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Titolo originale: The Strangers: Chapter 3 , uscita: 05-02-2026. Budget: $8,500,000. Regista: Renny Harlin.

The Strangers: Capitolo 3 fa flop e chiude malissimo una trilogia inspiegabile

07/02/2026 news di Stella Delmattino

Botteghino e critica parlano abbastanza chiaro

The Strangers capitolo 3 (2026)

Con l’uscita nelle sale americane di The Strangers: Capitolo 3, Lionsgate ha ufficialmente portato a termine una delle operazioni di franchise più curiose – e discutibili – degli ultimi anni. Il film è arrivato nei cinema quasi in sordina, incassando appena 450.000 dollari nelle anteprime del giovedì, un segnale tutt’altro che incoraggiante per il capitolo conclusivo della trilogia.

L’intero progetto nasceva come un’operazione a basso rischio: un ritorno “alle origini” dell’horror, costruito su budget contenuti e sulla forza nostalgica di un marchio noto. Tutti e tre i film sono stati girati consecutivamente in Slovacchia, con un costo stimato tra i 9 e i 10 milioni di dollari ciascuno, prima ancora di considerare i numerosi reshoot che hanno accompagnato la produzione. L’idea era semplice: girare in fretta, spendere poco e capitalizzare sul nome The Strangers.

Inizialmente, il piano sembrava funzionare. The Strangers: Ccapitolo 1 (2024) ha chiuso la sua corsa con circa 48 milioni di dollari worldwide, quanto bastava per giustificare l’operazione e dare l’impressione che Lionsgate avesse fatto centro. Ma il crollo è arrivato subito dopo.

the strangers capitolo 2 filmThe Strangers: Capitolo 2 (2025) si è fermato attorno ai 22 milioni globali, perdendo oltre metà del pubblico. Il ritardo di un anno rispetto ai piani originali – i tre film avrebbero dovuto uscire nello stesso arco temporale – e gli interventi correttivi imposti dallo studio non hanno aiutato. Anzi, l’ampliamento forzato del background dei killer, pensato per rispondere alle critiche, ha finito per snaturare ulteriormente il concept.

Il terzo capitolo arriva ora come un’uscita quasi sacrificata: meno sale, promozione ridotta e una collocazione strategica poco favorevole, nel weekend del Super Bowl. Le prime reazioni non sono incoraggianti e Chapter 3 sembra destinato a incassare meno dei due precedenti. Anche la risposta critica è impietosa: il film viaggia intorno al 13% su Rotten Tomatoes, trascinando la media dell’intera trilogia a un desolante 16%.

Questo nuovo insuccesso si aggiunge alla filmografia sempre più problematica di Renny Harlin, un regista la cui carriera è diventata quasi un caso di studio. Dopo alcuni successi iniziali come Die Hard 2 e Cliffhanger, ha attraversato decenni di flop critici e commerciali, da Corsari a Driven, passando per L’esorcista – La genesi, Mindhunters e Hercules – La leggenda ha inizio. L’unica vera eccezione resta Spy (1996), un solido noir d’azione che oggi appare come un lontano picco isolato.

Ciò che rende il caso The Strangers particolarmente singolare è la natura estremamente calcolata dell’operazione. Lionsgate ha affidato a Harlin tre film consecutivi girati in blocco, una scelta che già di per sé suona azzardata. Eppure, nonostante i risultati, il regista starebbe lavorando a una director’s cut unica da circa 4 ore e mezza, che unirebbe l’intera trilogia.

Più che un semplice fallimento, The Strangers rappresenta il limite di una strategia industriale che confonde velocità e nostalgia con valore creativo. Un esempio emblematico di come anche i franchise più semplici possano deragliare quando vengono trattati come meri esercizi contabili.

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