lui, ma chi ha il suo stesso DNA (vedi <strong>Paul Thomas Anderson</strong>). Sui molti livelli di costruzione di un film, in Tarantino ci sono ovviamente più tipi di modelli, nel dettaglio il cinema di intrattenimento, ma nella macrostruttura, si gioca più seriamente, in maniera più autoriale, e questo mix ha fatto la differenza, similmente come avviene con <strong>Nicolas Windin Refn</strong> che cita innumerevoli influenze ma nessuno si è mai accorto quanto il regista danese stia seguendo passo passo la carriera di Martin Scorsese.</p>
<p>Tornando a Tarantino, in quest’ottica proponiamo al lettore una lettura (o recensione <em>alternativa</em> se preferite) del recente <strong>The Hateful Eight</strong> che, al di là dell’aver ammaestrato i discepoli cinefili con <strong>il Glorioso 70mm</strong> del quale fino a ieri non fregava niente a nessuno (The Master ce lo siamo giocato? Il documentario Samsara chi lo ricorda? Chi scrive, ma sicuramente non tutti i nuovi fan del Glorioso formato cosi’ sulla bocca di tutti in questi giorni), al di là di questo, ha ben altre glorie da vantare.</p>
<p><a href="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/02/Howard-Hawks-John-Wayne-Rio-Lobo.jpg" rel="lightbox" title="Dossier: The Hateful Eight di Tarantino, l'osteria dove si incrociano Hawks e Carpenter"><img decoding="async" class=" wp-image-12440 alignleft" src="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/02/Howard-Hawks-John-Wayne-Rio-Lobo-300x245.jpg" alt="Howard Hawks John Wayne Rio Lobo" width="350" height="286" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/02/Howard-Hawks-John-Wayne-Rio-Lobo-300x245.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/02/Howard-Hawks-John-Wayne-Rio-Lobo-491x400.jpg 491w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/02/Howard-Hawks-John-Wayne-Rio-Lobo.jpg 780w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a>Come ampiamente dichiarato, ma anche intuibile dalla presenza di Kurt Russell, di <strong>Ennio Morricone</strong>, del <em>villain</em> femmina (come ha fatto notare giustamente qualcuno) e dall&#8217;ambientazione, l&#8217;ispirazione di QT per The Hateful Eight è <strong>La Cosa di John Carpenter </strong>(<a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-story-la-cosa-di-john-carpenter/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la recensione</a>).</p>
<p>Tarantino afferma che lo stesso Le Iene avesse molti elementi in comune con questa pellicola di fantascienza e oggi la cita come una forte influenza per il suo primo lavoro, anche se non lo aveva mai fatto prima d’ora. Non è dato sapere se mai ammetterà la derivazione strutturale da <strong><em>Rashomon </em></strong>del 1950, forse in punto di morte o di tortura.</p>
<p>Il film dell&#8217;81 condivide con The Hateful Eight una vena horror, nel caso <em>carpenteriano</em> molto più evidente, sebbene <strong>Tarantino abbia pigiato parecchio l&#8217;acceleratore sulla violenza, e l&#8217;intreccio particolarmente interessante del mistero &#8220;chi è il nemico?&#8221;</strong>.</p>
<p>La natura aliena della minaccia de La Cosa rendeva lo stato di paranoia opprimente e insopportabile. Tarantino adotta una situazione di base simile e la modella su <strong>un western atipico</strong>. Da questa scelta una osservazione filologia viene in mente. Se Carpenter è il modello di Tarantino, è altrettanto vero che il modello per La Cosa è La Cosa da un Altro Mondo di <strong>Howard Hawks</strong>, ma dato molto più importante è che Hawks è un modello fondamentale per tutta la filmografia di John Carpenter con un altro film: <strong>Un dollaro d&#8217;onore</strong> (<em>Rio Bravo</em>), ovvero un western con un&#8217;unica ambientazione principale. <strong>La proprietà transitiva gioca a favore nel collegare Hawks e Tarantino</strong>.</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2018/02/carpenter-la-cosa-1982-set.jpg" rel="lightbox" title="Dossier: The Hateful Eight di Tarantino, l'osteria dove si incrociano Hawks e Carpenter"><img decoding="async" class="alignright wp-image-59933" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2018/02/carpenter-la-cosa-1982-set-300x213.jpg" alt="john carpenter la cosa" width="337" height="239" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2018/02/carpenter-la-cosa-1982-set-300x213.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2018/02/carpenter-la-cosa-1982-set-768x545.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2018/02/carpenter-la-cosa-1982-set-500x355.jpg 500w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2018/02/carpenter-la-cosa-1982-set.jpg 1000w" sizes="(max-width: 337px) 100vw, 337px" /></a>Nonostante le influenze <em>tarantiniane</em> relative al Western siano state identificate altrove, non si può non prendere in considerazione questa ipotesi. Lo stesso Quentin Tarantino ha ammesso ironicamente che se esce con una ragazza la porta a vedere Un Dollaro d&#8217;Onore per decidere se è la donna giusta o meno.</p>
<p>Una dichiarazione d’amore ideologica, a questo punto. Inoltre Tarantino sulla rivista Sight &amp; Sound inserisce proprio Un Dollaro d&#8217;Onore al secondo posto dei suoi film preferiti, <strong>dopo <em>Il Buono, Il Brutto e il Cattivo</em></strong>.</p>
<p>Un Dollaro d&#8217;Onore nacque come la risposta polemica di Howard Hawks e John Wayne con la realizzazione di un&#8217;opera umanista a dispetto di quello che secondo loro era un film di successo basato su una premessa inverosimile (un uomo di legge che assolda dei criminali): <strong><em>I Magnifici Sette</em></strong>, il film del quale The Hateful Eight storpia il nome.</p>
<p>Di Hawks, Quantin Tarantino ha anche lodato l’identità autoriale. Il regista americano ha fatto western quanto commedie, drammi e film di fantascienza, ma questi generi non mancano di nascondere che dietro la macchina da presa c’era un autore con una visione precisa e riconoscibile. Per un regista che raggiunge l’Olimpo di Hollywood l’ultima sfida è proprio questa. Poter essere riconosciuti semplicemente dallo stile. <strong>Vediamo i punti in comune tra questi tre grandi film</strong> che, per un motivo o per un altro, rimarranno nella storia del cinema</p>
<p>In Un Dollaro d&#8217;Onore, John Wayne, John T. Chance, arresta il fratello di Nathan Burnette (John Russell) e incappa nelle ire della sua intera banda. Con un manipolo di uomini dovrà difendere la sua prigione.</p>
