L'attore ha parlato anche dei rumor su Batman
Alan Ritchson è stato impegnato nella promozione del suo nuovo film d’azione War Machine, recentemente arrivato su Netflix, e durante le interviste dedicate al progetto ha anche condiviso una riflessione piuttosto interessante sullo stato attuale del cinema blockbuster, in particolare sul modello narrativo dei film di supereroi.
Secondo Ritchson, infatti, una parte del pubblico potrebbe iniziare a sentirsi stanca dei cosiddetti “film alla Marvel”, soprattutto per un problema legato alla costruzione dei protagonisti.
War Machine ha saltato l’uscita cinematografica tradizionale ed è arrivato direttamente su Netflix, con il rischio di perdersi nell’enorme quantità di contenuti presenti sulle piattaforme di streaming. Tuttavia, per l’attore il film rappresenta un tipo di racconto che vorrebbe vedere più spesso: una storia in cui l’eroe non è invincibile.
Parlando dell’evoluzione dei grandi blockbuster moderni, Ritchson ha spiegato:
“Stiamo vivendo un periodo del cinema in cui, soprattutto con la ‘marvelizzazione’ di molti grandi film da sala, i protagonisti sono quasi invincibili. Abbiamo ridotto la posta in gioco a qualcosa di completamente poco coinvolgente. Non è un segreto che molte persone siano un po’ stanche dei film alla Marvel.”
Per l’attore, l’obiettivo di War Machine era invece costruire un protagonista con cui il pubblico potesse davvero identificarsi: qualcuno che lotta, sanguina e sopravvive a malapena agli eventi della storia.
“Il nostro obiettivo era creare un protagonista che resiste per un pelo. Possiamo portare qualcuno sull’orlo della morte e mostrarlo in modo reale e viscerale, così che il pubblico possa relazionarsi con lui a un livello umano? Le persone soffrono là fuori. La vita è dura. Quando il personaggio riesce a tagliare il traguardo alla fine del film, ci ricordiamo che possiamo superare anche un altro giorno.”
Per l’attore, dunque, il vero cuore emotivo del film non è solo l’azione spettacolare, ma la dimensione umana della lotta per sopravvivere.
“Per quanto questo film sia divertente, c’è qualcosa di profondamente umano con cui possiamo connetterci. Se il personaggio riesce a farcela e ad arrivare alla fine, forse posso farcela anch’io nella mia vita.”
La questione diventa ancora più interessante se si considera che Alan Ritchson ha più volte dichiarato di voler entrare nel mondo dei supereroi.
Negli ultimi anni l’attore ha infatti espresso il desiderio di interpretare Batman nel film The Brave and the Bold, parte del nuovo DC Universe sviluppato da James Gunn e Peter Safran.
Ritchson ha rivelato che alcune conversazioni con Gunn ci sono state, ma che il ruolo del Cavaliere Oscuro probabilmente non farà parte del suo futuro:
“Non è un rumor che James Gunn sia un mio fan. Lo ha detto lui stesso. E io sono un fan di James Gunn? Assolutamente. Non voglio però illudere nessuno. Abbiamo parlato di Batman, ma non credo davvero che quel ruolo sia nel mio futuro. Penso però che ci sia qualcosa nel mio futuro con la DC, e mi piacerebbe che restasse così.”
Da un lato quindi Ritchson critica l’idea dei protagonisti invincibili tipici di molti blockbuster contemporanei; dall’altro non nasconde il suo interesse per il mondo dei supereroi.
Forse, semplicemente, l’attore immagina un approccio diverso al genere, con personaggi più vulnerabili, più realistici e più vicini all’esperienza umana.
Per ora però la sua attenzione è concentrata su War Machine, e su un tipo di cinema d’azione che ricorda al pubblico come un eroe non debba essere invincibile per risultare interessante.