Home » Cinema » Sci-Fi & Fantasy » Recensione | L’uomo che uccise Don Chisciotte di Terry Gilliam

7/10 su 294 voti. Titolo originale: The Man Who Killed Don Quixote, uscita: 19-05-2018. Budget: $19,116,000. Regista: Terry Gilliam.

Recensione | L’uomo che uccise Don Chisciotte di Terry Gilliam

18/09/2018 di Sabrina Crivelli

L'agognata trasposizione che vede questa volta protagonisti Jonathan Pryce e Adam Driver si concretizza finalmente in una personalissima, lirica e visionaria rilettura che rende onore al classico di Miguel de Cervantes

Visionaria e al contempo cinica lettura della realtà, L’Uomo che uccise Don Chisciotte (The Man Who Killed Don Quixote) racchiude tutte le qualità del migliore Terry Gilliam, con in più un tocco di malinconia e di metacinema. Progetto della vita a sua stessa detta, abbiamo dovuto attendere più di vent’anni per vederlo realizzato. Sin dal 1989, difatti, appena dopo aver ultimato Le avventure del barone di Munchausen (The Adventures of Baron Munchausen) il visionario regista aveva iniziato a carezzare l’idea di un adattamento del testo cervantiano, accantonandolo però inizialmente. Poi, nel 2000, sembrava essere giunto il momento giusto perché il il progetto si concretizzasse e iniziassero in Spagna le riprese di una versione moderna del classico della letteratura cavalleresca.

Come ben descritto nel documentario del 2002 Lost in La Mancha, l’adattamento era stato adattato da Terry Gilliam insieme a Tony Grisoni (che aveva lavorato con lui già a Paura e delirio a Las Vegas) e vedeva protagonista Johnny Depp. La storia, frutto di una lunga e travagliata stesura a quattro mani, era incentrata su un giovane regista di spot pubblicitari che, un po’ come nel twainiano Un americano alla corte di re Artù vedeva un uomo dei nostri tempi scaraventato indietro nel tempo e veniva scambiato dal Cavaliere dalla Trista Figura per il suo scudiero Sancho Panza. Le premesse erano promettenti, ma sin da principio la produzione si era rivelata purtroppo un disastro: un investitore si era ritirato in corsa e Jean Rochefort (scelto per il ruolo di Don Chisciotte) non riuscì ad arrivare sul set per un malore prima di prendere il volo aereo. Una volta incominciato a girare in Navarra, le cose erano addirittura peggiorate, tra F16 che rombeggiavano sorvolando la zona e disturbando così la registrazione dell’audio e un incredibile nubifragio che aveva reso la location un unico impraticabile pantano (una battuta nel film del 2018 vi fa laconicamente riferimento). In ultimo, Rochefort dovette recarsi d’urgenza a Parigi per curare una grave infezione e non fece mai più ritorno sul set. Così tutto andò all’aria, tra licenziamenti a catena della troupe, la vendita dei diritti sul soggetto per recuperare qualcosa degli investimenti e i produttori che chiusero i battenti per “cause di forza maggiore”.

Questo lungo preambolo che descrive le molteplici disavventure è necessario non solo per meglio comprendere ora il mood e il contenuto del tanto agognato L’uomo che uccise Don Chisciotte, ma soprattutto per evidenziarne molti degli ingredienti fondamentali. Tutti i tanti trascorsi sono sottesi nell’errare funambolico dell’improbabile duo di personaggi principali, affiorando sovente nel tono autobiografico e ironico, nel disincanto e nella critica caustica dell’ipocrita mondo del cinema. Inoltre, se come predisposto nella pellicola fallita del 2000, l’idea rimane quella di una modernizzazione del romanzo picaresco spagnolo, il concept originario acquisisce tutta una nuova profondità grazie alle esperienze che nel frattempo Terry Gilliam ha vissuto, molte legate alla concretizzazione dello stesso negli anni. Sospeso quindi tra viaggio fantastico e film ‘della memoria astratto’ attraverso la lente letteraria e cinematografica, il protagonista Toby (Adam Driver) è per certi versi un doppio del regista stesso.

