Una mossa lodevole, ma che non ha pagato
Negli ultimi mesi Sony Pictures ha attraversato una fase complicata al box office, segnata da una lunga serie di titoli accolti freddamente dal pubblico. Tra i progetti più discussi c’è anche Send Help, il thriller diretto da Sam Raimi, diventato emblematico di un dibattito sempre più acceso a Hollywood: uscita in sala o debutto diretto in streaming?
Il film era inizialmente sviluppato proprio in casa Sony, ma secondo quanto riportato da The Wrap, dopo la pandemia lo studio stava valutando una distribuzione streaming-first, accompagnata da un budget più contenuto. Una prospettiva che Raimi ha respinto con decisione.
«Non voglio sembrare snob», avrebbe spiegato il regista ai dirigenti, «ma progetto i miei film come esperienze pensate per il pubblico in sala. Ho bisogno dell’energia e dell’interazione del cinema». Una posizione coerente con la sua filmografia, da sempre costruita su reazioni collettive e coinvolgimento diretto degli spettatori.
Ad oggi, Send Help ha incassato 28,6 milioni di dollari negli Stati Uniti e circa 8,1 milioni nel resto del mondo, per un totale globale di poco inferiore ai 37 milioni di dollari, a fronte di un budget stimato tra i 35 e i 40 milioni. Considerando costi di marketing e distribuzione, il film non può essere definito un vero successo commerciale (servirebbero 70/80 milioni solo per andare in pari).
Questo porta allora a una lettura più sfumata della vicenda. Da un lato, Raimi ha avuto ragione nel difendere l’uscita cinematografica come strumento di valorizzazione artistica: Send Help ha beneficiato di una visibilità e di uno status che difficilmente avrebbe ottenuto con un lancio diretto in streaming. Dall’altro, i numeri suggeriscono che Sony non aveva tutti i torti nel considerare il progetto economicamente rischioso per le sale.
Il caso Send Help dimostra quindi come il dibattito non sia più bianco o nero. L’uscita in sala non garantisce più automaticamente un successo economico, ma continua a rappresentare un valore culturale e strategico per certi autori e per la longevità dei film. Al tempo stesso, lo streaming resta una soluzione pragmatica per produzioni di medio budget che faticano a emergere nel mercato cinematografico contemporaneo.
Più che un errore clamoroso o una vittoria netta, Send Help è il simbolo di un’industria ancora in cerca di equilibrio tra ambizione creativa e sostenibilità economica.