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	<title>Dario Ricci | Il Cineocchio</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 29 Jun 2026 07:47:33 +0000</lastBuildDate>
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		<title>The Well: la recensione del film horror VM 18 diretto da Federico Zampaglione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Ricci]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jul 2024 22:30:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Horror & Thriller]]></category>
		<category><![CDATA[Claudia Gerini]]></category>
		<category><![CDATA[Federico Zampaglione]]></category>
		<category><![CDATA[Lauren LaVera]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lauren LaVera e Claudia Gerini sono le protagoniste di un'opera classica e viscerale, che affoga nel sangue le sue lacune</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/the-well-la-recensione-del-film-horror-vm-18-diretto-da-federico-zampaglione/">The Well: la recensione del film horror VM 18 diretto da Federico Zampaglione</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>The Well</strong>, il ritorno di <strong>Federico Zampaglione</strong> all’horror a dieci anni esatti da <em>Tulpa</em>, renderà certamente entusiasti gli appassionati del genere, ma solo loro.</p>
<p>La storia verte su Lisa, una giovane restauratrice statunitense inviata dall’agenzia del padre in una sontuosa villa nel tivolese per restaurare un dipinto, sospettosamente caro alla duchessa che lo possiede. Il graduale svelamento del quadro procede di pari passo con visioni sempre più terrificanti per Lisa, fino alla consapevolezza del suo vero significato e scopo.</p>
<p>Se la trama ricorda da vicino quella de <strong><em>La casa dalle finestre che ridono</em></strong> è perché sostanzialmente è identica.</p>
<p>L’originalità non è certamente il punto forte di The Well, <strong>derivativa in ogni sua componente e idea di messinscena</strong>, ma il continuo rimando alle atmosfere dell’horror classico (Pupi Avati, Riccardo Freda e Dario Argento su tutti) non infastidisce affatto.</p>
<p><strong>A lasciare perplessi è piuttosto l’incipit</strong>, prima insomma che cominci a fiottare il sangue. In questo frangente la regia è asettica e generalmente distante dagli attori, il montaggio frettoloso, le idee di scenografia risultano eccessivamente posticce e si abusa dei <em>jumpscare</em>. Un inizio poco curato e poco ispirato, che tradisce la volontà degli autori di giungere quanto prima ai momenti più interessanti.</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2023/11/the-well-film-zampaglione-poster.jpg" rel="lightbox" title="The Well: la recensione del film horror VM 18 diretto da Federico Zampaglione"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-295887" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2023/11/the-well-film-zampaglione-poster-300x303.jpg" alt="the well film zampaglione poster" width="300" height="303" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2023/11/the-well-film-zampaglione-poster-300x303.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2023/11/the-well-film-zampaglione-poster-768x777.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2023/11/the-well-film-zampaglione-poster.jpg 949w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Lo sviluppo di The Well è invece <strong><em>granguignoloesco</em></strong>, <strong>orgogliosamente macabro e viscerale</strong>, e finalmente i vari insipidi personaggi secondari trovano una loro utilità in quanto carne da macello, come si conviene al genere.</p>
<p>Il <em>gore</em> la fa da padrone indiscusso, sovrastando la claudicante tensione psicologica, complice una regia più intrusiva e attenta al dettaglio, che <strong>valorizza la matericità del sangue</strong> piuttosto che rifuggerlo in montaggio.</p>
<p><strong>Carlo Diamantini realizza qui degli effetti speciali prostetici stupendi</strong>, che innalzano la potenza visiva di The Well al livello di certo cinema francofono di inizio millennio (<em>Martyrs</em>, <em>Calvaire</em>, <em>A l’intérieur</em>). Dal punto di vista strettamente narrativo, queste ottime sequenze non servono assolutamente a niente, ma gli appassionati del genere avranno di che scavare nella memoria per trovare esempi di scene altrettanto cruente e ben girate.</p>
<p>Croce e delizia di The Well risiede proprio in <strong>una scrittura che valorizza altissimi momenti spettacolari</strong>, decisamente forti per un pubblico generalista, mentre sminuisce una narrazione già di per sé esile, <strong>stracolma di cliché</strong> ed elementi macroscopicamente poco credibili.</p>