<p><a href="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/02/the-hateful-eight.jpg" rel="lightbox" title="Dossier: The Hateful Eight di Tarantino, l'osteria dove si incrociano Hawks e Carpenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-12443" src="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/02/the-hateful-eight-300x169.jpg" alt="the-hateful-eight" width="348" height="196" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/02/the-hateful-eight-300x169.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/02/the-hateful-eight-500x281.jpg 500w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/02/the-hateful-eight.jpg 620w" sizes="(max-width: 348px) 100vw, 348px" /></a>John Carpenter riprenderà la trama principalmente in <em><strong>Distretto 13 &#8211; Le brigate della morte </strong></em>(<a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/dossier-distretto-13-le-brigate-della-morte-di-john-carpenter/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la recensione</a>), ma nei suoi lavori successivi evolverà il concetto di assedio, tanto che si è più volte discusso su come l’intreccio de La Cosa rappresenti una condizione similmente forzata di immobilità, ma con una minaccia che attacca direttamente il corpo e l&#8217;identità, come in un altro film molto amato da John Carpenter, <em>L&#8217;Invasione degli Ultracorpi</em> di Don Siegel.</p>
<p>Le relazioni tra The Hateful Eight e La Cosa vengono relazionate a Le Iene, dallo stesso autore. L&#8217;ironia nei dialoghi e la struttura frammentaria associamo fortemente The Hateful Eight a questo concetto, ammettendo una relazione stretta con Le Iene.</p>
<p>Rispetto a quest&#8217;ultimo, The Hateful Eight manca decisamente di personaggi altrettanto potenti, di una struttura inattaccabile e di una vera forza concettuale.</p>
<p>Con tutta probabilità la scelta di rimanere forzati su un canovaccio classico è voluta, e Tarantino vi gioca facilmente con i trucchi tipici del suo cinema, ma rivelando inconsapevolmente una falla nel suo talento di scrittore rispetto ad esempio a un collega dalle caratteristiche simili come Paul Thomas Anderson: <strong>la mancanza di spessore umano dei personaggi</strong>.</p>
<p><a href="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/02/la-cosa-carpenter-set.jpg" rel="lightbox" title="Dossier: The Hateful Eight di Tarantino, l'osteria dove si incrociano Hawks e Carpenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-12444 alignright" src="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/02/la-cosa-carpenter-set-300x169.jpg" alt="la cosa carpenter set" width="350" height="197" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/02/la-cosa-carpenter-set-300x169.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/02/la-cosa-carpenter-set-500x281.jpg 500w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/02/la-cosa-carpenter-set.jpg 900w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a>Tarantino è famoso per l&#8217;estrema cura nell&#8217;epica dei propri personaggi, nel renderli indimenticabili per la loro straordinarietà, ma ne sacrifica l&#8217;aspetto umano come si evince nel confronto con i modelli.</p>
<p>In La Cosa, i rapporti tra i personaggi si inaspriscono progressivamente a causa del perenne sospetto che il prossimo sia in realtà la creatura mutaforma. La paranoia è tangibile e un elemento che fa la differenza.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>SPOILER ALERT</strong></span> Nel film di Tarantino il sospetto è generato da qualcuno, complice della prigioniera, che avvelena il caffè, uccidendo il personaggio di Kurt Russell. Una situazione che dura ben poco rispetto alla effettiva lunghezza dell&#8217;intreccio. <span style="color: #ff0000;"><strong>FINE SPOILER</strong></span> Difficilmente qualcuno penserà che The Hateful Eight sia <strong>una specie di Cluedo</strong>, come Omicidio sull’Orient Express che aveva avuto una sua versione western con Io non credo a Nessuno, con Charles Bronson, quanto più la storia di un gruppo di farabutti e bugiardi.</p>
<p><strong>John Carpenter percorre la logica, così come Quentin Tarantino, ma alimenta la paura grazie all&#8217;espressione delle debolezze umane</strong>. Più sono esse comprensibili e condivisibili, più la situazione diviene ansiogena.</p>
<p>In Hawks la paura è ugualmente tangibile, tanto da diventare una bolla di tempo su una riflessione sulla morte. Disperati, Wayne e soci, non hanno via di scampo se non fronteggiare in qualche modo l&#8217;orda che li attacca.</p>
<p>Potrebbero risolverla facilmente, liberando il prigioniero, ma il senso di giustizia prevale sulla morte. <strong>I personaggi di Howard Hawks non sono perfetti, in particolare l&#8217;alcolismo e il cuore spezzato di Dean Martin, ma la lotta ingenera una trasformazione in meglio</strong>. Quindi devono essere il senso eroico, l&#8217;astuzia e lo spirito di squadra a difendere queste Termopili.</p>
<p><a href="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/02/dollaro-donore-john-wayne.jpg" rel="lightbox" title="Dossier: The Hateful Eight di Tarantino, l'osteria dove si incrociano Hawks e Carpenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-12446" src="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/02/dollaro-donore-john-wayne-300x169.jpg" alt="dollaro d'onore john wayne" width="350" height="197" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/02/dollaro-donore-john-wayne-300x169.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/02/dollaro-donore-john-wayne-500x281.jpg 500w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/02/dollaro-donore-john-wayne.jpg 640w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a>In Tarantino, come in Carpenter, avviene l&#8217;opposto. La situazione è centripeta. I personaggi non sono nobili ma razzisti, sessisti, bugiardi e venali. Le circostanze vedranno dividerli sempre di più, fino al completo disfacimento.</p>
<p>Paradossalmente la medesima soluzione di Un Dollaro d&#8217;Onore, liberare la prigioniera, viene rifiutata dal personaggio di Walton Goggins, che rappresenta una visione ingenua del West e dei suoi miti. Il corrispettivo di Colorado Ryan/Ricky Nelson nel film di Hawks.</p>
<p>In La Cosa, MacReady, il personaggio di Kurt Russell, come pochi ricorderanno, <strong>ha problemi di alcolismo</strong>, così come Dude/Dean Martin, ideale protagonista morale di Rio Bravo. E veste un cappello da cowboy quando guida l&#8217;elicottero. <strong><span style="color: #ff0000;">SPOILER ALERT</span></strong> In The Hateful Eight non c’è ombra di redenzione, come in Un Dollaro d&#8217;Onore, ma come ne La Cosa due personaggi in conflitto riconoscono un&#8217;alleanza, rispetto e forse un’amicizia, nel finale del film, contro il nemico comune.</p>
<p>Un nero e un bianco, un po’ naive nel lungometraggio di John Carpenter, e una delle chiavi politiche per Tarantino. Childs Keith David e McReady, che si odiavano da sempre, diventano in qualche modo compagni nello stallo prima della morte certa, esattamente come Warren e Mannix del 2015, in cui comunque è onnipresente una diffidenza generale, storicamente giustificabile ma narrativamente ingiustificata. <strong><span style="color: #ff0000;">FINE SPOILER</span></strong></p>
<p>Lo scopo degli eroi in La Cosa è salvare il mondo. Sia in The Hateful Eight che in Un Dollaro d&#8217;Onore è quello di salvare la città da una misteriosa orda di criminali. La particolarità della pellicola di John Carpenter viene dal fatto che la tensione è fatta montare dalla logica umana durante una situazione assurda e impossibile.</p>
