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Iron Man: Terrence Howard ha una nuova teoria sul licenziamento dopo il primo film

L'attore venne sostituito nel MCU da Don Cheadle

Quando Iron Man uscì nel 2008 dando il via al Marvel Cinematic Universe, Robert Downey Jr. non era l’unico volto noto del cast. Accanto a lui c’era Terrence Howard nei panni di James “Rhodey” Rhodes, amico fidato di Tony Stark e figura centrale nel primo capitolo.

All’epoca, Howard era persino considerato una presenza più affermata rispetto a Downey, tanto da comparire in posizione di rilievo nel materiale promozionale. Per questo la sua assenza in Iron Man 2 e la sostituzione con Don Cheadle sorpresero molti spettatori.

Per anni, la spiegazione più diffusa è stata quella di un semplice disaccordo economico: Marvel non avrebbe accettato di aumentare il compenso dell’attore, optando così per un recasting. Tuttavia, oggi Howard propone una lettura diversa, più complessa e legata a dinamiche personali e industriali.

Nel primo film, Rhodey rappresentava il collegamento tra Tony Stark e l’ambiente militare, destinato a evolversi nel personaggio di War Machine. Un’evoluzione che però Howard non ha mai potuto interpretare. Il ruolo è passato a Don Cheadle, diventato negli anni una presenza stabile del MCU tra film e serie.

Ripensando a quanto accaduto, Howard ha raccontato un episodio risalente al 2007, durante il Festival di Venezia, mentre promuoveva The Brave One con Jodie Foster. In quell’occasione, una domanda sul peso del suo nome nei crediti avrebbe innescato una reazione a catena.

Secondo il suo racconto, il produttore Joel Silver lo affrontò in modo diretto, chiarendo senza mezzi termini la gerarchia del progetto:

“Il motivo per cui il tuo nome non è sopra il titolo è perché tu non sei la star di questo film — lo è Jodie. E se verrai candidato a un Oscar, sarà come attore non protagonista, non come protagonista.”

Una dichiarazione che Howard non ha accettato passivamente. La sua risposta fu immediata e durissima:

“Grazie per avermelo detto, ora capisco. Ma devi ricordarti che sono un uomo esattamente come te, e se mi parlerai di nuovo in quel modo, ti farò saltare i denti dalla bocca.”

Il collegamento con Iron Man arriverebbe subito dopo. Il partner produttivo di Silver su quel film era infatti Susan Downey, moglie di Robert Downey Jr., un dettaglio che secondo Howard potrebbe aver influito sugli equilibri successivi. Non a caso, come sottolinea lo stesso attore:

“Otto mesi dopo, perdo Iron Man. E sono sicuro che tutte queste cose abbiano avuto un ruolo.”

Nel tempo, Howard ha anche mostrato una certa autocritica, riconoscendo che il suo atteggiamento non sempre lo ha favorito nell’industria. Ha parlato apertamente della propria aggressività e del bisogno di affermarsi, elementi che possono trasformarsi in un ostacolo.

A questo proposito, ha ricordato anche un consiglio ricevuto da Denzel Washington, che gli offrì un’immagine tanto semplice quanto incisiva:

“Guarda le tue mani, sono sempre serrate a pugno. Tutti questi produttori stanno cercando di aprirle per metterci dentro dei soldi, ma tu non lo permetti; continui a tenerle chiuse. E così stai mandando tutto all’aria.”

Dopo l’uscita dal Marvel Cinematic Universe, Howard ha trovato nuova popolarità grazie alla serie Empire, uno dei maggiori successi televisivi degli ultimi anni. Nonostante questo, la sua esclusione da Iron Man continua a essere oggetto di dibattito.

Che si sia trattato di questioni economiche, rapporti personali o dinamiche interne agli studios, la verità resta sfumata. Ma una cosa è certa: se Terrence Howard fosse rimasto nel ruolo di Rhodey, il percorso del MCU — e forse anche il suo — avrebbe potuto essere molto diverso.

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Published by
Stella Delmattino
Tags: Marvel