Tra IA, controllo e corporation, il franchise sci-fi trova un contesto più attuale che mai
Stando a quanto riporta The Ankler, Amazon ha deciso di riattivare uno dei franchise sci-fi più riconoscibili degli anni ’80: la serie di RoboCop sarebbe infatti ufficialmente in sviluppo per Prime Video, segnando un nuovo tentativo di riportare in primo piano l’universo creato da Paul Verhoeven. Non è un semplice revival nostalgico, ma un’operazione che arriva in un contesto culturale molto più vicino alle ossessioni del film originale: intelligenza artificiale, sorveglianza e potere delle corporation sono oggi temi concreti, non più solo suggestioni distopiche.
Alla guida del progetto ci sarebbe Peter Ocko, autore con un background televisivo atipico (Pushing Daisies, Dead Like Me), una scelta che lascia intuire un possibile approccio meno convenzionale rispetto al classico action sci-fi. In produzione, almeno nelle fasi iniziali, c’era anche James Wan con la sua Atomic Monster, garanzia di sensibilità per il genere e per un certo tipo di immaginario visivo.
La base narrativa resterebbe quella storica: una mega-corporazione che collabora con le forze dell’ordine per creare un poliziotto ibrido, metà uomo e metà macchina, progettato per ristabilire l’ordine in un contesto urbano fuori controllo. Ma è proprio qui che si gioca la partita: ripetere lo schema rischia di trasformare la serie in un’operazione derivativa, mentre espandere quell’universo potrebbe finalmente dare al brand una nuova rilevanza.
Il problema, infatti, non è mai stato il concept, ma ciò che è venuto dopo. Se il primo film resta un equilibrio quasi perfetto tra violenza, ironia e critica sociale, i sequel – da RoboCop 2 a RoboCop 3 fino al remake del 2014 – hanno progressivamente perso quella componente satirica che rendeva l’originale più di un semplice action. Anche le varie incarnazioni televisive non sono mai riuscite a catturare davvero quell’identità.
Questa nuova serie parte quindi da un vantaggio e da un rischio. Il vantaggio è un contesto storico perfetto per raccontare RoboCop in modo attuale; il rischio è quello di “ripulire” il materiale, smussando proprio quell’aggressività politica che lo rendeva unico.
Se Amazon deciderà di mantenere il lato più scomodo e corrosivo del franchise, allora questa potrebbe essere la prima vera evoluzione del personaggio dopo decenni. In caso contrario, resterà l’ennesimo tentativo di riportare in vita un’icona senza comprenderne davvero la natura.