La forte componente personale è, d’altra parte, avvertibile fin dall’ouverture ex abrupto: in una landa desolata e arsa dal sole (siamo in Spagna, come verremo a sapere solo pochi minuti dopo) un uomo tutto bardato da cavaliere si lancia contro un mulino a vento con intento bellicoso. Si tratta chiaramente di una citazione del più celebre passo del libro di Miguel de Cervantes, in cui il parodistico eroe viene sollevato dalle infide pale, tentando di combattere il gigante che è persuaso di vedere. Subito, viene a galla la finzione, il ciak s’interrompe mentre l’attore che interpreta la parte penzola e grida; il motore che faceva muovere le enormi tavole di legno s’è rotto. A questo punto è palese, non si tratta della proiezione mentale di un vecchio possidente terriero, un po’ alienato, che ha letto troppi romanzi cavallereschi, ma di riprese cinematografiche, interrotte da un fastidioso imprevisto. E’ questo l’inizio delle mirabolanti avventure di Toby, regista pubblicitario giunto nelle desertiche lande spagnole per dirigere una pubblicità, che indispettito per il caldo e le molteplici difficoltà lascia il set, dopo aver danzato con un avvenente membro della troupe in gonnella.

Il personaggio è volutamente fastidioso, un annoiato artista spocchioso e donnaiolo che ormai da tempo ha abbandonato le iniziali velleità creative per lasciarsi fagocitare dalle lusinghe del mondo dello spettacolo e dalle tentazioni della carne, prima tra tutte quella costituita dalla bella moglie del suo capo, Jacqui (Olga Kurylenko). Quando però s’imbatte in una copia di un suo vecchio film venduta da uno gitano in un ristorante, prende il sopravvento la nostalgia di ciò che era: uno studente di cinema pieno di speranze e di ideali, che proprio in un villaggio lì vicino aveva girato il suo primo film su Don Chisciotte. Così decide di tornare alle origini e al pittoresco paesino, ma intanto tutto è cambiato ed è stato proprio lui a distruggere la vita di molte delle persone coinvolte allora. La ragazza comparsa nelle riprese, l’innocente Angelica (Joana Ribeiro), è partita in cerca di successo dopo le lusinghe di lui ed è diventata una escort, mentre il vecchio calzolaio del luogo scelto per la parte di protagonista (Jonathan Pryce) è del tutto del impazzito (come colui che incarnava) e si crede ora il paladino del titolo. E’ proprio qui che cominciano i veri guai per Toby che, dopo aver liberato l’uomo e aver accidentalmente dato fuoco alla specie di carrozzone da circo in cui era tenuto priglioniero, viene da lui scambiato per il suo scudiero e coinvolto in una serie di strampalate peregrinazioni alla ricerca dell’amata Dulcinea.

Difficilissimo è tradurre su pellicola il complesso romanzo di Cervantes, per la vastità del materiale originario, l’inventività degli scenari e dell’azione, la tagliente ironia che ne pervade ogni riga. Insomma, la messa in scena di un simile capolavoro, almeno se l’obiettivo è quello di essere esaustivi o aderenti alla fonte, è un’impresa improba. Certo, esistono nella storia diversi tentativi, da quello assai poco filologico e piuttosto compresso del 1933 di Georg Wilhelm Pabst a quello spagnolo del 1947 di Rafael Gil, dalla versione per la TV italiana del 1984 distribuita dall’Istituto Luce e diretta da Maurizio Scaparro a quella più comica del 1968 di Giovanni Grimaldi con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, fino al memorabile adattamento del 1992 di Orson Welles (e Jess Franco non accreditato).

