L'attore gallese ci ha racconta il suo percorso tra cinema e TV, l’approccio al ruolo di Garp e il suo ingresso nel mondo anime tra curiosità, ricerca e ironia
Al Comic-Con di Praga 2026 abbiamo incontrato Vincent Regan, volto iconico del cinema e della TV internazionale, oggi al centro dell’attenzione globale grazie al successo di One Piece. Nel corso della sua carriera ha attraversato grandi produzioni epiche come 300 e Troy, fino a serie amatissime come Shetland, costruendo un percorso solido tra cinema, televisione e teatro.
Tra aneddoti dal set, riflessioni sulla carriera e una buona dose di ironia, ne è nata una conversazione spontanea e appassionata (con ringraziamento a Julian di Brody z Kosmosu”).
Partiamo subito da One Piece. Oggi sei riconosciuto da metà del mondo, soprattutto dai fan di manga e anime. All’inizio però non conoscevi molto della saga. Cosa è cambiato tra la prima e la seconda stagione? Hai davvero recuperato tutto il manga?
Sì, la risposta è sì: mi ci sono immerso completamente. Vivo nel Regno Unito e grazie alla BBC, che ha reso disponibili gli anime su iPlayer, ho iniziato a guardarlo con mio figlio di 13 anni. È stato fantastico. Una cosa che non avevo realizzato subito è quanto sia vasta la prima parte della storia, la saga del Mare Orientale. Nella serie hanno dovuto tagliare tantissimo materiale, ed è stato sicuramente difficile anche per Eiichiro Oda, che è molto coinvolto nel progetto. Credo però che abbiano fatto un lavoro eccellente nell’adattare tutto per un pubblico più ampio.
Prima della prima stagione avevi detto di voler portare una tua interpretazione senza farti influenzare troppo dall’anime. Non temevi che guardarlo dopo potesse cambiare la tua visione del personaggio?
In realtà non sono ancora arrivato a Garp nell’anime! Sono circa all’episodio 100 e lui appare molto più avanti. Nella serie live-action hanno deciso di introdurlo prima per dare struttura alla storia e chiarire meglio il rapporto con Luffy. Forse dovrei preoccuparmi per la terza stagione… quando sarò all’episodio 500 magari cambierò idea!
Era la nostra più grande paura. Sapevamo quanto i fan amassero One Piece e temevamo di deluderli. Ma il motivo per cui la serie ha funzionato così bene è proprio il coinvolgimento diretto di Oda: si sente la mano del creatore. In Occidente spesso i diritti vengono ceduti e poi gli autori originali spariscono dal processo. Qui invece no, ed è stata la chiave del successo.
Cambiamo tema: hai interpretato moltissimi re e figure autorevoli. C’è qualcosa di “regale” in te?
No, direi proprio di no! La mia famiglia ha origini irlandesi molto umili. Se proprio vogliamo parlare di nobiltà, è mia moglie che può risalire fino a Guglielmo il Conquistatore. Io decisamente no.
Allora perché ti riesce così naturale interpretare questi ruoli?
Probabilmente per la mia formazione. Ho iniziato a teatro nel Regno Unito con Shakespeare e una preparazione classica. Per molto tempo Hollywood cercava attori teatrali inglesi per ruoli storici o epici, come in Troy. E poi funziona così: se fai bene una cosa, continuano a offrirti ruoli simili.
Hai mai avuto paura di essere “incasellato”, magari come villain o figura autoritaria?
Sì, a volte. Ho interpretato personaggi molto oscuri e ogni tanto sentivo il bisogno di qualcosa di più leggero. Adoro la commedia… ma incredibilmente non ne ho mai fatta una vera!
Nemmeno in Black Knight?
Sì, ma io sono il cattivo! Capisci cosa intendo? È una commedia, ma non per me. Vengo picchiato da Martin Lawrence! Non è una commedia dal mio punto di vista. Io queste cose non le faccio… anche se penso di avere una faccia abbastanza buffa!
Però i ruoli storici sembrano quelli che ami di più ….
Sì, li adoro. Sono i miei preferiti. Mi piace quando c’è un contesto storico perché puoi fare ricerca. Per esempio, per 300 ho studiato la guerra persiana: Ciro il Grande, Serse I… e poi Dario, certo! Ho letto libri davvero affascinanti.
Sì, sono un grande appassionato. Ho interpretato Marco Antonio in una produzione americana girata a Roma, ed è stato incredibile: visitavo i luoghi storici e leggevo tantissimo. Lo stesso con Ponzio Pilato: ho cercato più informazioni possibili, anche se non ce ne sono molte.
È curioso però quanto sia famoso Pilato
Sì, probabilmente uno dei romani più conosciuti, insieme a Giulio Cesare. Da cattolico lo sentivo nominare ogni domenica: “patì sotto Ponzio Pilato”. Quindi da bambino era quasi una “parola negativa”, una figura molto malvagia.
Non avevi timore di renderlo troppo umano o troppo crudele?
È proprio il rischio di questi ruoli. Ma nella serie A.D. La Bibbia Continua il punto di vista era molto cristiano, quindi Pilato doveva essere oscuro. Io ho cercato di portare più umanità possibile. Mi è piaciuto molto interpretarlo, anche con Joanne Whalley.
Torniamo agli inizi: London’s Burning
Oh mio Dio, London’s Burning! Credo fosse il mio primo lavoro in TV, nel 1991. Venivo dal teatro, lavoravo molto a Stratford-upon-Avon. Il mio agente mi disse: “Se non lasci il teatro, non ti rappresento più. Devi fare TV”. Così ho lasciato… e quello è stato il primo show.
Ed era un fenomeno enorme
Sì, all’epoca c’erano pochissimi canali. E la domenica sera lo guardavano tutti. Era davvero un fenomeno culturale.
Hai pensato di avercela fatta allora?
Sì! Lo pensi sempre… e poi capisci che non è così [ride]
Oggi direi One Piece. Ma per molto tempo sono stati 300 e Troy. Nel Regno Unito invece spesso per la serie Shetland.
Torniamo alla commedia: qualcuno ha mai provato a portarti lì? Tipo Danny Dyer?
Danny Dyer, che tipo! Ma la verità è che a un certo punto capisci che quel treno è passato. Come i musical nel West End: mi piacerebbe, ma non succederà.
Però in One Piece potresti mostrare un lato più leggero di Garp …
Sì, lo spero. Molti mi chiedono perché sia così serio nella prima stagione. Ma sta inseguendo suo nipote. Tu puoi solo interpretare quello che è scritto.
Allora lanciamo un appello: magari Stephen Merchant…
Sì… oppure Only Murders in the Building! Mi piacerebbe tantissimo lavorare con Steve Martin!
Ultima domanda per i fan degli anime: ti stai aprendo anche ad altri titoli?
Sto ancora cercando di orientarmi dentro One Piece! È un universo enorme. Ho iniziato il viaggio e lo adoro, tra anime e manga… ma voglio prima capirlo bene, poi penserò al resto.