Sci-Fi & Fantasy

4/10 su 401 voti. Titolo originale: Beyond Skyline, uscita: . Budget: $20,000,000. Regista: Liam O'Donnell.

Recensione | Beyond Skyline di Liam O’Donnell

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Frank Grillo e Iko Uwais combattono l'invasione aliena a suon di mazzate in un sequel che fa dell'azione senza tregua la sua carta vincente, incurante di coerenza e spessore dei personaggi

Sono passati sette anni da quando gli alieni hanno terrorizzato Los Angeles in Skyline, un film che, nonostante la sua pochezza, era riuscito a incassare bene al botteghino (66 milioni di dollari incassati a fronte dei 10 di budget). Questo seguito diretto dal regista Liam O’Donnell allarga ora quell’universo in modo esponenziale; Beyond Skyline ci porta infatti in giro per il mondo (leggi Vietnam), grazie alla co-produzione tra Stati Uniti e alcune compagnie asiatiche. Facendo subito chiarezza, almeno un personaggio ritorna dal film originale e tutti gli eventi narrati nelle due pellicole si verificano nell’arco di 24 / 48 ore (fondamentalmente, potete guardarli back-to-back). Qui però ci si focalizza di più sull’azione, alleggerendo l’approfondimento e guardando all’intrattenimento puro. C’è una sorta di scontro tra kaijū degno di un capitolo di Godzilla (o Gojira) verso la fine e non mancano i rimandi a Monsters di Gareth Edwards (2010) e a World Invasion (2011), con gli alieni strappa-cervelli che imperversano sullo schermo. E nonostante si avverta una netta separazione tra la prima e la seconda parte (col cambio di location), lo spettacolo action messo in piedi non dovrebbe deludere chi cerca una serata di sci-fi caciarona.

Mark (Frank Grillo) è un detective della polizia di Los Angeles che si sta prendendo una pausa dalla risoluzione dei crimini dopo la morte di sua moglie. Trent (Jonny Weston) è il suo problematico figlio adolescente a un passo dal finire in carcere. Quando una strana luce blu inizia a risucchiare in cielo tutti quanti, i due si uniscono a una guidatrice della metropolitana (Bojana Novakovic), all’ex partner di Mark (Jacob Vargas) e a un anziano cieco (Antonio Fargas) per capire cosa stia accadendo. Il loro tentativo di fuga si rivela ben presto senza speranza però, e finiscono a combattere all’interno della nave madre aliena, che dopo una breve corsa si schianta in Vietnam. Lì, Mark si trova suo malgrado a fare squadra con alcuni malviventi locali (Iko Uwais e Pamelyn Chee), insieme ai quali dovrà provare a trovare un modo per fermare i nemici extraterrestri e addirittura salvare gli esseri umani già ‘convertiti’.

Come detto, Beyond Skyline si concentra decisamente sull’azione, quindi la trama – riassunta a spanne qui sopra – non può che risultare superficiale. È difficile sviluppare adeguatamente i personaggi quando questi corrono e combattono ogni minuto per le proprie vite. E’ tutto un florilegio di effetti speciali (curati dalla Hydraulx Entertainment) e i fratelli Colin Strause e Greg Strause – registi del film del 2010 – ritornano qui in veste di produttori. Gran parte di Los Angeles è accesa dalla gigantesca astronave madre aliena e da vari rumorosi combattenti e ritorna anche una sequenza del primo film che coinvolge un attacco nucleare. Gran parte del veicolo spaziale viene distrutto in modo spettacolare (molto bene) e gli effetti delle radiazioni vengono quasi dimenticati (non starete mica cercando verosimiglianza?). Tuttavia, gli alieni si presentano in varie forme: enormi mecha, piccoli esploratori e agili guerrieri di fanteria. Quasi tutto è in green screen (anche se il budget è salito a 20 milioni di dollari) e nella seconda parte, le arti marziali la fanno da padrone (ovviamente).

Se il lato spettacolare e senza tregua è garantito, c’è però ciccia attaccata alla sceneggiatura? Mica troppa. Come detto, è impossibile non pensare all’influenza di Monsters e World Invasion. Tuttavia, in un podcast O’Donnell ha menzionato anche il suo amore per Independence Day (1996), riflesso nell’attacco di portata globale (e basta). Comunque, se ricordate, il primo presentava enormi mostri insettoidi, le cui dimensioni erano piuttosto vicine a quelle qua prodotte, ma gli invasori sono molto più aggressivi in Beyond Skyline rispetto che nell’opera di Edwards. In World Invasion (che in originale si chiama non casualmente Battle for Los Angeles), gli alieni avevano invece messo gli occhi proprio sulla città californiana. Entrambi i film ricorrono a scene esplosive per colpire il pubblico, ma se quello di Jonathan Liebesman era più militarista, questo titolo si comporta più come una piccola insurrezione disorganizzata, visto che troviamo solamente alcuni sopravvissuti a contrattaccare.

In ogni caso, c’è solo un elemento abbastanza fastidioso. Beyond Skyline è composto da due storie in una. È diviso proprio in due parti: la prima nasce a Los Angeles, la seconda si svolge in Vietnam (che poi in parte è l’Indonesia). Tali segmenti sono praticamente equamente suddivisi come minutaggio e concorrono a un risultato che appare più come qualcosa di obbligatoriamente fuso insieme che di armonicamente integrato. La transizione dalla prima parte alla seconda è tutt’altro che perfetta, ma – se non ci si ferma troppo a pensarci -, con tutto quello che accade sullo schermo e con la stimolazione visiva ipercinetica, è addirittura difficile arrabbiarsi per come la sceneggiatura (di O’Donnell) si sposti senza farsi domande da LA a una zona del mondo decisamente più rurale nel giro di qualche inquadratura. Potere delle co-produzioni low-budget!

In definitiva, Beyond Skyline è una corsa sulle montagne russe della fantascienza di invasione. È evidente che l’esordiente alla regia O’Donnell sia un amante della sci-fi più ignorante (aver lavorato anche a Aliens vs. Predator 2 vorrà dire qualcosa no?), dove l’attacco devastante portato da entità di altri mondi sia un mero pretesto per mettere in scena una sequela di combattimenti corpo a corpo con qualsiasi arma a disposizione (Uwais e il fidato Yayan Ruhian garantiscono stunt gustosi). Si possono perdonare la narrazione frammentaria, l’introduzione di molti personaggi dopo che è già trascorsa un’ora, lo scarso sviluppo delle diverse personalità – che rimangono appena abbozzate e grossomodo stereotipate (per dire, cosa succede all’alcolismo di Mark nella seconda metà? Viene dimenticato nella pioggia di raggi laser ed esplosioni!) e l’impiego massiccio di CGI (di discreta fattura) che rende tutto troppo finto (ma non a livello Asylum)? Certo che si può. Sono 105′ di inseguimenti, sparatorie e pestaggi senza fine tra umani e bestioni alieni con corazze. Mettiamoci poi dentro morti inaspettate – e spesso molto crude – e avrete un bel filmetto indipendente scacciapensieri, con Grillo e Uwais che lottano fianco a fianco (dopo essersi inizialmente menati nel fango). Serve altro?

Di seguito il trailer internazionale:

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