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Voto: 5/10 Titolo originale: Spider-Man: Brand New Day , uscita: 28-07-2026. Budget: $275,000,000. Regista: Destin Daniel Cretton.

Spider-Man: Brand New Day, recensione: il nuovo inizio resta intrappolato nel vecchio MCU

28/07/2026 recensione film di William Maga

Tom Holland torna nei panni di un Peter Parker più adulto e isolato, mentre Destin Daniel Cretton prova a rinnovare la saga senza riuscire a liberarla dal peso dell’universo Marvel

Tom Holland in Spider Man Brand New Day (2026)

Il titolo promette un nuovo giorno, ma Spider-Man: Brand New Day dimostra quanto sia difficile, per il Marvel Cinematic Universe, lasciarsi davvero alle spalle il proprio passato. Il quarto capitolo con Tom Holland parte da una delle premesse più promettenti dell’intera saga: Peter Parker è di nuovo solo, nessuno ricorda la sua identità e Spider-Man può finalmente tornare a essere un eroe di quartiere. È il punto di partenza ideale per ricostruire il personaggio. Invece di sfruttarlo fino in fondo, però, il film torna rapidamente nelle dinamiche che da anni appesantiscono il MCU.

Era l’occasione perfetta per ridurre la scala, restituire alla saga una dimensione più umana e recuperare quell’equilibrio tra responsabilità, vita quotidiana e azione che ha sempre definito le migliori incarnazioni dell’Uomo Ragno. Il regista Destin Daniel Cretton sembra comprenderlo, almeno inizialmente. Il problema è che il film perde progressivamente il proprio focus, trasformandosi nell’ennesimo punto di raccordo tra personaggi, franchise e futuri capitoli dell’universo Marvel.

Dopo Endgame, il MCU ha spesso privilegiato la costruzione dei crossover successivi rispetto alla solidità delle singole storie. Brand New Day sembrava l’occasione giusta per invertire questa tendenza, riportando finalmente Spider-Man al centro del racconto.

Sono trascorsi circa quattro anni dagli eventi di No Way Home. Peter vive isolato, combatte il crimine a tempo pieno e osserva a distanza le vite di MJ e Ned, che non conservano alcun ricordo di lui. La scelta compiuta per proteggerli lo ha privato non soltanto degli amici, ma anche della possibilità di condividere con qualcuno il peso della propria identità.

È qui che Brand New Day trova il suo nucleo più efficace. Holland interpreta un Peter più adulto, stanco e malinconico, sospeso tra il desiderio di ricostruire ciò che ha perso e la paura di trascinare nuovamente le persone amate nel pericolo. L’attore rende credibile una maturazione che la sceneggiatura, invece, preferisce spesso spiegare anziché mostrare.

Il suo Spider-Man conserva ancora una certa goffaggine fisica e sociale, ma la leggerezza delle precedenti avventure ha lasciato spazio a un’ostinata tristezza. È una direzione coerente con il finale di No Way Home, anche se il film insiste tanto sul dolore da rischiare di soffocare l’energia spontanea del personaggio.

Le scene condivise da Holland e Zendaya sono le più riuscite. Bastano pochi scambi, silenzi e intuizioni emotive perché il film ritrovi quella naturalezza che manca a gran parte della trama principale. MJ percepisce che qualcosa non torna, mentre Peter è costretto a confrontarsi con una persona che conosce intimamente ma per la quale lui è ormai soltanto uno sconosciuto.

Pur comparendo meno del previsto, Zendaya riesce a conferire peso a ogni scena. La sua interpretazione evita il sentimentalismo facile e rende credibile il disagio di una donna attratta da una storia che non riesce più a ricordare.

spider-man brand new day film 2026Il rapporto tra Peter e MJ avrebbe potuto sostenere da solo il film. Invece viene continuamente interrotto per lasciare spazio a nuove minacce e continui rimandi al futuro del MCU. Proprio per questo, ogni volta che il racconto torna su di loro ritrova un’intensità che il resto della narrazione raramente raggiunge.

