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6/10 su 624 voti. Titolo originale: Black Rain , uscita: 22-09-1989. Budget: $30,000,000. Regista: Ridley Scott.

Recensione story | Black Rain – Pioggia sporca di Ridley Scott

19/08/2020 recensione film di William Maga

Nel 1989, Andy Garcia e Michael Douglas erano i protagonisti di un thriller urbano ambientato nella pericolosa Osaka

black rain pioggia sporca 1989 douglas e garcia

Solo chi aveva sul gobbo duemila spot poteva ancora veder chiaro in un mondo in cui batteva un cuore di tenebra. Chi allora meglio dell’inglese Ridley Scott, il regista di I Duellanti, Alien e Blade Runner, ormai ‘fuoriuscito’ da tempo a Hollywood, che nel 1989 tornava sulle scene con Black Rain – Pioggia sporca, riuscendo a compiere una costosa e avanzata operazione di son et lumière. In cui non solo si presentava la nuova ‘connection’ poliziesca tra USA e Giappone, ma si ‘ristampavano’ anche i complessi di colpa nati quel giorno dopo la bomba atomica su Hiroshima al quale (come nel quasi omonimo e coevo film di Shōhei Imamura) il titolo faceva riferimento.

BlackRain-Pioggiasporca.jpgCol cinema fedele, dopo Chi protegge il testimone del 1987, al ritratto di una ‘middle class’ di poliziotti scontenti, e che forse non andrà nemmeno in Paradiso, il regista ci presenta Nick Conklin (Michael Douglas), sezione omicidi di New York, inquisito per aver arraffato qualche bigliettone agli spacciatori di droga, ed ora impegnato, col giovane collega Charlie Vincent (Andy Garcia), a scortare in patria uno yakuza giapponese responsabile di una strage servita e consumata al ristorante. Un criminale gioco dell’oca si svela, passo dopo passo, quando i due poliziotti giungono ad Osaka e, subito, si perdono l’assassino all’aeroporto.

Tutto come da un copione self service della mafia: i burocrati nipponici li vogliono mettere dietro la lavagna, ma i nostri eroi sapranno cavarsela anche in una terra dalla psicologia sconosciuta, con l’aiuto di un leale collega giapponese. Il problema è che Sato (Yūsaku Matsuda), senza cuore, è collegato al traffico di un potentissimo e malavitoso falsario, cui reclama una fetta del business: per cui fughe, mercati del pesce, soffiate, inseguimenti, vittime designate, e la bionda confidente Joyce (la Kate Capshaw ex ragazza di Indiana Jones), che offre attrazioni mezzo fatali. Finché, tra doppi e tripli giochi, Nick farà americana giustizia, inforcando da campione una moto che si intuisce fin dall’inizio essere determinante, e forse anche un po’ sponsor semi occulto.

Non è tanto per il soggetto risaputo che Black Rain – Pioggia sporca risulta un film spettacolarmente riuscito, o perché inquadra il poliziotto come il cowboy di un tempo, un eroe ad alto contenuto simbolico, né per la presenza un po’ troppo intellettualisticamente liberal di un Michael Douglas – voluto fortemente dal produttore Stanley Jaffe dopo l’exploit in Attrazione Fatale del 1987 – travestito da Mel Gibson, che sa quanto siedano in alto i veri corrotti e intanto si prefigge di “farsi geishe al ritmo dei borsaioli di Times Square”; e non è neanche per la doppia identità di una storia che sotto la bandiera della morale mette petardi contro i falsi valori degli americani adoratori del Dollaro.

L’opera di Ridley Scott – costata circa 30 milioni di dollari (ne incassò oltre 130 nel mondo) – vale perché ha al suo attivo il talento immaginifico di un Ridley Scott che, a pochi anni di distanza da Blade Runner (che qui viene in qualche modo richiamato dall’immaginario giapponese e dalle figure ‘trasandate’ dei due protagonisti occidentali, novelli Deckard) sa dipingere un mondo convulso, folle e notturno come quello senza bisogno di farcelo credere fantascientifico e ‘impossibile’.

black rain pioggia sporca 1989Bravissimo nell’inquadrare il mondo sempre in una prospettiva diversa, usando la struttura poliziesca per raccontare l’incontro-scontro di due ambienti, qui addirittura di due mondi culturali, il filmmaker offre all’occhio dello spettatore un film sotto il profilo grafico perfetto, dove hanno la loro parte di gloria espressiva sia la fotografia dell’olandese Jan Debont sia la musica ad altissimo voltaggio di Hans Zimmer (arrivarono anche due candidature agli Oscar per Miglior sonoro e montaggio sonoro).

Con pari soddisfazione delle leggi del thriller, cui contribuiscono con gran talento due attori giapponesi molto incisivi ed esenti da leziosità (il molto noto in patria Ken Takakura – già peraltro al centro, ma dall’altro lato della legge, di Yakuza di Sydney Pollack – e il citato Yūsaku Matsuda, bravissimo a farsi odiare) e Andy Garcia, ex ‘intoccabile’ che qui non si fa fatica a promuovere d’ufficio nella categoria di attori hollywoodiani più in gamba del periodo.

La verità è che Black Rain – Pioggia sporca è l’ultimo domicilio conosciuto dei nostri incubi contemporanei, e funziona come un flipper ultramoderno, che può impazzire all’improvviso, e risuona di una sua carica violenta, consumando in un gioco psicologico non certo nuovo lo stile figurativo di un regista che maneggia con abilità la materia di cui son fatti i sogni del cinema.

Di seguito il trailer internazionale di Black Rain – Pioggia sporca:

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