<p>Perché qualcuno dovrebbe ambire all’immortalità solo per lavorare secoli come oste? Davvero il punto debole di un demone sovrannaturale portatore di maledizioni è una cantilena in latino? Come fa un tivolese del quindicesimo secolo a chiamarsi Willy?</p>
<p>Per quanto neppure la caratterizzazione dei personaggi sia chissà quanto interessante (forse non ce n’è neppure bisogno, diciamocelo) <strong>gli attori principali sono tutti convincenti</strong>.</p>
<p><strong><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2023/10/the-well-film-2023-zampaglione.jpg" rel="lightbox" title="The Well: la recensione del film horror VM 18 diretto da Federico Zampaglione"><img decoding="async" class=" wp-image-295359 alignleft" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2023/10/the-well-film-2023-zampaglione-300x166.jpg" alt="the well film 2023 zampaglione" width="351" height="194" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2023/10/the-well-film-2023-zampaglione-300x166.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2023/10/the-well-film-2023-zampaglione-768x424.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2023/10/the-well-film-2023-zampaglione.jpg 930w" sizes="(max-width: 351px) 100vw, 351px" /></a>Lauren LaVera</strong>, rimasta nell’horror dopo <em>Terrifier 2</em>, e <strong>Claudia Gerini</strong>, reggono quasi da sole tutto il film, facendo quello che possono con ruoli debolucci. Un discorso a parte vale per <strong>Lorenzo Renzi</strong> nel ruolo di un carceriere disturbato, che riesce a sfruttare appieno l’espressività del suo corpo per dare vita a un personaggio altrimenti privo di qualunque caratterizzazione (infatti non si capisce chi diamine sia e perché stia lì).</p>
<p>Tirando le somme, Federico Zampaglione ha fatto centro nonostante tutto. The Well è <strong>un horror riconoscibilmente italiano ma commerciabilissimo all’estero</strong>. È un tipo di film vecchio ma per nulla stanco, anzi non molla un secondo la presa sullo stomaco dello spettatore.</p>
<p>Gli amanti del genere troveranno un’opera d’intrattenimento divertente e passeranno giustamente sopra alle sbavature di trama (dopotutto non si guarda<em> A Serbian Film</em> pretendendo di trovarci Rohmer &#8230;). Un pubblico meno specializzato farebbe bene a volgere lo sguardo altrove.</p>
<p>Per approfondire la lavorazione di The Well vi rimandiamo alla <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/intervista-a-zampaglione-e-gerini-su-the-well-un-horror-senza-compromessi/" target="_blank" rel="noopener">nostra <strong>intervista</strong> esclusiva</a> (anche video) con Federico Zampaglione e Claudia Gerini.</p>
<p>Di seguito trovate <strong>il trailer </strong>del film, nei cinema <strong>dall&#8217;1 agosto</strong>:</p>
<p><iframe title="The Well - Trailer" src="https://www.youtube.com/embed/wsZkC5zLUms" width="1013" height="570" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>Mimì &#8211; Il Principe delle Tenebre: la recensione del film vampiresco di Brando De Sica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Ricci]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Nov 2023 17:54:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Horror & Thriller]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una favola gotica dallo spirito punk, ispirata e (anche troppo) ricca di idee</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/mimi-il-principe-delle-tenebre-la-recensione-del-film-vampiresco-di-brando-de-sica/">Mimì &#8211; Il Principe delle Tenebre: la recensione del film vampiresco di Brando De Sica</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Già dal titolo ossimorico – l’affettuoso suono di Mimì accostato al lugubre epiteto principe delle tenebre, di <em>carpenteriana</em> memoria – l’esordio dietro alla mdp di <strong>Brando De Sica</strong> si pone come <strong>un’opera sfaccettata e contraddittoria</strong>. Il regista romano ha dovuto lottare dieci anni per riuscire a produrre <strong>Mimì &#8211; Il Principe delle Tenebre</strong>, e si respira il suo attaccamento al progetto in ogni fotogramma.</p>
