L'attore è tornato sulle polemiche del 2019
Kit Harington non usa mezzi termini quando torna su una delle reazioni più violente e discusse nella storia recente della televisione. In una intervista al New York Times, l’attore ha parlato apertamente della famigerata petizione del 2019 che chiedeva di rifare l’ottava stagione de Il Trono di Spade con “sceneggiatori competenti”, diventata in poche settimane un caso globale.
Quella raccolta firme, nata quasi per gioco con un obiettivo iniziale di 15.000 adesioni, aveva superato in breve tempo 1,8 milioni di firme, trasformandosi in un simbolo del malcontento dei fan verso il finale della serie HBO. Per Harington, che ha interpretato Jon Snow per otto stagioni, quella reazione ha superato ogni limite.
«Mi ha fatto arrabbiare davvero. Del tipo: come vi permettete??», ha dichiarato. «Scusatemi se lo dico in modo diretto, ma per me è stata una forma di idiozia che può nascere solo sui social».
A rendere tutto ancora più difficile da accettare è stato il momento in cui quella valanga di critiche si è abbattuta su di lui. Harington ha rivelato che, quando l’ottava stagione è andata in onda, si trovava in riabilitazione, lontano dal mondo e dalle reazioni del pubblico. Al suo ritorno, si è trovato immerso in un clima di sarcasmo, meme e attacchi continui.
«Quando sono uscito, mi sono reso conto di quanto fosse diventato feroce il giudizio. Dopo tutto quello che avevamo passato, è stato uno shock».
L’attore ha ricordato che una sola grande sequenza di battaglia della stagione finale ha richiesto 55 giorni consecutivi di riprese, una prova durissima per cast e troupe. Dal suo punto di vista, la petizione ha ignorato completamente il costo umano e fisico della produzione, riducendo anni di lavoro a una battuta da social.
«Quel tipo di reazione cancella il sacrificio delle persone. Trasforma un processo creativo complesso in qualcosa di usa e getta».
Sul piano industriale, la protesta non ha mai avuto conseguenze concrete. Già nel 2019, il presidente di HBO Casey Bloys aveva chiarito che l’ipotesi di rigirare l’ottava stagione non era mai stata presa in considerazione.
«Quando una serie è così amata, tutti hanno un’idea su come dovrebbe finire», aveva dichiarato. «La petizione dimostra entusiasmo e passione, ma non è mai stata qualcosa che abbiamo considerato seriamente».
L’ottava stagione de Il Trono di Spade è diventata rapidamente un bersaglio privilegiato: critiche alla scrittura, alle scelte narrative, alla gestione dei personaggi e persino alla fotografia, giudicata troppo scura in diverse scene. A tutto questo si è aggiunto il celebre caso della tazza di caffè comparsa in una scena, diventata virale e simbolo – a torto o a ragione – della presunta sciatteria della stagione.
Ancora oggi, la chiusura de Il Trono di Spade viene citata come esempio negativo ogni volta che una grande serie si avvicina al finale. Non è un caso che, parlando dell’ultima stagione di Stranger Things, molti fan avessero qualche tempo fa già espresso la speranza che «non faccia la fine del Trono di Spade». E sappiamo com’è andata …