<p><strong>Il risultato dei tre film è naturalmente molto diverso, ma con una visione consecutiva dei tre è possibile riconoscere un filo conduttore.</strong> La stragrande maggioranza di questi sillogismi è stata inconscia per Tarantino, ma non sicuramente l’assunto generale che, letto in tale ottica, è evidente.</p>
<p>Di seguito <strong>il trailer ufficiale italiano</strong> di The Hateful Eight:</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/AljKC5utdBY" width="729" height="410" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/tarantino-the-hateful-eight-influenze-carpenter-hawks-recensione/">Dossier: The Hateful Eight di Tarantino, l&#8217;osteria dove si incrociano Hawks e Carpenter</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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		<title>Riflessione &#124; Vecchio e Nuovo nel 2018 al cinema: osserviamo inermi l&#8217;arrivo dell&#8217;Apocalisse</title>
		<link>https://www.ilcineocchio.it/cinema/riflessione-film-2018-cinema-apocalisse/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluigi Perrone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jan 2019 12:08:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Azione & Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[Assassination Nation]]></category>
		<category><![CDATA[Mandy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un anno di visioni e di considerazioni sul futuro che ci attende dietro l'angolo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/riflessione-film-2018-cinema-apocalisse/">Riflessione | Vecchio e Nuovo nel 2018 al cinema: osserviamo inermi l&#8217;arrivo dell&#8217;Apocalisse</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo spettatore si evolve. In massa. Impara a fruire dell&#8217;intrattenimento in maniera diversa. Basti guardare al nuovo episodio di <strong>Black Mirror</strong>, <a href="https://www.ilcineocchio.it/tv/bandersnatch-recensione-film-di-black-mirror/" target="_blank" rel="noopener"><em>Bandersnatch</em></a>. E&#8217; interattivo, quindi non si può vedere ovunque. Però <strong>Netflix</strong> sta iniziando a educare il pubblico all&#8217;interazione. Perchè il fine di Netflix non è più solo quello di avere il monopolio, ma soprattutto di debellare completamente la pirateria. Lo sta già facendo, con il prezzo abbordabile per il quale hai un <em>malloppone</em> di roba, ma anche questa nuova soluzione fa la differenza.</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2018/08/roma-alfonso-Cuarón-netflix.jpg" rel="lightbox" title="Riflessione | Vecchio e Nuovo nel 2018 al cinema: osserviamo inermi l'arrivo dell'Apocalisse"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-68971" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2018/08/roma-alfonso-Cuarón-netflix-216x300.jpg" alt="" width="223" height="310" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2018/08/roma-alfonso-Cuarón-netflix-216x300.jpg 216w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2018/08/roma-alfonso-Cuarón-netflix.jpg 720w" sizes="(max-width: 223px) 100vw, 223px" /></a>I P2P di tutto il mondo si staranno chiedendo come <em>piratarlo</em>. L&#8217;interazione si unirà all&#8217;audiovisivo, e all&#8217;immersione, e alle reti neurali e avremo un universo nuovo da esplorare, capiremo che i disegni sulle rocce altro non erano che la creazione del Mondo. Mentre oggi sia il successo di pubblico che di &#8220;casta&#8221; va al passato, rispettivamente a <strong><em>Bohemian Rhapsody </em></strong>di Bryan Singer, perchè i Queen sono comunque una delle cose che piacciono a tutti (come i <em>Simpson</em>) , e a <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/diario-da-venezia-75-giorno-2-messico-nuvole-e-lapo/" target="_blank" rel="noopener"><em><strong>Roma </strong></em>di Alfonso Cuarón</a> che è semplicemente un vecchio film italiano in bianco e nero, che la stragrande maggioranza del pubblico <em>schifa</em>. Non ci è dato sapere dove, se non su orizzonti politici, possa portare il successo di critica di <em>Roma</em>, ma sappiamo che <strong>questo 2018 non ha avuto film eccezionali</strong>, ma tra quelli buoni ha avuto molti italiani.</p>
<p><strong>Rinascita del cinema Italiano? No. Morte del resto del Mondo, e come sempre noi ne approfittiamo bene</strong>. Lo spettatore si evolve. Singolarmente. Si inizia a vedere i film per intrattenimento. Per meraviglia infantile. Poi si diventa esperti, ma su livelli diversi. Si fanno comparazioni con tante altre cose viste. Il cinefilo vede i film come su una grande rete che è il passato del cinema. Poi c&#8217;è lo scarto professionale, che trasforma la visione e la influenza. Quando stai vedendo il film ma stai anche pensando a quello che ne farai. Il critico pensa a quello che ne deve scrivere. A come deve titillare il proprio ego attraverso la storia che sta guardando oppure come deve far capire a un eventuale lettore perchè dovrebbe andarlo a vedere, oppure se gli autori hanno rispettato le loro intenzioni iniziali, riuscendo a intuirle. Oppure urlando schifezza o capolavoro per macinare consensi. Dire che <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/aquaman-recensione-film-james-wan/" target="_blank" rel="noopener"><em><strong>Aquaman</strong></em> di James Wan</a> è divertente, non smuove un muscolo. Dire che è il miglior cinecomic DC crea una piccola catena di commenti e condivisioni. Così come che l&#8217;ultimo <strong>Spider-Man </strong>animato, <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/spider-man-un-nuovo-universo-film-recensione/" target="_blank" rel="noopener"><em>Un Nuovo Universo</em></a>, che sarebbe il migliore. Non importa che non sia vero, basta che si suggerisca quel paradosso per cui un film di animazione possa essere unanimemente considerato meglio di quelli live action.</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2018/08/Dakota-Johnson-and-Mia-Goth-in-Suspiria-2018.jpg" rel="lightbox" title="Riflessione | Vecchio e Nuovo nel 2018 al cinema: osserviamo inermi l'arrivo dell'Apocalisse"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-68982 alignleft" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2018/08/Dakota-Johnson-and-Mia-Goth-in-Suspiria-2018-300x199.jpg" alt="" width="309" height="205" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2018/08/Dakota-Johnson-and-Mia-Goth-in-Suspiria-2018-300x199.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2018/08/Dakota-Johnson-and-Mia-Goth-in-Suspiria-2018-1152x763.jpg 1152w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2018/08/Dakota-Johnson-and-Mia-Goth-in-Suspiria-2018-768x509.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2018/08/Dakota-Johnson-and-Mia-Goth-in-Suspiria-2018.jpg 1439w" sizes="(max-width: 309px) 100vw, 309px" /></a>Quindi la strategia diventa diversa. Vuoi fare un bel film? Qualcuno ne parlerà. Se fai invece qualcosa di nuovo e vecchio allo stesso tempo (&#8216;nuovo&#8217; per come si presenta e &#8216;vecchio&#8217; per via del misero desiderio di <em>branding</em> che hanno tutti) allora hai buone possibilità. Pensiamo a uno dei migliori dell&#8217;anno, <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-suspiria-luca-guadagnino/" target="_blank" rel="noopener">il remake di <strong><em>Suspiria</em></strong></a>, che unisce il genio produttivo di Luca Guadagnino, che prende progetti importanti e rischiosi in &#8216;production hell&#8217; e li produce indipendentemente con <em>A lists.