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	<title>Gordiano Lupi | Il Cineocchio</title>
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		<title>[recensione libro] Se fossi postumo sarei (Ba)ricco di Vincenzo Trama</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gordiano Lupi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Feb 2017 19:33:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Azione & Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[recensione libro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Geniale atto d'accusa, l'autore cela sotto forma di romanzo un'acuta e ironica invettiva al mondo dell'editoria </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-libro-se-fossi-postumo-sarei-baricco-di-vincenzo-trama/">[recensione libro] Se fossi postumo sarei (Ba)ricco di Vincenzo Trama</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un libro geniale sin dal titolo. Un atto d’accusa in forma di romanzo. Un’invettiva ironica e sarcastica scagliata in faccia a un mondo editoriale ormai alla frutta. Chi sono gli autori italiani che vendono? Si chiede il protagonista, uno sfigatissimo scrittore inedito, supportato dalla fumettistica spalla Mombu, lui, invece, edito ma incazztissimo. <strong>Volo</strong>, <strong>Moccia</strong>, <strong>Gramellini</strong>, (Dio ce ne scampi e liberi dai suoi incubi, altro che bei sogni!), ogni tanto una Melissa P., a volte uno Scarpa che vince lo Strega con un libro del cazzo (<em>Stabat mater</em>!), uno sceneggiatore che fa i riassunti, un nano, un elfo, una ballerina, la fidanzata d’un calciatore, la bella figa di turno e via di questo passo. Non va meglio con gli stranieri, a suon di <strong>Ken Follet</strong> e di gialli svedesi, stile Ikea &#8211; Iperborea. Leggo Trama e rido come un matto quando scrive che in Italia tutti scrivono gialli, da <strong>Camilleri</strong> a <strong>Vitali</strong>, passando per <strong>Lucarelli</strong> e <strong>Malvaldi</strong>, non solo, tutti vogliono imparare a scrivere gialli, come se fosse la cosa più importante del mondo, la sola cosa da fare in questo preciso momento storico. E qualche scrittore tipo <strong>Roversi</strong> &#8211; Trama non fa nomi ma li faccio io &#8211; si crede figo perché ha inventato il noir milanese. E <strong>Scerbanenco</strong>, povero illuso? E Fernando di Leo che faceva cinema <em>polar</em> pescando a piene mani dalle storie di uno degli autori meno considerati della letteratura (sì, lo era, caro critico del cazzo che storci la bocca!) italiana? Trama ne ha per tutti, anche per le fiere del libro, da Chiari dove alberga la tristezza d’un paese affogato nella depressione padana, a Pisa e Torino, fiere a base di vanità e lustrini per autori ormai stremati in attesa di esalare l’ultimo respiro.</p>
<p><a href="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/02/Se-fossi-postumo-sarei-Baricco-copertina-2.jpg" rel="lightbox" title="[recensione libro] Se fossi postumo sarei (Ba)ricco di Vincenzo Trama"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-39842" src="http://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/02/Se-fossi-postumo-sarei-Baricco-copertina-2-196x300.jpg" alt="Se fossi postumo sarei (Ba)ricco copertina 2" width="196" height="300" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/02/Se-fossi-postumo-sarei-Baricco-copertina-2-196x300.jpg 196w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/02/Se-fossi-postumo-sarei-Baricco-copertina-2-261x400.jpg 261w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/02/Se-fossi-postumo-sarei-Baricco-copertina-2.jpg 457w" sizes="(max-width: 196px) 100vw, 196px" /></a>Sì, lo so che <strong>Giulio Mozzi</strong> direbbe: “Caro Gordiano Lupi, un romanzo che parla di uno scrittore non sa di niente, tanto tanto lo può scrivere <strong>John Fante</strong>, mica <strong>Vincenzo Trama</strong>. E poi non si è mai visto un editore che scrive la recensione al libro di un suo autore. Non è credibile”. <em>Aspetta Primavera</em>, Giulio! Aspettala, che io intanto fo’ come mi pare. E proprio perché in vita mia non ho mai scritto una recensione a un mio autore, credo che questa sia parecchio credibile. Punto primo perché non è una recensione ma un racconto incazzato, di quelli che non piacciono a te perché non puzzano abbastanza. Punto secondo, perché penso che questo sia un libro utile e che in parecchi dovrebbero leggerlo, facendosi delle domande, ponendosi dei dubbi. Magari un giorno immagino un lettore che prende tutte le cazzate di Moccia, Volo, Baricco, Gramellini, Serra (roba tipo <em>Gli sdraiati</em>, cazzo! Un libro inutile, deleterio, da macero) e ci fa un enorme falò sul terrazzo di casa propria. Immagino quel lettore depresso risorgere dal sonno di una ragione che ormai ha generato il suo mostro, brandire una copia di <em>Se fossi postumo sarei (Ba)ricco</em> stile lancia metaforica contro l’ingiustizia del mondo. E vedo in lontananza <strong>Mombu</strong> danzare un rito magico, resuscitare l’anima di <strong>Brizzi</strong> ai tempi in cui scriveva <em>Jack Frusciante</em>, <em>Bastogne</em> e i ragazzi immaginari, scorgo <strong>Bianciardi</strong> volare da tremendo fantasma vendicatore, intravedo <strong>Pavese</strong> e <strong>Cassola</strong> prendere per mano <strong>Pasolini</strong> e ribellarsi contro la merda che ci circonda. Perché, come disse Bombolo in un famoso film con <strong>Tomas Milian</strong>, anche se condita con il parmigiano, sempre merda resta! E questo è lo stato dell’editoria italiana oggi, della pseudo letteratura che ci fagocita, commercialmente parlando.</p>
<p>Bravo Trama. Invidio il tuo giovanile furore, ché hai giusto l’età di quando scrissi <em>Quasi quasi faccio</em> <em>anch’io un corso di scrittura</em>. Posso morire felice, perché so di avere se non proprio un erede &#8211; ché da ereditare c’è poco &#8211; almeno un collega di merende sotto forma di salutari incazzature. Poi, Giulio, si fa per ride’- come diceva Benigni, quello vero, non il sosia bonaccione che ha preso il suo posto e vota Renzi &#8211; lo sappiamo anche noi che i problemi sono altri. Ma, pensaci bene, vedrai che te ne rendi conto anche te, se solo per un istante abbandoni l’ultimo racconto di Carver, quello che narra la triste vicenda di un cuoco dell’Oregon che puzza di frittura di pesce, che una letteratura del niente è la cartina di tornasole per scoprire la nostra povera Italia del niente.</p>
<p><strong>Titolo</strong>: Se fossi postumo sarei (Ba)ricco<br />
<strong>Autore</strong>: Vincenzo Trama<br />
<strong>Prezzo copertina</strong>: € 12.00<br />
<strong>Editore</strong>: Edizioni Il Foglio<br />
<strong>Data di Pubblicazione</strong>: 2017<br />
<strong>Pagine</strong>: 165</p>
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