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“Cime tempestose”: Warner Bros avrebbe pagato oltre 2.000 influencer per lodare il film

Polemica sul marketing social

Cime tempestose” di Emerald Fennell ha esordito con 37,5 milioni di dollari nel primo weekend negli Stati Uniti, nonostante recensioni molto contrastanti. Ma a far discutere ora non è solo il box office: un report interno pubblicato su Popbitch sostiene che Warner Bros. avrebbe pagato quasi 2.000 influencer per pubblicare commenti positivi sul film.

Secondo quanto riportato, la campagna marketing sarebbe stata “uno dei più grandi colossi promozionali globali mai visti”. Un’affermazione forse iperbolica, ma che assume un peso diverso alla luce di un dato ben più concreto: “quasi 2.000 influencer sui social sarebbero stati pagati da Warner per postare contenuti positivi sul film”.

Una delle frasi simbolo della campagna sarebbe stata:

“Nulla dice creatività senza paura quanto le parole ‘Immersive Experiential Marketing Activation’.”

Il tema non è nuovo. Già nel 2023 il Guardian titolava:

Chi ha bisogno dei critici cinematografici quando gli studios possono essere certi che gli influencer elogino i loro film?

Secondo alcune ricostruzioni, molte anteprime sarebbero state dominate da creator digitali, mentre diversi critici tradizionali non avrebbero avuto accesso alle proiezioni stampa prima dell’uscita ufficiale.

La strategia, già vista con Barbie e altri titoli recenti, solleva una domanda cruciale: se il dibattito pre-uscita è monopolizzato da influencer alla ricerca di accesso esclusivo e benefit, che spazio resta per una critica indipendente e approfondita?

Il confine tra opinione spontanea e marketing sponsorizzato diventa sempre più sottile. E per il pubblico, distinguere entusiasmo genuino da promozione retribuita potrebbe essere ormai la vera sfida.

Il post che lancia l’accusa:

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Published by
Stella Delmattino