</em> Il film ha tutto quello che serve per essere un buon film, e oltre a intrattenere è anche innovativo. Una <em>art direction</em> più di valore nel finale avrebbe fatto urlare al miracolo, ma siamo già ad altissimi livelli. <strong>Vecchio e nuovo insieme</strong>. <strong><em>Il Filo Nascosto</em></strong> di Paul Thomas Anderson? PTA è il miglior regista vivente oggi, quindi tutto ciò che fa è bene, anche se non memorabile come un tempo. Guadagnino non omaggia direttamente Dario Argento, ma lo sfida, come Argento sfidava apertamente Alfred Hitchcock nei suoi anni d&#8217;oro, e PTA omaggia Hitchcock, come fece con Stanley Kubrick in <em>The Master </em>nel 2012. E <em>Il Filo Nascosto</em> è un film da tenere da parte perchè può sempre essere utile quando vuoi vedere un film buono. Il vecchio e il nuovo. <strong>Lo spettatore si evolve in un film-maker</strong>. In uno sceneggiatore che guarda la storia, in un produttore che guarda alla spesa di ogni singola parte, a un tecnico che guarda il linguaggio camera e le luci, a un montatore che guarda i tanti pezzettini, e persino a un sound designer che non capisce niente della storia.</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2018/05/dogman-garrone-film-marcello.jpg" rel="lightbox" title="Riflessione | Vecchio e Nuovo nel 2018 al cinema: osserviamo inermi l'arrivo dell'Apocalisse"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-62951" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2018/05/dogman-garrone-film-marcello-300x166.jpg" alt="" width="309" height="171" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2018/05/dogman-garrone-film-marcello-300x166.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2018/05/dogman-garrone-film-marcello-768x425.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2018/05/dogman-garrone-film-marcello.jpg 800w" sizes="(max-width: 309px) 100vw, 309px" /></a>Poi però bisogna tornare ad essere uno spettatore puro, un regista dell&#8217;orchestra che hai nella testa. Godersi il film, forte di nuova consapevolezza. Cercando di identificare i momenti di goduria di quest&#8217;anno, davanti a uno schermo, si fa un po&#8217; fatica. Come si diceva, l&#8217;Italia ha fatto bene. <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-dogman-matteo-garrone-film/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Dogman</em> </strong>di Matteo Garrone</a> è tra i film migliori dell&#8217;anno, con questa metafora nascosta delle politiche del Mondo, e anche se non è vero come <em>Primo Amore</em> o <em>L&#8217;Imbalsamatore</em>, brilla per qualità a livello internazionale. Anche <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-home-video-dogman-lazzaro-felice-a-beautiful-day-dvd-bluray/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Lazzaro Felice </em></strong>di Alice Rohrwacher</a>, come riportato da molti, e nella sua imperfezione tiene le redini del cavallo più difficile, oggi: lo <em>storytelling</em>. In più c&#8217;è <strong><em><a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-soldado-di-stefano-sollima/" target="_blank" rel="noopener">Soldado</a></em></strong>, il sequel di <em>Sicario</em>, che avendo uno come <strong>Stefano Sollima</strong> alla regia e Taylor Sheridan come sceneggiatore, si può definire come il primo vero &#8216;spaghetti western moderno&#8217;. Stesso tipo di piacere lo dà <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-dragged-across-concrete-di-s-craig-zahler/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Dragged Across Concrete</em> </strong>di S. Craig Zahler</a>, unendo anche questo vecchio e nuovo, ma con il pregio di sfidare il circuito indipendente. Secondo solo <strong>Jeremy Saulnier</strong> che con <strong><em><a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-hold-the-dark-di-jeremy-saulnier/" target="_blank" rel="noopener">Hold the Dark</a></em></strong> evolve il suo stile narrativo in una direzione entusiasmante, dimostrandosi uno dei numeri uno mondiali.</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2018/06/mandy-nicolas-cage-film.jpg" rel="lightbox" title="Riflessione | Vecchio e Nuovo nel 2018 al cinema: osserviamo inermi l'arrivo dell'Apocalisse"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-65363 alignleft" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2018/06/mandy-nicolas-cage-film-300x152.jpg" alt="" width="300" height="152" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2018/06/mandy-nicolas-cage-film-300x152.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2018/06/mandy-nicolas-cage-film-768x389.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2018/06/mandy-nicolas-cage-film-752x380.jpg 752w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2018/06/mandy-nicolas-cage-film.jpg 877w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Catalogandoli tutti come horror, si può dire che non ci sono stati film memorabili, ma val la pena citare <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-mandy-di-panos-cosmatos/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Mandy</em> </strong>di Panos Cosmatos</a> per aver evoluto produttivamente ma involuto qualitativamente le ottime idee di <em>Beyond the Black Rainbow </em>del 2010, <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-a-quiet-place-un-posto-tranquillo-di-john-krasinski-2/" target="_blank" rel="noopener"><em><strong>A Quite Place &#8211; Un Posto tranquillo</strong></em> di John Krasinski</a> che è obiettivamente un ottimo esperimento, e stessa cosa dicasi per <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-hereditary-le-radici-del-male-di-ari-aster/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Hereditary &#8211; Le Radici del Male</em></strong> di Ari Aster</a>, <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-casa-delle-bambole-ghostland-pascal-laugier/" target="_blank" rel="noopener"><em>La Casa delle Bambole</em> di Pascal Laugier</a> e <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-cam-daniel-goldhaber/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>CAM</em> </strong>di Daniel Goldhaber</a>, senza però riuscire ad esaltarsi troppo. Non si sa dove piazzare <strong><em><a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-climax-di-gaspar-noe/" target="_blank" rel="noopener">Climax</a> </em></strong>e <em><strong>Tully</strong></em>, ottimi film di due registi con una visione chiarissima ma molto diversi. Il primo è <strong>Gaspar Noé</strong>, che crea ancora una volta qualcosa di pazzesco. Quando si vede un film del franco-argentino si ha la sensazione che la sua esistenza abbia un senso e sia necessaria. Perchè quello che fa esista, in quanto espressione cognitiva. <strong>Jason Reitman</strong> è la stessa cosa, ma con i buoni sentimenti, tanto bravo a guardare lì dove ci dimentichiamo troppo spesso.