Un reboot rischioso che conferma l’ossessione di Hollywood per i franchise, tra nostalgia e mancanza di idee originali
L’ossessione di Hollywood per i marchi e le proprietà già esistenti è più preoccupante dell’intelligenza artificiale — e potrebbe rivelarsi il suo vero punto di caduta, soprattutto mentre giovani creatori realizzano su YouTube contenuti brevi spesso più freschi ed energici dell’ennesimo rifacimento senza necessità.
L’ultimo esempio arriva da Sony, che secondo indiscrezioni avrebbe affidato allo sceneggiatore Pete Chiarelli (The Proposal, Crazy Rich Asians) il compito di rilanciare Charlie’s Angels per il pubblico degli anni Venti. La sceneggiatura è attualmente in fase di scrittura.
Non è la prima volta che il franchise tenta il ritorno. All’inizio degli anni Duemila McG ha diretto due film con Cameron Diaz, Drew Barrymore e Lucy Liu. Nel 2019 Elizabeth Banks ha provato a reinventare la saga con un nuovo adattamento cinematografico, ma il risultato si è rivelato un insuccesso al botteghino.
All’epoca, il progetto di Banks venne presentato come una versione aggiornata e consapevole della celebre serie televisiva andata in onda su ABC dal 1976 al 1981. L’idea era spostare l’attenzione dall’estetica alla competenza: meno glamour, più intelligenza e capacità d’azione. Tuttavia, nonostante l’impegno del cast — Kristen Stewart, Naomi Scott ed Ella Balinska — il pubblico non ha premiato l’operazione, complice una narrazione percepita come poco coinvolgente e personaggi non abbastanza incisivi.
Negli anni Settanta Charlie’s Angels era diventata un fenomeno culturale, lanciando Farrah Fawcett, Kate Jackson e Jaclyn Smith e conquistando spettatori grazie a un equilibrio tra azione, carisma e sensualità. Elementi che nel tempo hanno definito l’identità del brand e che ogni nuovo adattamento deve saper rielaborare senza snaturare.
La sfida per Pete Chiarelli sarà dunque comprendere le ragioni del precedente insuccesso e trovare una chiave davvero contemporanea per rilanciare il franchise. In un mercato dominato da reboot e rilanci, il rischio non è solo fallire al botteghino, ma dimostrare ancora una volta la difficoltà di Hollywood nel creare qualcosa di veramente nuovo.