Titolo originale: Hokum , uscita: 29-04-2026. Budget: $5,000,000. Regista: Damian McCarthy.
Hokum, spiegazione del finale: cosa tormenta davvero Ohm e qual è il ruolo della strega?
04/08/2026 news di William Maga
Il film di Damian McCarthy scioglie il mistero dell’hotel, ma lascia volutamente aperto il confine tra apparizioni reali e allucinazioni. Ecco cosa accade a Ohm, Fiona e Mal

Attenzione: l’articolo contiene spoiler integrali sul finale di Hokum.
La conclusione di Hokum (la recensione) trasforma quella che sembrava una classica storia di hotel infestati in un racconto più complesso sulla colpa, sulla punizione e sulla possibilità di perdonarsi. Il film di Damian McCarthy rivela infatti che l’entità soprannaturale nascosta nella suite della luna di miele non è l’unica minaccia affrontata da Ohm Bauman, lo scrittore interpretato da Adam Scott.
Dietro la scomparsa di Fiona si nasconde un crimine molto umano, mentre le apparizioni che tormentano Ohm sono legate al trauma che ha condizionato l’intera sua esistenza. Il successivo dettaglio dei funghi allucinogeni, però, introduce un’ultima ambiguità: quanto di ciò che abbiamo visto è realmente accaduto e quanto appartiene alla mente alterata del protagonista?
Chi ha ucciso Fiona?
Il vero antagonista di Hokum non è la strega, ma Mal, il dipendente dell’hotel inizialmente presentato come una figura innocua e quasi comica. Fiona aveva avuto una relazione con lui ed era rimasta incinta. Temendo che la donna potesse rivelare tutto e distruggere la sua vita familiare, Mal l’ha drogata durante la festa di Halloween e l’ha trascinata nella suite della luna di miele.
Invece di ucciderla direttamente, l’uomo l’ha abbandonata all’interno della stanza chiusa, condannandola a morire di fame oppure a cadere nelle mani della presenza che infestava l’hotel. Il corpo di Fiona viene infine scoperto da Ohm nel montacarichi, confermando che la sua scomparsa non era legata a una fuga volontaria.
Quando si rende conto che Ohm e Jerry stanno avvicinandosi alla verità, Mal tenta di eliminare entrambi. Riesce a uccidere Jerry e prova poi a liberarsi dello scrittore, ma finisce nella stessa dimensione infernale che aveva utilizzato per nascondere il proprio crimine.
La sua sorte riflette la logica morale del film: Mal non prova un reale rimorso. Le sue scuse sono soltanto tentativi di salvarsi, e persino davanti alle conseguenze delle proprie azioni continua a ricorrere alla violenza. Per questo la strega lo trascina via, trasformandosi nello strumento della sua punizione.
Cos’è davvero la strega?
La leggenda raccontata dal proprietario dell’albergo sostiene che la strega conduca le anime smarrite in una sorta di inferno. L’uomo sarebbe riuscito a imprigionarla nella suite della luna di miele, rimasta inutilizzata per anni proprio per impedire alla creatura di raggiungere nuove vittime.
Il film non chiarisce completamente le sue origini, perché la strega funziona più come una personificazione della morte e della condanna che come un antagonista tradizionale. Non possiede un piano preciso contro Ohm e non sembra responsabile del crimine ai danni di Fiona. È una forza che abita quel luogo e attende chiunque varchi il confine della stanza.
Può essere temporaneamente tenuta lontana attraverso i rituali del folklore locale, come il cerchio di gesso, ma non realmente sconfitta. La sua presenza suggerisce che la morte possa essere rimandata o evitata, mai cancellata.
Esiste però anche una lettura simbolica. La strega potrebbe rappresentare il senso di colpa che trascina le persone verso l’autodistruzione. Mal viene inghiottito perché rifiuta di assumersi la responsabilità del proprio gesto, mentre Ohm riesce a liberarsi soltanto dopo aver affrontato il ricordo che lo tormenta.
Perché Ohm è perseguitato dalla madre?
Il trauma centrale di Ohm risale alla sua infanzia. Quando era bambino, giocando con l’arma del padre, sparò accidentalmente alla madre, uccidendola. Il film dissemina questa rivelazione attraverso ricordi frammentari, immagini deformate e il ritorno inquietante di Jack the Jackass, il personaggio televisivo che il bambino stava guardando al momento dell’incidente.
Ohm ha trascorso il resto della vita convinto di meritare una punizione. Il suo cinismo, l’alcolismo e la crudeltà con cui respinge gli altri sono una corazza costruita intorno a un senso di colpa mai elaborato. Anche il suo rapporto con il padre è stato distrutto dall’accaduto: l’uomo era precipitato nell’alcol e nel dolore, e Ohm aveva finito per provare rancore anche nei suoi confronti.