</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2018/10/Odessa-Young-Suki-Waterhouse-Hari-Nef-and-Abra-in-Assassination-Nation-2018.jpg" rel="lightbox" title="Riflessione | Vecchio e Nuovo nel 2018 al cinema: osserviamo inermi l'arrivo dell'Apocalisse"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-70720" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2018/10/Odessa-Young-Suki-Waterhouse-Hari-Nef-and-Abra-in-Assassination-Nation-2018-300x145.jpg" alt="" width="329" height="159" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2018/10/Odessa-Young-Suki-Waterhouse-Hari-Nef-and-Abra-in-Assassination-Nation-2018-300x145.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2018/10/Odessa-Young-Suki-Waterhouse-Hari-Nef-and-Abra-in-Assassination-Nation-2018-768x371.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2018/10/Odessa-Young-Suki-Waterhouse-Hari-Nef-and-Abra-in-Assassination-Nation-2018.jpg 828w" sizes="(max-width: 329px) 100vw, 329px" /></a><strong>Il film dell&#8217;anno</strong>, per chi scrive, lo dirige un altro &#8216;figlio di papà&#8217;, ovvero <strong>Sam Levinson</strong>, e tocca il tema più caldo, probabilmente per puro caso o telepatia e veggenza. Il desiderio di Inquisizione che si è scatenato negli Stati Uniti non è altro che la forma americana per l&#8217;esplosione di intolleranza, fascismo e zolfo che serpeggia per il Mondo. Si è percepita l&#8217;anticamera di qualcosa di veramente brutto, che accadrà tra il 2019 e il 2020 e vedrà quante più nazioni del Mondo chiudersi e evitare di parlare con chiunque. La guerra nucleare non pare avere nesso con i Movimenti per le <em>diversity</em>, ma in realtà nascono entrambi dallo stesso capro espiatorio che le Corporation hanno scelto per far compiere atti criminali agli Stati Uniti nei prossimi anni, ovvero <strong>Donald Trump</strong>. Mentre lui lavora sodo per trasformare la corrente Terza Guerra Mondiale in atto, da un conflitto di mercato a un conflitto armato, forte di tecnologie che non vi immaginate neanche nei film di fantascienza, la gente affetta da demenza narcisista ha scaricato sui Social Media le proprie frustrazioni, contro i sostenitori del Partito Democratico che, avendo perso, non può più difendere nessuno. Quindi la vendetta personale di <strong>Mia Farrow</strong> ad opera del figlio si è riversata contro tutto il &#8216;sistema Cinema&#8217; che, come si è sempre saputo, ha usato come merce di scambio moneta, ma anche sesso.</p>
<p>Le nuove tecnologie si basano su un livello di spionaggio implacabile, che permette di vedere ovunque. La distruzione dell&#8217;immagine di una persona può essere devastante, e la rivoluzione che ne deriva violentissima. Negli USA la gente ha le pistole dentro casa, quindi quello che si è visto nella serie di <em>The Purge</em> / <em>La notte del giudizio </em>&#8211; ma soprattutto nel bellissimo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-sitges-51-assassination-nation-di-sam-levinson/" target="_blank" rel="noopener"><em><strong>Assassination Nation</strong></em></a> &#8211; diventerà realtà. Assassination Nation unisce in immagini e narrazione cinematografica tutto quello che è successo, sta succedendo e succederà, divenendo una bomba come non se ne vedono dai tempi di <em>Fight Club</em>. Mai come oggi si cammina su un filo, e mentre si cerca l&#8217;equilibrio c&#8217;è il sentore forte che stavolta si spezzerà.</p>
<p>Di seguito <strong>il trailer originale</strong> di Assassination Nation:</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/d9qyOGEuLY4" width="729" height="410" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/riflessione-film-2018-cinema-apocalisse/">Riflessione | Vecchio e Nuovo nel 2018 al cinema: osserviamo inermi l&#8217;arrivo dell&#8217;Apocalisse</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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		<title>Classifica 2017 &#124; Il meglio &#8211; e qualche peggio &#8211; di horror, noir, action e VR dell&#8217;anno (secondo G. P.)</title>
		<link>https://www.ilcineocchio.it/cinema/classifica-2017-meglio-peggio-horror-noir-action-vr-anno/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluigi Perrone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Dec 2017 12:14:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Azione & Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[Atomica Bionda]]></category>
		<category><![CDATA[classifica]]></category>
		<category><![CDATA[IT]]></category>
		<category><![CDATA[Madre]]></category>
		<category><![CDATA[The Devil’s Candy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dodici mesi di visioni, tra film piaciuti solo a me e titoli piaciuti a tutti tranne che a me</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/classifica-2017-meglio-peggio-horror-noir-action-vr-anno/">Classifica 2017 | Il meglio &#8211; e qualche peggio &#8211; di horror, noir, action e VR dell&#8217;anno (secondo G. P.)</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Allora, qui mi tocca fare una classifica speciale, particolare, o almeno originale, in modo tale da fare contento il caporedattore del Cineocchio, che ho avuto il piacere di riabbracciare all&#8217;ultimo Festival di Sitges, e considerando che sono intrappolato in Cina, non è mica così ovvio. A dire il vero l&#8217;ansia mi veniva dal fatto che <strong>ho visto pochi film quest&#8217;anno</strong>. La mia attività con <a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/esclusivo-gianluigi-perrone-ci-racconta-il-futuro-del-cinema-tra-realta-virtuale-e-augmented-reality/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Polyhedron VR Studio</strong></a>, la mia compagnia di Realtà Virtuale, mi ha portato via la stragrande maggioranza del tempo e dello spazio. Nel senso che ho dovuto viaggiare moltissimo per eventi e conferenze dove ho promosso i miei tre film in 360 gradi (che chiamiamo Immersive Experiences o EXP), per portare il mio masterclass sul <strong>Dogma VR</strong>, il metodo di storytelling VR che ho creato, e recentemente il progetto di Social VR, <strong>Pangea</strong>, attraverso il quale cambieremo il mondo. Tuttavia sono riuscito a recuperare un po&#8217; di titoli e a farmi non una ma molte classifiche.</p>
