Qualche dettaglio in più su cosa è andato storto dietro le quinte
Il reboot di Buffy l’ammazzavampiri è ufficialmente naufragato, e quello che doveva essere un ritorno attesissimo si è trasformato in un caso emblematico di caos produttivo.
Dopo la conferma di Sarah Michelle Gellar che Buffy: New Sunnydale su Hulu non andrà avanti, stanno emergendo nuovi dettagli su cosa sia andato storto dietro le quinte.
Il progetto, sulla carta, sembrava avere tutte le carte in regola: la premio Oscar Chloé Zhao coinvolta come regista e produttrice, una nuova Cacciatrice interpretata da Ryan Kiera Armstrong e il ritorno, seppur limitato, della Buffy originale.
Tuttavia, proprio la direzione creativa si è rivelata uno dei principali problemi: la sceneggiatura iniziale si concentrava quasi esclusivamente sulla nuova Cacciatrice, relegando il personaggio di Buffy a una presenza marginale. Anche dopo alcune modifiche, la situazione non è migliorata e Hulu avrebbe giudicato il pilot “irrecuperabile” e “non abbastanza valido, secondo Hulu, per poter raddrizzare la situazione.”
A peggiorare il quadro, è circolata online una versione non ufficiale dello script, ma la Gellar ha invitato i fan a ignorarla, chiarendo: “Ho visto una versione della sceneggiatura in circolazione. Non è corretta. È davvero spiacevole e chiedo ai fan: se vedete script trapelati, non guardateli, perché non rappresentano la nostra visione.”
Anche il lavoro della Zhao è finito sotto osservazione, nonostante il suo prestigio: secondo alcune fonti, il suo stile non si sarebbe adattato al formato televisivo, con problemi tecnici evidenti, tanto che “le straordinarie capacità di Zhao come regista non si adattavano a un pilot televisivo, che richiede molta esposizione. Il girato era insufficiente e mancavano coperture, quindi sarebbero stati necessari nuovi reshoot.”
A questo si aggiunge una gestione poco incisiva del cast, con interpretazioni ritenute deboli e una protagonista giudicata troppo giovane per sostenere il peso narrativo, come riportato: “le interpretazioni dei nuovi attori, che necessitano di un’introduzione forte, non erano abbastanza guidate e il fatto che la Armstrong [ancora 15enne] apparisse molto giovane contribuiva a dare al progetto un tono troppo adolescenziale.”
Sullo sfondo emerge anche un problema strutturale: la mancanza di supporto interno, con alcuni dirigenti poco convinti del progetto, un fattore che spesso si rivela decisivo nel destino di una serie.
Disney ha provato a contenere il danno con una dichiarazione ufficiale, sottolineando: “Abbiamo avuto una lunga e proficua collaborazione con Chloé, Sarah e Gail Berman… la decisione di non proseguire con la serie non riflette il nostro rispetto per il team creativo.”
Parole che però suonano più come gestione dell’immagine che come una reale spiegazione. Eppure, nonostante il fallimento, Hulu non sembra intenzionata ad abbandonare del tutto il franchise, anche se il problema resta evidente: secondo una fonte interna, il progetto si è complicato perché “Hulu non aveva davvero chiaro cosa volesse.” Il risultato è un’occasione mancata che dimostra quanto, anche con un brand iconico e un team di alto livello, senza una visione chiara e condivisa sia facile perdere la strada.