Quando la strega lo incatena e sembra pronta a trascinarlo nell’aldilà, Ohm incontra finalmente lo spirito della madre. Contrariamente alle apparizioni precedenti, la donna non si presenta come una figura accusatoria o mostruosa, ma con l’aspetto affettuoso conservato nei suoi ricordi.
Ohm le chiede perdono e la madre lo abbraccia. È questo il vero momento di svolta: non viene assolto perché innocente, ma perché riesce finalmente a riconoscere il proprio dolore senza lasciarsene distruggere. La donna gli consegna quindi lo strumento necessario per spezzare la catena e fuggire.
Era tutto causato dai funghi allucinogeni?
Dopo il salvataggio, Alby confessa di aver mescolato della polvere di funghi allucinogeni al whisky bevuto da Ohm. La rivelazione sembra offrire una spiegazione razionale per le visioni nella suite, ma non cancella necessariamente la componente soprannaturale.
Jerry aveva infatti sostenuto che i funghi fossero capaci di aprire la mente e permettere di percepire il mondo dei morti. L’alterazione potrebbe quindi non aver creato ogni apparizione, ma aver reso Ohm sensibile a presenze realmente esistenti.
Damian McCarthy ha confermato che alcune immagini sono allucinazioni e altre sono reali, lasciando nel film un indizio visivo per distinguerle:
«Mi piace l’idea che una parte resti aperta all’interpretazione e che possa nascere una discussione. Per me, però, è abbastanza chiaro quali momenti siano assolutamente un’allucinazione e quali no».
Il regista ha poi indicato il sistema da seguire:
«Quando vedete qualcosa dal suo punto di vista e la macchina da presa passa poi al controcampo, osservate se ciò che sta guardando viene riflesso nei suoi occhiali. Quella è la chiave per interpretarlo».
Seguendo questo indizio, Jack the Jackass sembra essere soprattutto una proiezione del trauma infantile di Ohm. La strega, invece, possiede effetti concreti sulla realtà: lascia segni sui suoi polsi e provoca la scomparsa di Mal. Questo rende difficile liquidarla come una semplice visione.
Cosa significa la storia del conquistador?
Il film si apre con il finale del romanzo che Ohm sta scrivendo. Perso nel deserto insieme a un ragazzo, il conquistador decide inizialmente di ucciderlo per utilizzare le sue ossa e recuperare una mappa rimasta intrappolata in una bottiglia. È un epilogo crudele, che rispecchia lo stato mentale dello scrittore: Ohm immagina un mondo nel quale la sopravvivenza richiede il sacrificio degli altri e nessuno merita davvero una seconda possibilità.
Fiona, prima di morire, gli aveva detto che avrebbe preferito leggere una storia con un lieto fine. Dopo essere sopravvissuto alla suite e aver ricevuto il perdono della madre, Ohm riscrive dunque la conclusione.
Il conquistador non riesce più a uccidere il ragazzo. Anche il giovane rinuncia a colpire l’uomo con la bottiglia e i due finiscono per abbracciarsi. Il finale rimane agrodolce, perché potrebbero comunque morire nel deserto, ma il gesto interrompe il ciclo della violenza.
La riscrittura riflette direttamente la trasformazione di Ohm. Il conquistador rappresenta l’adulto consumato dalla colpa, mentre il ragazzo incarna la parte infantile di lui rimasta prigioniera dell’incidente. Facendoli riconciliare, lo scrittore concede ai propri personaggi la possibilità che fino a quel momento aveva negato a sé stesso.
Il cranio di capra che affiora nella sabbia suggerisce inoltre che una soluzione alternativa fosse sempre esistita: nessuno dei due aveva realmente bisogno di uccidere l’altro. La violenza era nata dalla disperazione e dalla convinzione erronea che non esistessero altre strade, proprio come il crimine di Mal e il tentativo di suicidio di Ohm.
Il vero significato del finale di Hokum
Hokum è in definitiva un film sulla differenza tra provare rimorso e cercare soltanto di sfuggire alle conseguenze. Jerry ha accettato il peso della morte della moglie, che aveva aiutato a morire per porre fine alle sofferenze di una malattia terminale. Ohm riconosce la propria responsabilità e chiede sinceramente perdono. Mal, al contrario, continua a mentire, uccidere e giustificarsi.
Per questo i loro destini sono diversi. Jerry muore tentando di aiutare Fiona, Ohm riceve una seconda possibilità e Mal viene trascinato nella dimensione della strega.
Quando si risveglia in ospedale, Ohm rifiuta il whisky e tratta Alby con una gentilezza che all’inizio del film sembrava incapace di mostrare. Non è diventato improvvisamente un uomo perfetto, ma ha recuperato la volontà di vivere e la possibilità di instaurare un rapporto diverso con gli altri.
Il lieto fine di Hokum non nega quindi l’orrore che lo precede. È proprio quel viaggio nell’oscurità a renderlo possibile. Ohm non sconfigge realmente la morte: smette di credere di meritarla.
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