<p><a href="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/03/scappa-get-out-peele.jpg" rel="lightbox" title="Classifica 2017 | Il meglio - e qualche peggio - di horror, noir, action e VR dell'anno (secondo G. P.)"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-40739" src="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/03/scappa-get-out-peele-300x164.jpg" alt="" width="316" height="173" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/03/scappa-get-out-peele-300x164.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/03/scappa-get-out-peele-768x421.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/03/scappa-get-out-peele.jpg 797w" sizes="(max-width: 316px) 100vw, 316px" /></a>Obiettivamente, <a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-scappa-get-out-jordan-peele/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Scappa &#8211; Get Out</strong></a> di Jordan Peele è la miglior pellicola del terrore del 2017. Inoltre dimostra come, anche se l&#8217;assunto di base sia fondamentalmente una minchiata, una sceneggiatura e uno stile intelligenti fanno la differenza. Oltre a <em>The Wicker Man</em> e <em>La fabbrica delle mogli</em>, il principale punto di riferimento è chiaramente <em>Rosemary&#8217;s Baby</em>, e questo ci porta a fare due riflessioni. Una è che per la seconda volta funziona un horror <em>polanskiano</em> che se ne frega delle strutture del cinema moderno, in particolare della fretta di far succedere cose nei primi venti minuti, prendendosi i tempi per far montare la storia, come era avvenuto per <em>Babadook</em> nel 2014. L&#8217;altra è che possiamo parlare di una delle delusioni dell&#8217;anno: <a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-madre-di-darren-aronofsky/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Madre!</strong></a> Che già dal titolo &#8230; Lode sempiterna a Darren Aronofsky per aver portato un&#8217;opera del genere nel circuito blockbuster. Lode per aver innalzato il livello di gusto di pubblico ma, se questo esalta, è perchè<strong> la forza della narrazione si è ormai sopita sotto una coltre di sgrammaticature di montaggio e l&#8217;eccezione diventa sublime</strong>. No. Sulla carta Madre! è un film ok (ma l&#8217;assunto è banale), ma ha innumerevoli imperfezioni e sa tanto di prodotto per &#8220;radical shit&#8221;, che fanno oggi più danni dei negazionisti nazionalsocialisti, delle femministe arriviste e di quelli che non hanno niente da fare. Ho visto Madre! in un cinema a Los Angeles. Quando si va negli Stati Uniti bisogna mettersi l&#8217;anima in pace che ci si ammalerà. Infatti è avvenuto. Allora mi sono imposto un giorno di pausa dal lavoro e mi sono fatto un <em>double bill</em>. Pessimo. Perchè uno dei due era appunto l&#8217;ultimo Aronofsky, e l&#8217;altro è stata una scelta anche peggiore. Sto parlando di <a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-it-di-andres-muschietti/" target="_blank" rel="noopener"><strong>IT</strong></a>,di Andrés Muschietti, che <strong>si potrebbe chiamare &#8220;heat&#8221; per via dell&#8217;effetto che fa la giovane Sophia Lillis</strong>, che più che essere la cosa migliore del film, ne è l&#8217;unica. Semplicemente un film <em>cheap</em>, da tutti i punti di vista. Ma tanto ha fatto un sacco di soldi, quindi &#8230;</p>
<p><a href="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/07/devils-candy-film.jpg" rel="lightbox" title="Classifica 2017 | Il meglio - e qualche peggio - di horror, noir, action e VR dell'anno (secondo G. P.)"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-48373 alignleft" src="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/07/devils-candy-film-300x142.jpg" alt="" width="321" height="152" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/07/devils-candy-film-300x142.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/07/devils-candy-film.jpg 744w" sizes="(max-width: 321px) 100vw, 321px" /></a>Chi invece non ne ha fatti, chi invece era veramente in una condizione <em>cheap</em>, ma ha fatto un bel lavoro, è nuovamente Sean Byrne, intervistato a Torino ai tempi del suo primo, ottimo, <em>The Loved Ones </em>(2009), e tornato con questo nuovo film metallaro <strong><a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-the-devils-candy-di-sean-byrne/" target="_blank" rel="noopener">The Devil&#8217;s Candy</a></strong>. Una delle cose di <em>The Loved Ones</em> che mi aveva piacevolmente colpito è che il protagonista ero io da ragazzo. All&#8217;epoca della visione non l&#8217;avevo incontrato ancora, e adesso posso dire che in realtà il regista/autore dipinge sé stesso, anche in The Devil&#8217;s Candy. A proposito di dipingere, è in effetti un pittore il protagonista di questo horror assurdo, e come Byrne è ansiosissimo. C&#8217;è da dire una cosa. <strong>Byrne non sa scrivere</strong>. Non è un bravo <em>storyteller</em>, anzi, è piuttosto mediocre. Tuttavia ha una visione originalissima e personale, attraverso la narrazione per immagini e il personalissimo modo di vedere la follia. Il motivo per cui The Devil&#8217;s Candy si trova in questa classifica è proprio l&#8217;originalità dell&#8217;approccio di Byrne, che lo promuove per un augurio: quello di fare un salto di qualità. Chi invece va nella <strong>&#8216;classifica dei film brutti&#8217;</strong> è <strong><a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-da-sitges-49-raw-grave-di-julia-ducournau/" target="_blank" rel="noopener">Raw &#8211; Una cruda verità</a></strong> di Julia Ducournau, che ho visto completamente <em>random</em> in una proiezione del mercato a Cannes, per poi scoprire che era piaciuto a tutti tranne che a me. Addirittura è uscito in <em>Pay-per-view</em> in Cina! Non mi ha detto assolutamente nulla. Non sarà che lo hanno pompato perchè il regista è una donna? Allora perchè non pompare anche <a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-prima-di-domani-di-ry-russo-young/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Prima di Domani</strong></a> di Ry Russo-Young? Una pellicola tutta al femminile, per le protagoniste, la regista, e l&#8217;autrice del libro da cui è tratto. Prima di Domani è <em>Il Giorno della Marmotta</em> ma come un coming of age, e ha un approccio finale vagamente filosofico che lo rende un film &#8220;buono&#8221; oltre che un buon film.</p>
<p><a href="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/08/atomica-bionda-charlize-theron.jpg" rel="lightbox" title="Classifica 2017 | Il meglio - e qualche peggio - di horror, noir, action e VR dell'anno (secondo G. P.)"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-49065 alignright" src="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/08/atomica-bionda-charlize-theron-300x200.jpg" alt="" width="311" height="207" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/08/atomica-bionda-charlize-theron-300x200.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/08/atomica-bionda-charlize-theron-768x511.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/08/atomica-bionda-charlize-theron.jpg 777w" sizes="(max-width: 311px) 100vw, 311px" /></a>Spostandoci nell&#8217;action, un altro film scritto male ma bellissimo invece, è <a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-atomica-bionda-david-leitch/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Atomica Bionda</strong></a> di David Leitch. Questo lo ha girato uno stuntman, quindi è narrato quasi male quanto uno diretto di Guy Ritchie, ma <strong>lo stile e l&#8217;azione sono talmente buone da fare la differenza</strong>. Il finto piano sequenza finale merita la frase &#8220;da solo vale tutto il film.