Il risultato al botteghino ha interrotto i piani
A distanza di anni dall’uscita di Power Rangers (2017), emerge con più chiarezza quanto il progetto fosse pensato per andare ben oltre un singolo film. A confermarlo è Dacre Montgomery, che ha raccontato come fosse già prevista una vera e propria saga.
Secondo l’attore, il piano iniziale era ambizioso: una struttura da quattro film, costruita fin dall’inizio per trasformare il reboot in un franchise duraturo.
“È stato il mio primo lavoro. È stato letteralmente il periodo più formativo della mia vita. Dopo aver cercato di diventare attore per dieci anni senza riuscirci, ottenere quel film è stato enorme. E sì, era previsto un accordo per quattro film con Lionsgate, con una struttura simile a quella di Hunger Games.”
Il paragone con Hunger Games non è casuale. Anche in quel caso, Lionsgate aveva costruito una saga di successo partendo da un primo capitolo solido e ampliando progressivamente il mondo narrativo.
Il reboot del 2017 sembrava avere le carte in regola. Accanto a Montgomery c’erano Naomi Scott, RJ Cyler, Becky G e Ludi Lin, supportati da nomi come Bill Hader, Bryan Cranston ed Elizabeth Banks. Un cast pensato per crescere insieme al progetto.
Eppure, qualcosa non ha funzionato.
Il film ha incassato circa 142 milioni di dollari a fronte di un budget superiore ai 100 milioni, numeri insufficienti per sostenere un piano così ampio. La risposta del pubblico e della critica è stata tiepida, senza quel salto necessario per trasformare il titolo in un vero evento.
Montgomery ha spiegato il risultato con estrema lucidità:
“Aveva grandi ambizioni. C’era molta voglia di espandere il franchise, di sviluppare davvero quell’universo. Io mi sono divertito moltissimo con quel cast, erano tutti incredibili. Doveva diventare qualcosa di grande, ma alla fine si tratta di soldi, di business, e non ha incassato abbastanza per andare avanti.”
Il problema, quindi, non è stato creativo ma industriale. Il film aveva già piantato i semi per un seguito, introducendo elementi chiave come nuovi villain e l’arrivo del Green Ranger. Ma senza un ritorno economico adeguato, il progetto si è fermato prima ancora di svilupparsi davvero.
Negli anni successivi, il franchise ha continuato a cambiare direzione. Dopo vari tentativi, inclusi progetti per lo streaming mai concretizzati, il marchio sta ora cercando una nuova identità, con un reboot in sviluppo per Disney+.
Lo stesso Montgomery guarda avanti senza rimpianti:
“So che stanno lavorando a un nuovo reboot. Sono curioso di vedere cosa faranno. Power Rangers significa molto per tante persone, e chiunque prenderà il posto saprà fare un buon lavoro. Per me è stata un’esperienza incredibile.”
Resta però un interrogativo interessante. Il film del 2017 aveva scelto una direzione più realistica e supereroistica, allontanandosi dal tono colorato e sopra le righe della serie originale. Una scelta che, invece di rilanciare il brand, lo ha forse reso troppo simile ad altri prodotti già presenti sul mercato.
Oggi, con il ritorno dei franchise “ibridi” tra nostalgia e reinvenzione, viene naturale chiedersi se quel progetto fosse semplicemente arrivato nel momento sbagliato.