Azione & Avventura

Pixar e la riscrittura di Elio, Pete Docter: “È un film, non terapia per il pubblico”

Le polemiche dopo il taglio dell'idea di un protagonista apertamente gay

Il capo creativo della Pixar Pete Docter ha difeso le modifiche apportate a Elio, il film animato dello studio che negli ultimi mesi è finito al centro di diverse polemiche produttive.

Già lo scorso anno erano emerse indiscrezioni su una lavorazione complicata: un progetto originale promettente che, secondo varie fonti interne, si sarebbe trasformato in una delle produzioni più travagliate dello studio negli ultimi anni.

Secondo queste ricostruzioni, Elio sarebbe stato profondamente rimaneggiato durante la produzione, tra interferenze dirigenziali, cambi di tono e una crescente cautela dello studio sulla rappresentazione queer dopo le polemiche seguite a Lightyear.

Al centro della vicenda c’era Adrian Molina, regista di Coco, che inizialmente stava sviluppando una versione molto più personale della storia. Tuttavia il film arrivato nelle sale il 22 giugno ha registrato risultati deludenti, con 20,8 milioni di dollari nel primo weekend negli Stati Uniti, il peggior debutto nella storia della Pixar.

Un profilo pubblicato dal Wall Street Journal ha confermato una voce circolata da tempo: nella versione originale il protagonista, un ragazzo di undici anni, era esplicitamente gay. Secondo le fonti del giornale, Molina aveva immaginato un Elio che andava in bicicletta rosa e che, in una scena, fantasticava di crescere un figlio con il ragazzo di cui era innamorato.

Dopo le controversie legate a Lightyear e alla storyline transgender rimossa dalla serie Win or Lose, i dirigenti Pixar avrebbero però chiesto di “rendere il personaggio più mascolino”. Il risultato, secondo una fonte interna, sarebbe stato un protagonista molto diverso da quello pensato inizialmente dal regista.

Le preoccupazioni dello studio sarebbero aumentate anche dopo una delle prime proiezioni di prova del film. Secondo quanto riportato, al pubblico è stato chiesto se avrebbe pagato per vedere Elio al cinema: nessuno ha alzato la mano.

Molina avrebbe poi lasciato il progetto dopo un confronto difficile con Docter. Il film è stato rielaborato dalle registe Madeline Sharafian (Burrow) e Domee Shi (Red), ma il risultato finale è stato descritto da alcune fonti come un prodotto ibrido, incapace di rappresentare pienamente né la versione originale né una visione coerente dello studio.

Docter ha comunque difeso la scelta, spiegando che Pixar ritiene che alcuni genitori non vogliano essere costretti ad affrontare certi temi con i propri figli attraverso un film.

Stiamo facendo un film, non centinaia di milioni di dollari di terapia.”

Un ex dipendente Pixar ha però espresso una posizione molto critica in un’intervista del 2025:

L’Elio che è arrivato al cinema è molto peggiore della migliore versione del film di Adrian. Mi piacerebbe chiedere a Pete e agli altri dirigenti Disney se pensano davvero che la riscrittura sia valsa la pena. Avrebbero perso tutti questi soldi se avessero semplicemente lasciato Adrian raccontare la sua storia?”

Quando Molina ha annunciato alla troupe che avrebbe lasciato il progetto — il cui protagonista era ispirato alla sua infanzia — diversi membri del team si sono commossi.

Ufficialmente Disney ha indicato un budget di 150 milioni di dollari, ma alcune fonti interne sostengono che il costo reale fosse molto più alto, vicino ai 300 milioni. Secondo le stime riportate dal Wall Street Journal, il risultato finale è stato una perdita per Disney superiore ai 100 milioni di dollari.

Share
Published by
Stella Delmattino
Tags: Pixar