&#8221;. Charlize Theron non ha competitor come completezza a Hollywood. Se passiamo alla brutalità, due titoli fanno la differenza. Uno in negativo e uno in positivo. <strong><a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-brawl-in-cell-block-99-di-s-craig-zahler/" target="_blank" rel="noopener">Brawl in Cell Block 99</a> di S. Craig Zahler è la delusione dell&#8217;anno</strong>. E&#8217; un plagio della storia di Marv in <em>Sin City</em> e fondamentalmente vuol essere quel tipo di violenza noir milleriana, ma cade per <strong>la miseria visiva</strong>, che non è giustificabile, visto che vi sono molti metodi per fare un film migliore anche nei pochi giorni di riprese che il regista ha avuto a disposizione. Basti pensare ai sacrifici e sforzi fatti per realizzare <strong><a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-brimstone-di-martin-koolhoven/" target="_blank" rel="noopener">Brimstone</a></strong> di Martin Koolhoven, che invece è tra i top e probabilmente<strong> uno dei film più puri e sinceri sulla condizione della donna</strong>. Si sposa benissimo con la presenza sui piccoli schermi di <a href="http://www.ilcineocchio.it/tv/the-handmaids-tale-un-futuro-di-dolore-per-elisabeth-moss-nel-trailer-della-serie-di-hulu/" target="_blank" rel="noopener"><em>The Handmaid&#8217;s Tale</em></a>, ma raggiunge una brutalità e crudeltà veramente rare. Quasi <em>pasoliniane</em>.</p>
<p><a href="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/09/colossal.jpg" rel="lightbox" title="Classifica 2017 | Il meglio - e qualche peggio - di horror, noir, action e VR dell'anno (secondo G. P.)"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-29742 alignleft" src="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/09/colossal-300x153.jpg" alt="" width="316" height="161" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/09/colossal-300x153.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/09/colossal-370x190.jpg 370w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2016/09/colossal.jpg 611w" sizes="(max-width: 316px) 100vw, 316px" /></a>Se invece passiamo a cose più leggere, senza troppi morti ammazzati, viene in mente <strong>20th Century Women</strong> di Mike Mills, dramedy leggera ma profonda, con Annette Bening che ci accompagna in un lucidissimo viaggio nel tempo attraverso il secolo passato. Dal regista di <em>Thumbsucker &#8211; Il succhiapollice </em>(2005), un&#8217;opera che è quasi magnetica per come riesce a entrarti dentro. Caratteristica simile anche del folle <strong><a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-da-sitges-49-colossal-di-nacho-vigalondo/" target="_blank" rel="noopener">Colossal</a></strong>, il film migliore da tutti i punti di vista di Nacho Vigalondo e soprattutto un&#8217;idea folle e originale portata sul grande schermo in modo altrettanto originale. Un&#8217;altra opera originale, ma bruttissima, è <strong>Staying Vertical</strong> di Alain Guiraudie. Il regista è lo stesso di <em>Lo Sconosciuto del Lago</em> (2013), che era un bel film. Invece Staying Vertical riesce a essere allo stesso tempo <strong>la pellicola più disgustosa del decennio</strong>, altro che <em>A Serbian Film</em>, e la più divertente commedia involontaria dell&#8217;anno. Provare per credere, <em>The Room</em> di Tommy Wiseau è dietro l&#8217;angolo. Siamo dalle parti del capolavoro o almeno del cult.</p>
<p><a href="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/01/logan-film-hugh.jpg" rel="lightbox" title="Classifica 2017 | Il meglio - e qualche peggio - di horror, noir, action e VR dell'anno (secondo G. P.)"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-38045 alignright" src="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/01/logan-film-hugh-300x159.jpg" alt="" width="309" height="164" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/01/logan-film-hugh-300x159.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/01/logan-film-hugh.jpg 671w" sizes="(max-width: 309px) 100vw, 309px" /></a>Andando ancora di più verso il blockbuster, ovviamente è <a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-logan-the-wolverine-di-james-mangold/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Logan &#8211; The Wolverine</strong></a> di James Mangold è il film migliore dell&#8217;anno. Riuscire ad <strong>avere questo approccio al <em>cinecomic</em> è un respiro di sollievo</strong>. La protagonista, la piccola Wolverina [Dafne Keen], è straordinaria e merita un film a parte tutto suo. A livello tecnico invece sbriciola qualsiasi competitor l&#8217;ultima fatica di Christopher Nolan, <a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-dunkirk-di-christopher-nolan/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Dunkirk</strong></a>, forte di una sperimentazione narrativa notevole che sono curioso di rivedere presto su altri generi. Tutto costruito in climax, mantiene il medesimo concetto sia nella sceneggiatura che nel sound design. Il film quindi diventa come un <strong>unico tema dalla struttura irregolare</strong>.</p>
<p><a href="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/08/Message-from-the-King-boseman.jpg" rel="lightbox" title="Classifica 2017 | Il meglio - e qualche peggio - di horror, noir, action e VR dell'anno (secondo G. P.)"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-48786 alignleft" src="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/08/Message-from-the-King-boseman-300x145.jpg" alt="" width="310" height="150" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/08/Message-from-the-King-boseman-300x145.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/08/Message-from-the-King-boseman.jpg 735w" sizes="(max-width: 310px) 100vw, 310px" /></a>Se invece parliamo di noir, al top ci sono almeno tre scelte. <strong><a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-bifff-35-le-serpent-aux-mille-coupures-di-eric-valette/" target="_blank" rel="noopener">Le Serpent aux mille coupures</a></strong> di Eric Valette, girato e scritto con molto coraggio e intelligenza, come è veramente complicato fare oggi. Inoltre, per il tema razziale si potrebbe definire il <em>Get Out</em> del noir. Ovviamente anche <strong><a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-message-from-the-king-fabrice-du-welz/" target="_blank" rel="noopener">Message from the King</a></strong> di Fabrice Du Welz è un grandissimo film, trasferta americana del belga, come <strong>un moderno<em> blaxploitation</em></strong> dalla struttura classica ma avvolgente, che stringe nelle spire come un boa affamato, giù, giù, giù dove si trova il cuore nero dei film di Du Welz. E ancora più nero è <strong><a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/jeremy-renner-elizabeth-olsen-a-caccia-di-un-killer-nel-trailer-dellinnevato-wind-river/" target="_blank" rel="noopener">Wind River</a></strong>, che in pratica è una pellicola di Charles Bronson. Infatti Geremy Renner avrebbe potuto farsi crescere i baffi e sarebbe stato perfetto. Ricorda da vicino <em>Caccia Selvaggia</em> (1981), proprio con Bronson e Lee Marvin, e <strong>dimostra come questo genere abbia ancora tanto da dire</strong>. Lo sceneggiatore e regista Taylor Sheridan è talmente bravo a bilanciare tra la costruzione di un territorio ostile e del destino avverso che le pedine stanno camminando su di esso, che i suoi film hanno un che di apocalittico. Grazie al cielo quest&#8217;uomo lavorerà tantissimo, deliziandoci con altri grandi titoli. E infine, il film dell&#8217;anno in questo sottogenere è <strong><a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-i-dont-feel-at-home-in-this-world-anymore-di-macon-blair/" target="_blank" rel="noopener">I don&#8217;t feel at home in this world anymore</a></strong>. Perchè? Perché Jeremy Saulnier e Macom Blair stanno cambiando la storia dello storytelling. Ad oggi, e senza ombra di dubbio, <em>Blue Ruin </em>(2013), <a href="http://www.ilcineocchio.it/cinema/green-room-nuovo-brutale-trailer-e-motion-poster-per-anton-yelchin-e-imogen-poots/" target="_blank" rel="noopener"><em>Green Room</em></a> (2015) e quest&#8217;ultimo sono <strong>gli <em>script</em> più innovativi della nuova Hollywood</strong>. Una innovazione che ha familiarità con il cinema dei fratelli Coen, con una freschezza e incisività uniche. Non c&#8217;è nulla di meglio, in assoluto. Saulnier non è coinvolto in questo, ma è la stessa famiglia.</p>