<p>La trama verte sul remissivo Mimì (<strong>Domenico Cuomo</strong>), giovane orfano affetto da una malformazione ai piedi, che trova rifugio dal cinismo del mondo nelle cure di due improvvisati quanto affettuosi genitori adottivi. A spingerlo a crescere sarà l’incontro/scontro con due personaggi e i loro mondi: una stravagante ragazzina di nome Carmilla, senza fissa dimora e convinta di discendere da Dracula, e il mafiosetto di quartiere Bastianello, grezzo e rissoso ma con aspirazioni da cantante.</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2023/10/Mimi-Il-principe-delle-tenebre-2023-poster.jpg" rel="lightbox" title="Mimì - Il Principe delle Tenebre: la recensione del film vampiresco di Brando De Sica"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-295467" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2023/10/Mimi-Il-principe-delle-tenebre-2023-poster-300x450.jpg" alt="Mimì - Il principe delle tenebre (2023) poster" width="300" height="450" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2023/10/Mimi-Il-principe-delle-tenebre-2023-poster-300x450.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2023/10/Mimi-Il-principe-delle-tenebre-2023-poster-1152x1727.jpg 1152w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2023/10/Mimi-Il-principe-delle-tenebre-2023-poster-768x1151.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2023/10/Mimi-Il-principe-delle-tenebre-2023-poster-1025x1536.jpg 1025w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2023/10/Mimi-Il-principe-delle-tenebre-2023-poster.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Non solo un freak pizzaiolo, una fricchettona dell’occulto e un Genny Savastano neomelodico, <strong>ogni singolo personaggio ha qualcosa di alternativo e grottesco</strong>, di visivamente appariscente: il capofamiglia mafioso intrappolato in un polmone d’acciaio, vecchie matrone che pippano come aspirapolveri, un tatuatore col viso deformato da un armamentario di piercing e dilatatori…</p>
<p>Insomma, in un mondo di alternativi nessuno è alternativo, il che finisce anche per togliere ragione al protagonista di vergognarsi dei suoi piedi.</p>
<p>Mimì &#8211; Il Principe delle Tenebre risulta <strong>eccessivo anche dal punto di vista tecnico</strong>. Non c’è infatti una singola inquadratura che non sappia di artificioso virtuosismo sul versante della fotografia, della regia e perfino nell’editing sonoro, a cui De Sica ha lavorato personalmente e con evidente attenzione.</p>
<p><strong>La tecnica finisce per sostituirsi al racconto piuttosto che valorizzarlo</strong>, così come il tono perennemente sopra le righe dei personaggi e di molti dialoghi toglie enfasi alle scene davvero rilevanti.</p>
<p><strong>La direzione degli attori è invece impeccabile</strong>, in parte per il talento degli stessi – su tutti la giovanissima <strong>Sara Ciocca</strong> (<em>America Latina</em>) – e poi per la capacità di differenziare personaggi dal carattere molto simile senza farli risultare macchiette. Funziona anche la proposizione di <strong>una Napoli occulta</strong>, dai vicoli opprimenti, sotterranea e semideserta, così diversa dal solito immaginario mare e sole che a stento la si riconosce.</p>
<p>Brando De Sica <strong>dimostra una forte personalità autoriale e una buona dose di creatività</strong>. Geniale l’intuizione di sfruttare il reale ritrovamento del corpo del conte Dracula nel sottosuolo napoletano per introdurre il tema del vampirismo in questo horror di formazione. Sempre partendo da questo riferimento, De Sica riesce a trasformare la sua passione cinefila in narrazione, senza cadere nel citazionismo fine a sé stesso, attraverso i personaggi di un <em>videotecaro</em> e la presenza onirica di <strong>Nosfreatu</strong> (che ci regala peraltro una delle scene più belle del film).</p>
<p>L’idea del finale di Mimì &#8211; Il Principe Delle Tenebre è poi di gran lunga superiore alla realizzazione del finale stesso, azzoppato dalla tracotanza tecnica. <strong>Finalmente viene messa in scena una storia di formazione antisociale</strong>, in cui il percorso di crescita non coincide con l’adesione alla cultura borghese ma, al contrario, la manda sonoramente affanculo prima di massacrarne gli esponenti.</p>
<p>Mimì &#8211; Il Principe Delle Tenebre è <strong>un film tracotante e straniante</strong>, eccessivo, che lascia ben sperare per un eventuale seguito o per qualsiasi progetto Brando De Sica vorrà portare avanti, purché realizzi quando è meglio stare coi piedi per terra.</p>
<p>Di seguito trovate <strong>il full trailer</strong> di Mimì &#8211; Il Principe Delle Tenebre, nei cinema <strong>dal 16 novembre</strong>:</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Mimì - Il Principe Delle Tenebre | Trailer Ufficiale" src="https://www.youtube.com/embed/NMqSZBCe-FA" width="1013" height="548" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/mimi-il-principe-delle-tenebre-la-recensione-del-film-vampiresco-di-brando-de-sica/">Mimì &#8211; Il Principe delle Tenebre: la recensione del film vampiresco di Brando De Sica</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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