Tuttavia, rari sono i casi in cui viene colta la vera essenza della narrazione primigenia, o l’irriverenza e la profonda poesia del personaggio cervantiano. In pochi eletti hanno saputo rendere l’anima del capolavoro letterario, tra questi forse Terry Gilliam è colui che ha più conseguito il difficile traguardo, interpretando al contempo in modo personalissimo il problematico eroe. L’uomo che uccise Don Chisciotte non costituisce, dunque, un pedissequo rifacimento filmico della fonte libresca, ma un lavoro sulle sue radici, visive e diegetiche, magistralmente trasposte in una contemporaneità affetta dallo stesso cinismo che contraddistingueva i coevi del delirante Don Alonso, che deridevano il povero vecchio tenutario idalgo per i suoi utopistici vaneggiamenti. Come rendere la “spaventevole e non mai immaginata avventura dei mulini a vento”, o “l’osteria ch’egli voleva fosse castello” ai giorni nostri? Qui viene allora in soccorso la fantasia del regista di Brazil (il nostro speciale) che pone particolare risalto sulla prima e più celebre scena addirittura in una triplice variazione sul tema: la già citata versione cinematografica della lotta e due altre di cui sono protagonisti due diversi personaggi che interpretano Don Chisciotte – il vecchio e Toby – con tanto di passaggio di consegne dell’oneroso ruolo di utopista fino alla follia … Per la seconda, la trovata è forse ancora più geniale; il povero ostello scambiato dal vecchio un po’ lunatico per un regal maniero è nel film un diroccato ricovero per variegati fuggiaschi, qualche zingaro e qualche sventurato musulmano che tenta di sfuggire nelle rovine fatiscenti a dei moderni Crociati, che sembrano usciti dalle epurazioni di Mori e Marrani sotto Isabella d’Aragona.

Ogni aspetto del reale sembra celare d’altra parte un lato oscuro, una verità nascosta. I luoghi, gli oggetti, perfino gli uomini in L’uomo che uccise Don Chisciotte sono ambigui, quasi figurazioni metafisiche che, sì, sembrano mimetiche in superficie, ma sottendono un’anima arcana, conturbante. E’ un gioco di specchi, di riflessi sfalsati e devianti, che portano non solo Don Chisciotte a vedere ciò che non esiste e Toby a confondersi più volte, ma anche lo spettatore (in un iter di senso opposto) a credere che alcune surreali apparizioni siano un miraggio. Invero, elementi paradossali come il cavaliere coperto di specchi che invita a singolar tenzone l’attempato paladino dietro la maschera celano un volto ben più concreto. E’ altresì Terry Gilliam a giocare – sapientemente e di continuo – con le nostre aspettative, continuando a disilluderle e a confonderci con escamotage sempre più inventivi.

C’è però sempre una causa più che logica, che siano produzioni cinematografiche, farse di compaesani che vogliono riportare l’ex calzolaio a casa, o feste da ballo in maschera tenute in vecchi conventi da magnati russi, tutto alla fine si motiva con una semplice quanto imprevedibile spiegazione. Ciò però non toglie nulla all’incredibile apparato visivo in cui siamo immersi, dalla sfilata carnevalesca di figure goyesche, ai pannelli pittorici che riprendono Paolo Uccello per i fondali, al dovuto rimando alle celebri illustrazioni di Gustave Doré, fino al tributo alla pellicola di Orson Welles nel film giovanile in bianco e nero di Toby. Ogni aspetto è curatissimo, ogni location incredibilmente suggestiva e il fatto che non vi sia uno spropositato ricorso alla CGI rende tutto solo più tangibile. L’uomo che uccise Don Chisciotte è d’altronde pervaso d’un tagliente realismo magico, un disarmante connubio di luci stroboscopiche e colori accecanti che astraggono la materia, la cui apoteosi è la festa del ricco quanto crudele Alexei Miiskin (Jordi Mollà). Qui il lusso e lo sfoggio di ricchezze si accompagnano all’arroganza del padrone di casa e al vile servilismo del capo di Toby (Stellan Skarsgård) e del suo seguito. Scena paragonabile per grottesca critica sociale a quanto si vedeva in Brazil, qui è derisa tutta la meschinità di quella industria di cui il protagonista è inizialmente succube, ma da cui poi, grazie a un vecchio ritenuto pazzo, si emancipa.

