Titolo originale: 어쩔수가없다 , uscita: 24-09-2025. Budget: $12,200,000. Regista: Park Chan-wook.
No Other Choice: Park Chan-wook annuncia la director’s cut del film
07/02/2026 news di Redazione Il Cineocchio
Era già successo con Mademoiselle

No Other Choice di Park Chan-wook è rimasto fuori dalla corsa all’Oscar come Miglior Film Internazionale, un’esclusione che, a ben vedere, non ha sorpreso più di tanto. Il rapporto tra il regista sudcoreano e l’Academy – soprattutto il blocco di votanti internazionali – non è mai stato particolarmente caloroso: prima Mademoiselle (The Handmaiden), poi Decision to Leave, entrambi accolti con entusiasmo dalla critica ma ignorati dall’Oscar.
Eppure, lontano dalla “bolla” dell’Academy, No Other Choice ha trovato un pubblico appassionato. Le recensioni sono state solide, il passaparola positivo e il film ha già superato i 37 milioni di dollari d’incasso globale, confermandosi un successo significativo sul piano internazionale. Ora arriva una notizia che farà felici i fan più devoti: è in arrivo una director’s cut.
Durante un’intervista al Kevin McCarthy Podcast, Park Chan-wook ha infatti confermato che una versione estesa del film, più lunga di 18 minuti, accompagnerà l’uscita in 4K UHD prevista nei prossimi mesi. Il nuovo montaggio porterà la durata complessiva a 2 ore e 37 minuti, diventando di fatto la versione definitiva dell’opera.
Non si tratta di un’eccezione nella carriera del regista. Già The Handmaiden aveva conosciuto due incarnazioni: una versione cinematografica da 145 minuti e un extended cut che arrivava fino a circa 168 minuti, aggiungendo oltre venti minuti di materiale.
No Other Choice è l’adattamento del romanzo satirico The Ax. Cacciatore di teste di Donald E. Westlake, pubblicato nel 1997, un progetto che Park Chan-wook inseguiva da decenni e che dedica esplicitamente allo scrittore scomparso. Al centro della storia c’è Man-su, interpretato da Lee Byung-hun, dirigente di una cartiera che perde improvvisamente il lavoro dopo 25 anni. Umiliato e spinto dall’urgenza di salvare la propria famiglia e la casa, l’uomo imbocca una spirale di decisioni sempre più radicali.
Il film diventa così un terreno di sperimentazione di toni: Park alterna satira sociale, thriller, commedia nera, melodramma e momenti di farsa quasi assurda. Le sottotrame – dalla moglie di Man-su che cerca una nuova occupazione, al figliastro coinvolto in guai provinciali – si stratificano attorno al nucleo centrale, rendendo il racconto volutamente denso e ramificato.
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