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Titolo originale: Fantaghirò , uscita: 22-12-1991. Regista: Lamberto Bava. Stagioni: 5.

Lamberto Bava nel 1991: “Fantaghirò non sarà come Twin Peaks” | Tra le pieghe del tempo

02/01/2018 news di Redazione Il Cineocchio

Abbiamo ripescato una curiosa intervista al regista rilasciata prima che il film con Alessandra Martines debuttasse con grande successo sulle TV nazionali nel dicembre di quell'anno

Alessandra Martines in Fantaghirò (1991)

Inauguriamo oggi con il nuovo anno una nuova rubrica, con la quale andremo di volta in volta, senza soluzione di continuità, a ripescare dal passato più o meno remoto dichiarazioni riguardanti film e serie televisive divenuti in seguito molto noti, ma che all’epoca difficilmente si pensava sarebbero rimasti così impressi nella mente degli spettatori. Riscopriremo così, nel bene o nel male, interviste e/o commenti rilasciati durante la lavorazione o durante il periodo della promozione del tale titolo che oggi potrebbero far sorridere così come pure risultare profetici o al contrario totalmente campati per aria.

In ogni caso, cominciamo con un’intervista al regista Lamberto Bava realizzata da Fulvia Caprara nel marzo del 1991, qualche mese prima dell’arrivo sulle TV nazionali di Fantaghirò (avvenuto nel dicembre di quell’anno) miniserie fantastica con Alessandra Martines, Kim Rossi Stuart e Mario Adorf ispirata alla fiaba Fanta-Ghirò, persona bella di Italo Calvino, a sua volta rielaborazione di una novella inserita da Gherardo Nerucci nelle Sessanta novelle popolari montalesi (1880). Trasmessa da Canale 5 in due parti da 100 minuti ciascuna, arriverà a contare alla fine 5 stagioni (l’ultima delle quali trasmessa nel 1996), da qualche giorno a sorpresa messe tutte a catalogo da Netflix.

Questa la sinossi ufficiale della prima stagione:

Nel bel mezzo di una lunga guerra tra due regni nasce Fantaghirò (Martines) figlia di un re (Adorf) che da anni attende un erede maschio. L’arrivo indesiderato di una femmina e la morte prematura della regina suggeriscono al re di sacrificare la nascitura, salvata dalla Strega Bianca (Angela Molina) a conoscenza del suo prodigioso futuro.

Fantaghirò cresce ribelle e ben poco incline alle grazie femminili dell’epoca, fugge dal padre che ha deciso di sposarla assieme alle sorelle a lontani principi capaci di guidare l’esercito della vittoria. Incontrerà nella foresta un cavaliere che la inizierà al mestiere delle armi, convincendola ad affrontare il proprio destino e il giovane capo del nemico, re Romualdo (Rossi Stuart), che si innamorerà perdutamente di lei.

Venendo alle parole di Bava, dapprima il regista si sofferma sul significato edificante di fondo della fiaba:

E’ una storia in positivo, un racconto che mette allegria, perché il suo significato di fondo si sintetizza nella vittoria della vita sulla morte, Fantaghirò combatte per mettere fine all’odio che divide due popoli da tempo immemorabile. E alla fine ci riesce: insomma, il messaggio della favola mi sembra alquanto attuale.

Parlando invece della scelta di girare in Cecoslovacchia (la scissione avvenne solo nel 1992) invece che in Italia, Bava commenta:

Anche in Val d’Aosta ci sono castelli bellissimi, purtroppo sono vicini a case con sopra le antenne della televisione …

Sul coinvolgimento alle musiche di Amedeo Minghi invece, il figlio dell’indimenticato Mario rivela:

In un primo momento mi aveva risposto che non era interessato a realizzare colonne sonore; poi ha letto la sceneggiatura, mi ha detto di averne ricavato un forte emozione e ha composto subito le musiche.

Bava loda poi la protagonista:

Non era facile trovare un’attrice capace di sostenere un ruolo maschile così ampio. L’agilità della Martines, ma soprattutto la sua tenacia, dovuta alla sua lunga pratica da ballerina, sono state molto utili al film.

E’ in chiusura che arriva però la risposta più interessante e curiosa, quando a Bava viene ventilata l’ipotesi che, qualora avesse successo, il suo Fantaghirò potrebbe diventare la risposta italiana fantasy a I segreti di Twin Peaks, assoluto campione d’ascolti di quel momento (la trasmissione della serie di David Lynch e Mark Frost nel nostro paese comincia nel gennaio del 1991):

Non credo sia possibile adattare alla realtà del nostro paese quel tipo di racconto. L’unico autore che mi è venuto in mente vedendo quella serie è Dino Buzzati. Se dovessi girare un ‘esperimento del genere Lynch’ credo che giocherei sulle mescolanze e sugli spiazzamenti del pubblico: mettere insieme il giallo e la commedia all’italiana, cercando di essere dissacrante … che so … un Carlo Verdone terrorizzato, e quindi comicissimo come sempre, che alla fine viene assassinato sul serio. Al centro delle storie, comunque, dovrebbero esserci sempre dei caratteri convincenti, dei veri personaggi, l’epoca dei mostri gommosi è proprio chiusa.

Che ne penaste di questa idea che non si è mai concretizzata? E soprattutto, visto che dopo 25 anni Lynch ha riportato in televisione Twin Peaks, pensate che un esperimento del genere si potrebbe fare anche con Fantaghirò?

Di seguito il trailer di Fantaghirò:

Fonte: La Stampa

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