Horror & Thriller

La sua verità, spiegazione del finale: un colpo di scena che ribalta tutto e il vero volto dell’assassino

Un po' di chiarezza in quello che succede nella miniserie Netflix con Tessa Thompson e Jon Bernthal

Seguono SPOILER

C’è un momento, nel finale di La sua verità (la recensione), in cui lo spettatore è convinto di aver capito tutto. Il mistero sembra risolto, l’assassina smascherata, il pericolo neutralizzato. Ed è proprio lì che la serie decide di cambiare marcia e ribaltare ogni certezza. Il thriller psicologico costruito attorno ad Anna Andrews (Tessa Thompson) e Jack Harper (Jon Bernthal) gioca fino all’ultimo con le percezioni, trasformando quello che pare un classico racconto di vendetta in qualcosa di molto più disturbante.

A metà dell’episodio conclusivo, Anna e Jack scoprono che la giornalista Lexy Jones (Rebecca Rittenhouse) è in realtà Catherine Kelly, la ragazza emarginata del liceo, cresciuta ai margini del gruppo di amiche che comprendeva anche Anna. Tutti gli indizi portano a lei: le ex compagne di scuola vengono uccise una dopo l’altra, e il movente sembra evidente. Lexy viene affrontata, la situazione degenera, e l’intervento armato di Priya (Sunita Mani) salva Anna. Lexy muore, il caso appare chiuso.

Ma La sua verità non è una serie che si accontenta di una soluzione comoda. Un anno dopo, Anna riceve una lettera dalla madre Alice (Crystal Fox). È in quelle pagine che emerge la verità: la vera assassina è sempre stata Alice. È lei ad aver ucciso Rachel (Jamie Tisdale), Helen (Poppy Liu) e Zoe (Marin Ireland). Ed è sempre lei ad aver incastrato Lexy, piantando prove nella sua casa per indirizzare i sospetti.

Il movente affonda in un trauma rimosso. La serie aveva seminato per episodi allusioni a qualcosa di terribile accaduto durante la festa per il sedicesimo compleanno di Anna. Solo nel finale si scopre che quella notte Anna fu vittima di un’aggressione sessuale, orchestrata proprio dalle sue “amiche”. Catherine adolescente (Astrid Rotenberry), a sua volta abusata, fuggì, lasciando Anna sola. Alice scopre tutto anni dopo, guardando i vecchi filmati della figlia, e decide di farsi giustizia da sola.

Il colpo di scena funziona perché non è gratuito: rilegge retroattivamente ogni gesto di Alice, ogni sua stranezza, ogni sua apparente fragilità. La donna che sembrava confusa, quasi smarrita, stava in realtà costruendo una vendetta lucida e metodica. La serie gioca anche sul pregiudizio: nessuno sospetta un’anziana madre. Ed è proprio questo a renderla invisibile.

Parallelamente, viene chiarita anche la figura di Lexy. Catherine Kelly non è innocente, ma nemmeno il mostro che sembrava. Da ragazza subiva violenze a scuola e in famiglia. In un gesto impulsivo e crudele, svuotò l’inalatore della sorella Andrea (Savanna Gann) prima di una gita in barca, causandone la morte. Da adulta si reinventa come Lexy Jones, cambiando identità, corpo, stile di vita. È una sopravvissuta che ha cancellato se stessa per continuare a esistere. Ed è proprio questo passato torbido a renderla un perfetto capro espiatorio.

Il destino di Anna è forse l’aspetto più delicato. Sopravvissuta a un abuso, a un matrimonio in frantumi e alla perdita di una figlia, Anna ha costruito tutta la sua vita sulla fuga: lavoro, ambizione, controllo. Nel finale, dopo aver letto la confessione della madre, non reagisce con orrore, ma con un silenzio carico di ambiguità. L’ultimo sguardo tra Anna e Alice non è di condanna, ma di comprensione. È qui che La sua verità diventa davvero inquietante: la serie suggerisce che Anna, in fondo, accetta ciò che sua madre ha fatto per lei.

Anche Jack viene risucchiato in questa zona grigia. Lui e Anna tornano insieme, adottano la figlia orfana di Zoe, Meg (Ellie Rose Sawyer), ricostruiscono una parvenza di normalità. Ma sotto la superficie resta un segreto enorme: Alice ha ucciso anche la sorella di Jack. Una verità che, se emergesse, distruggerebbe tutto. La riconciliazione finale non è quindi una vera pace, ma una tregua costruita sulla rimozione.

Il finale di La sua verità non offre consolazione, ma un senso di disagio persistente. La vendetta viene raccontata come atto d’amore, la violenza come protezione, la menzogna come collante familiare. È un ribaltamento potente, che sposta il baricentro morale della storia: non c’è giustizia, solo legami che si stringono attorno al trauma.

In questo, la serie si distingue dai classici thriller: non cerca l’assassino per ristabilire l’ordine, ma per mostrare quanto l’ordine stesso sia marcio. Il titolo originale, His and Hers, diventa allora una dichiarazione di poetica: la verità non è mai una, e qualcuno sta sempre mentendo. Anche quando l’amore sembra trionfare.

Di seguito trovate il trailer italiano di La sua verità, su Netflix dall’8 gennaio:

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Published by
Gioia Majuna