Viaggio labirintico dalle infinite sfaccettature, L’uomo che uccise Don Chisciotte è un film di cui non basta una sola visione per poterne comprendere e gustare appieno ogni dettaglio. Opera sedimentata a lungo prima di concretizzarsi, si percepisce tutto il dolore, l’amore e la speranza di Terry Gilliam per il suo progetto della vita, per il personaggio tragicomico in cui, in fondo, lui stesso si riconosce.

In attesa di vederlo nei nostri cinema dal prossimo 27 settembre, di seguito potete gustarvi il full trailer italiano e più sotto quello internazionale:

vivarium lorcan finnegan film
Sci-Fi & Fantasy

Vivarium: prime immagini e trama per il thriller sci-fi con Jesse Eisenberg

di Redazione Il Cineocchio

C'è anche Imogen Poots nel misterioso film scritto e diretto da Lorcan Finnegan

Leggi
alien ore cortometraggio
Sci-Fi & Fantasy

Cortometraggio | Alien: Ore ci porta nei tunnel minerari con uno Xenomorfo adulto

di Redazione Il Cineocchio

Le sorelle Spears firmano il quarto dei 6 omaggi brevi scelti dalla 20th Century Fox per celebrare i 40 anni del primo film di Ridley Scott

Leggi
mouse guard la guardia dei topi david
Sci-Fi & Fantasy

Mouse Guard: Disney cancella il film Fox a un passo dalle riprese; le motivazioni (non proprio confortanti)

di Redazione Il Cineocchio

Le prime importanti conseguenze della fusione tra i due studi cominciano a farsi sentire inesorabili (sui progetti della parte debole)

Leggi
the rain serie netflix stagione 2
Sci-Fi & Fantasy

The Rain stagione 2: poster, full trailer e data di uscita per la serie Netflix

di Redazione Il Cineocchio

Rasmus al lavoro sul controllo del virus mentre la Apollon gli dà la caccia nei nuovi episodi dello show danese

Leggi
akira otomo film finale
Sci-Fi & Fantasy

Akira | Guida all’interpretazione del finale del film animato di Katsuhiro Ōtomo

di Sabrina Crivelli

"Questa città è un frutto troppo maturo che sta per cadere nelle nostre mani, ed il vento che soffierà si chiama Akira"

Leggi
il trono di spade 8x01 jon snow fortunadrago
Sci-Fi & Fantasy

Recensione | Il Trono di Spade: 8×01 – Winterfell

di Martina Morini

Il percorso di commiato della serie parte col freno a mano inaspettatamente tirato, riproponendo strascichi della poco memorabile stagione precedente

Leggi
george r.r. martin trono di spade
Sci-Fi & Fantasy

George R.R. Martin sul finale di Il Trono di Spade: “Alcune differenze tra libri e serie TV”

di Redazione Il Cineocchio

Lo scrittore ha anticipato che, in un modo o nell'altro, lettori e spettatori verranno accontentati

Leggi
hellboy baba yaga 2019 twisty
Sci-Fi & Fantasy

Hellboy 2019: chi è lo snodato interprete della strega Baba Yaga

di Redazione Il Cineocchio

Andiamo dietro le quinte del film di Neil Marshall per conoscere "Twisty" Troy James, corpo (più che volto) della mostruosa creatura mangia bambini

Leggi
The Mandalorian serie Star Wars 2019
Sci-Fi & Fantasy

The Mandalorian: logo, foto ufficiali e data di debutto della serie live action di Star Wars

di Redazione Il Cineocchio

Sono Pedro Pascal, Gina Carano e Carl Weathers i protagonisti dello show supervisionato da Jon Favreau che debutterà in esclusiva sulla piattaforma Disney+