<p>Chiudendo, <strong>i migliori titoli in Realtà Virtuale del 2017</strong>: <strong>Through You</strong> di Lily Baldwin e Sacha Unseld, <strong>Rose Coloured</strong> di Adam Cosco, <strong>The Visigoths</strong> di Rory Mitchell, <strong>IT- FLOAT</strong> di Frank Shi e, beh, non dovrei dirlo io, ma <strong>Come Closer</strong> del sottoscritto non è affatto male ed è disponibile adesso su InceptionVR.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/classifica-2017-meglio-peggio-horror-noir-action-vr-anno/">Classifica 2017 | Il meglio &#8211; e qualche peggio &#8211; di horror, noir, action e VR dell&#8217;anno (secondo G. P.)</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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		<title>Dossier: Creed VS. Southpaw &#8211; L&#8217;ultima sfida, pugili a confronto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluigi Perrone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2016 11:48:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[Jake Gyllenhaal]]></category>
		<category><![CDATA[Michael B. Jordan]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Sylvester Stallone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un testa a testa in 10 combattutissimi round per stabilire il campione tra l'acclamato film diretto da Ryan Coogler e la pellicola di Antoine Fuqua</p>
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		<title>Dossier &#8211; I Signori della Droga al cinema (INTEGRALE)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluigi Perrone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Dec 2015 23:02:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dai cartelli messicani al 'Patrón' Pablo Escobar, Hollywood negli ultimi anni sembra aver (ri)scoperto prepotentemente il filone legato al narcotraffico centro-sudamericano. Questo speciale intende esaminare le produzioni cinematografiche e televisive che negli ultimi anni hanno affrontato l'argomento. Tenetevi forte.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/speciali/dossier-i-signori-della-droga-al-cinema-integrale/">Dossier &#8211; I Signori della Droga al cinema (INTEGRALE)</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/speciali/dossier-i-signori-della-droga-al-cinema-integrale/">Dossier &#8211; I Signori della Droga al cinema (INTEGRALE)</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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		<title>Dossier &#8211; I Signori della Droga al cinema: Parte IV</title>
		<link>https://www.ilcineocchio.it/speciali/dossier-i-signori-della-droga-al-cinema-parte-iv/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluigi Perrone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Dec 2015 12:16:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La quarta e ultima tappa del nostro viaggio 'oltre il confine' chiude il cerchio su Pablo Escobar, lasciando però intendere che la leggenda non morirà mai</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/speciali/dossier-i-signori-della-droga-al-cinema-parte-iv/">Dossier &#8211; I Signori della Droga al cinema: Parte IV</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/speciali/dossier-i-signori-della-droga-al-cinema-parte-iv/">Dossier &#8211; I Signori della Droga al cinema: Parte IV</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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		<title>Dossier &#8211; I Signori della Droga al cinema: Parte III</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluigi Perrone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Dec 2015 13:19:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[Narcos]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La terza tappa del nostro viaggio 'oltre il confine' ci porta nella patria per antonomasia del narcotraffico, la Colombia, alla corte del suo signore indiscusso, il leggendario Pablo Escobar</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/speciali/dossier-i-signori-della-droga-al-cinema-parte-iii/">Dossier &#8211; I Signori della Droga al cinema: Parte III</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/speciali/dossier-i-signori-della-droga-al-cinema-parte-iii/">Dossier &#8211; I Signori della Droga al cinema: Parte III</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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		<title>Dossier &#8211; I Signori della Droga al cinema: Parte II</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluigi Perrone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2015 13:57:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continua il viaggio oltre il confine alla scoperta delle produzioni televisive e cinematografiche che negli ultimi anni hanno affrontato il tema del narcotraffico centro-sudamericano</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/speciali/dossier-i-signori-della-droga-al-cinema-parte-ii/">Dossier &#8211; I Signori della Droga al cinema: Parte II</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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		<title>Dossier &#8211; I Signori della Droga al cinema: Parte I</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluigi Perrone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2015 13:23:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dai cartelli messicani al 'Patrón' Pablo Escobar, Hollywood negli ultimi anni sembra aver (ri)scoperto prepotentemente il filone legato al narcotraffico centro-sudamericano. Questo speciale in 4 parti intende esaminare le produzioni cinematografiche e televisive che negli ultimi anni hanno affrontato l'argomento. Tenetevi forte.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/speciali/dossier-i-signori-della-droga-al-cinema-parte-i/">Dossier &#8211; I Signori della Droga al cinema: Parte I</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/speciali/dossier-i-signori-della-droga-al-cinema-parte-i/">Dossier &#8211; I Signori della Droga al cinema: Parte I</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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