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V per Vendetta compie 20 anni: perché Alan Moore odia ancora il film (spiegato dal regista)

Un rapporto molto difficile da tempi non sospetti

A distanza di 20 anni dall’uscita di V per Vendetta, uno dei cinecomic più amati continua a far discutere — non per il pubblico, ma per il suo autore.

Nonostante il successo e l’impatto culturale del film, Alan Moore non ha mai cambiato idea: non gli piace. E non gli è mai piaciuto.

A confermarlo è il regista James McTeigue, che in una recente intervista all’Hollywood Reporter ha spiegato perché il rapporto con il creatore originale resta ancora oggi così complicato.

Il problema nasce dall’inizio: Moore contro Hollywood

Secondo McTeigue, il conflitto risale già alla fase di pre-produzione.

Lo stesso Alan Moore fu molto diretto fin da subito:

“Abbiamo parlato con Alan Moore in pre-produzione. È stato molto chiaro: pensava che Hollywood facesse schifo e che avremmo realizzato un pessimo adattamento del suo fumetto.”

Una posizione netta, che il regista ha commentato con una certa ironia:

“Allora dovresti smettere di vendere i diritti a Hollywood, se la odi così tanto.”

Diritti, controllo e adattamenti: il nodo centrale

Uno dei problemi principali riguarda proprio il controllo sulle opere.

Moore ha spesso sostenuto di aver perso voce in capitolo dopo la cessione dei diritti, e questo ha alimentato la sua distanza dalle versioni cinematografiche.

McTeigue lo sottolinea chiaramente:

“Si nasconde un po’ dietro il fatto che non aveva più controllo dopo la vendita dei diritti… ma forse dovrebbe riprenderseli.”

Allo stesso tempo, il regista riconosce che il malcontento dell’autore ha anche una base concreta:

“Ci sono stati adattamenti terribili in passato, quindi capisco perché fosse scottato.”

Perché Moore non ama V per Vendetta

Il punto non è solo la qualità del film, ma la fedeltà.

Per Moore, il problema è che V per Vendetta non è una trasposizione fedele “pagina per pagina” del fumetto originale, creato insieme a David Lloyd e Tony Weare.

Il film prende spunto dall’opera, ma rielabora temi e struttura per adattarli al linguaggio cinematografico.

Ed è proprio questo che l’autore non ha mai accettato.

Il film che ha superato il suo autore

Eppure, nonostante tutto, V per Vendetta è diventato un cult.

Ambientato in una Londra distopica dominata da un regime autoritario, il film segue il rivoluzionario mascherato V (interpretato da Hugo Weaving) e il suo incontro con Evey (Natalie Portman), trascinata in una lotta per la libertà.

Le sue tematiche — autoritarismo, resistenza e identità — restano incredibilmente attuali.

Come spiega McTeigue:

“Continuiamo a ricadere negli stessi cicli politici. È questo che rende il film senza tempo.”

Un successo senza riconciliazione

Il caso di V per Vendetta resta uno dei più particolari nel mondo degli adattamenti. Un film amato dal pubblico vs. un autore che lo rifiuta completamente. Due verità che convivono da vent’anni. E forse è proprio questa tensione a rendere la sua storia — dentro e fuori dallo schermo — ancora così affascinante.

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Published by
Stella Delmattino
Tags: Alan Moore