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Florence Korea Film Fest 2026: Gong Yoo, Yeon Sang-ho e tutti i vincitori

30/03/2026 news di Stella Delmattino

Tra ospiti internazionali, anteprime e riflessioni sul cinema globale, Firenze si conferma capitale del cinema coreano in Europa

the mutation film korea

Il cinema coreano continua a parlare al mondo — e Firenze lo ha dimostrato ancora una volta.

La 24ª edizione del Florence Korea Film Fest 2026, andata in scena tra il 20 e il 28 marzo, ha confermato il ruolo centrale della rassegna nel panorama internazionale, trasformando il capoluogo toscano in un crocevia di autori, star e nuove visioni.

Tra ospiti d’eccezione, anteprime e riflessioni sul presente del cinema globale, il festival ha offerto un’edizione particolarmente ricca, segnata dalla presenza di figure iconiche come Gong Yoo e Yeon Sang-ho, e da opere capaci di raccontare una Corea lontana dagli stereotipi.

Gong Yoo al Florence Korea Film Fest 2026 (20 marzo): tra sogni europei e cinema globale

Gong Yoo è stato uno degli ospiti più attesi del festival, arrivando il 20 marzo per la sua prima volta in Italia proprio in occasione della manifestazione fiorentina.

“È la mia prima volta in Italia e a Firenze. Da ragazzo sognavo di visitare questa città. Forse sono arrivato un po’ in ritardo, ma essere qui oggi è un’emozione indescrivibile”, ha raccontato l’attore durante l’incontro con la stampa.

Icona della serialità coreana grazie a titoli come Squid Game e Guardian: The Lonely and Great God, Gong Yoo ha mostrato anche il suo lato più personale, rivelando di portare sempre con sé una citazione di Luca Guadagnino tratta da Chiamami con il tuo nome:

“Ricordate questo momento con dolore, con tristezza, con gioia, perché alla fine è molto prezioso.”

Un passaggio che, come ha spiegato, lo accompagna nel suo percorso artistico e umano, aprendo anche alla possibilità di future collaborazioni internazionali. Tra i registi che più lo ispirano oggi ha citato Paul Thomas Anderson e Yorgos Lanthimos.

Durante l’incontro, Gong Yoo ha inoltre riflettuto sul cambiamento del cinema contemporaneo:

“Oggi il cinema è un linguaggio universale che supera il colore dei capelli o degli occhi.”

korea film fest 2026Firenze come spazio narrativo (23 marzo): ‘Florence knockin’ on you’

Tra gli eventi più significativi della manifestazione, la prima italiana del 23 marzo di Florence knockin’ on you di Lee Chang-yeol ha portato sullo schermo una Firenze intima e stratificata, lontana dalle rappresentazioni turistiche più convenzionali.

Il film segue Seok-in, un uomo che torna nel capoluogo toscano dopo aver ritrovato vecchie email mai lette, dando vita a un viaggio che diventa confronto con il passato, tra rimorsi e possibilità di riconciliazione.

Qui Firenze non è semplice sfondo, ma elemento narrativo attivo, capace di accompagnare la trasformazione interiore del protagonista.

La giornata ha incluso anche un omaggio a Yeon Sang-ho con la proiezione di Peninsula, sequel di Train to Busan, e una programmazione variegata tra black comedy e cinema indipendente coreano.

Yeon Sang-ho a Firenze (24-25 marzo): tra realismo e distopia

Il regista Yeon Sang-ho è stato protagonista della settima giornata del festival, con conferenza stampa il 24 marzo e masterclass il 25 marzo al Cinema La Compagnia.

Per la sua prima visita in Italia, ha raccontato il rapporto con il nostro cinema:

“Apprezzo profondamente il cinema italiano: da Ladri di biciclette a Suspiria, fino a Lazzaro felice. Ma un posto speciale lo occupa La vita è bella.”

Durante la masterclass “Realismo e Distopia”, il regista ha approfondito il suo linguaggio, capace di muoversi tra denuncia sociale e immaginario estremo.

La giornata si è conclusa con la prima italiana di The Ugly, confermando il suo interesse per le tensioni contemporanee e le derive della società.

I vincitori (27-28 marzo): ‘The Mutation’ trionfa

A chiudere il festival, con la cerimonia del 27 marzo e l’annuncio ufficiale il 28 marzo, è stata la vittoria di The Mutation di Shin Su-won, premiato come miglior film.

Un’opera intensa che racconta una Corea periferica e invisibile, lontana dalle luci di Seoul, concentrandosi su marginalità, identità e bisogno di riconoscimento umano.

La giuria ha premiato il film:

“Perché riesce a raccontare, senza retorica, una condizione di marginalità reale, mettendo in discussione l’idea stessa di appartenenza.”

Menzione speciale per Halo di Roh Young-wan, mentre il premio del pubblico è andato a The Journey to Gyeong-ju di Kim Mi-jo.

Il Florence Korea Film Fest 2026 non è stato solo una vetrina di cinema, ma un luogo di dialogo tra culture, generazioni e linguaggi.

Dalle riflessioni di Gong Yoo alla visione radicale di Yeon Sang-ho, fino alle opere premiate, emerge un dato chiaro: il cinema coreano contemporaneo continua a interrogare il presente con uno sguardo capace di essere insieme locale e universale.

E Firenze, ancora una volta, si conferma il punto d’incontro ideale per questo racconto — e per capire dove sta andando il cinema globale.