Leggi
tokyo ghoul S film 2019
Sci-Fi & Fantasy

Tokyo Ghoul S: trailer e poster per il sequel live action

di Redazione Il Cineocchio

In questa seconda avventura cinematografica, Ken Kaneki dovrà vedersela col misterioso Gourmet

Leggi
alien night shift cortometraggio
Sci-Fi & Fantasy

Cortometraggio | Alien: Night Shift fa passare una brutta nottata sulla colonia

di Redazione Il Cineocchio

Aidan Brezonick firma il terzo dei 6 omaggi brevi scelti dalla 20th Century Fox per celebrare i 40 anni del primo film di Ridley Scott

Leggi
Star Wars The Rise of Skywalker film
Sci-Fi & Fantasy

Star Wars: The Rise of Skywalker, teaser con Lando e Palpatine per l’Episodio IX

di Redazione Il Cineocchio

Incredibili ritorni e volti noti nel primo assaggio dell'ultimo capitolo della saga iniziata nel lontano 1977 diretto da J.J. Abrams

Leggi
ghostbusters 3 film ecto-1
Sci-Fi & Fantasy

Ghostbusters 3: poster con la Ecto-1 e nuovo motto; data di uscita e cast (parziale)

di Redazione Il Cineocchio

Il terzo capitolo della saga iniziata nel lontano 1984 sta lentamente prendendo forma sotto la guida del regista Jason Reitman

Leggi
hellboy film 2019 david harbour red
Sci-Fi & Fantasy

19 cose da sapere su Hellboy di Neil Marshall

di Redazione Il Cineocchio

Curiosità e aneddoti sulla lavorazione del reboot R-Rated diretto dal regista inglese che vede protagonisti David Harbour, Milla Jovovich e Ian McShane

Leggi
alice e dorothy alan moor lost girls
Sci-Fi & Fantasy

Dorothy & Alice: Netflix rilancia il film che porta Il Mago di OZ nel Paese delle Meraviglie

di Redazione Il Cineocchio

Il colosso dello streaming ripesca l'ambizioso crossover, ingaggiando una nuova sceneggiatrice per rielaborare un vecchio script

Leggi
The Informer

The Informer

25-04-2019

La caduta dell'impero americano

La caduta dell'impero americano

24-04-2019

Mug - Un'Altra Vita

Mug - Un'Altra Vita

24-04-2019

Dilili a Parigi

Dilili a Parigi

24-04-2019

Ancora un giorno

Ancora un giorno

24-04-2019

Avengers: Endgame

Avengers: Endgame

24-04-2019

Ma cosa ci dice il cervello

Ma cosa ci dice il cervello

18-04-2019

Il campione

Il campione

18-04-2019

A spasso con Willy

A spasso con Willy

18-04-2019

Cyrano mon amour

Cyrano mon amour

18-04-2019

Torna a casa, Jimi!

Torna a casa, Jimi!

18-04-2019

Le invisibili

Le invisibili

18-04-2019

Gordon & Paddy

Gordon & Paddy

18-04-2019

La Llorona - Le lacrime del male

La Llorona - Le lacrime del male

18-04-2019

RECENSIONE

Il ragazzo che diventerà re

Il ragazzo che diventerà re

18-04-2019

Go Home - A Casa Loro

Go Home - A Casa Loro

15-04-2019

Quello che i social non dicono - The Cleaners

Quello che i social non dicono - The Cleaners

14-04-2019

Tutto liscio

Tutto liscio

11-04-2019

Dagli occhi dell'amore

Dagli occhi dell'amore

11-04-2019

After

After

11-04-2019

L'uomo fedele

L'uomo fedele

11-04-2019

Cafarnao - Caos e miracoli

Cafarnao - Caos e miracoli

11-04-2019

Hellboy

Hellboy

11-04-2019

RECENSIONE

Oro verde - C'era una volta in Colombia

Oro verde - C'era una volta in Colombia

11-04-2019

Kursk

Kursk

11-04-2019

Wonder Park

Wonder Park

11-04-2019