La minaccia principale possiede la capacità di trasferirsi da una mente all’altra, trasformando chiunque in un possibile avversario. L’idea genera alcune delle immagini più inquietanti del film e permette a Cretton di costruire sequenze in cui Spider-Man non può fidarsi nemmeno delle persone che sta cercando di salvare.

Contemporaneamente, Peter comincia a subire una mutazione che coinvolge corpo e mente. Emicranie, perdita di controllo e improvvisi accessi di rabbia suggeriscono che la parte aracnide stia prendendo il sopravvento sull’uomo. Il tema non è nuovo per il genere, ma consente al film di riflettere sulla paura di Peter di diventare qualcosa che non riconosce più.

L’idea sfiora persino il body horror, senza però avere il coraggio di esplorarne davvero le implicazioni. Brand New Day preferisce usare il conflitto corporeo come motore dell’azione anziché svilupparlo fino in fondo come autentico dramma psicologico.

Accanto a Peter entrano in scena Frank Castle, interpretato da Jon Bernthal, e Bruce Banner, ancora una volta affidato a Mark Ruffalo. Il Punitore offre alcuni dei momenti più divertenti, soprattutto grazie al contrasto tra la sua ossessione per le armi e l’istintivo rifiuto della violenza letale da parte di Spider-Man.

Bernthal interpreta Castle con la consueta intensità burbera, ma l’obbligo di adattare il personaggio ai limiti di un blockbuster per un pubblico ampio ne smussa inevitabilmente gli aspetti più estremi. Ruffalo, invece, viene utilizzato soprattutto per creare un parallelismo tra la trasformazione di Peter e il conflitto che da sempre oppone Banner a Hulk.

Il problema non è la presenza di questi personaggi, ma il modo in cui il film li accumula. Brand New Day assume progressivamente la forma di un gigantesco Marvel Team-Up, la storica serie a fumetti in cui Spider-Man condivideva ogni avventura con un diverso eroe Marvel.

Ogni nuovo ingresso amplia il mondo del MCU, ma restringe quello di Peter Parker, che finisce sempre più spesso per inseguire gli eventi invece di determinarli. Spider-Man condivide così troppo frequentemente il centro della propria storia, fino a rischiare di diventare un comprimario del film che porta il suo nome.

Cretton dimostra comunque di possedere un senso dello spazio e del movimento superiore a quello di molti registi transitati nel MCU. Le sequenze iniziali restituiscono finalmente peso e velocità agli spostamenti di Spider-Man, alternando prospettive in soggettiva, inquadrature ravvicinate e movimenti che permettono di percepire fisicamente il volo tra i palazzi.

Una lunga sequenza tra veicoli militari e strade di Manhattan è il momento più riuscito sul piano spettacolare. L’azione rimane leggibile, il corpo di Spider-Man interagisce con l’ambiente e la città torna a essere qualcosa di più di uno sfondo digitale.

Pur senza raggiungere l’inventiva delle migliori sequenze di Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli, Cretton conferma di saper costruire scene d’azione più chiare e fisiche della media Marvel.

hulk film spider-man brand new day 2026

Con il procedere del film, però, anche questa concretezza lascia spazio alla familiare escalation di CGI, esplosioni e macerie. Ciò che inizialmente appare fisico e dinamico finisce per assomigliare alla consueta confusione digitale dei blockbuster Marvel.

Con i suoi 145 minuti, Spider-Man: Brand New Day fatica a giustificare la propria durata. Più che raccontare una storia completa, sembra spesso impegnato a preparare la successiva. La sceneggiatura di Chris McKenna ed Erik Sommers alterna dramma, commedia e azione senza trovare un equilibrio stabile.

Alcune sequenze emotive sono eccessivamente dilatate, mentre la storia dell’antagonista interrompe il ritmo proprio quando il rapporto tra Peter e MJ comincia a diventare davvero interessante. Anche i misteri e le apparizioni costruiti per alimentare le discussioni dei fan sembrano più importanti dell’evoluzione del protagonista.

Il film continua a promettere un cambiamento, ma rimanda costantemente il momento in cui Peter potrà davvero compierlo. Alla fine, la sua situazione è diversa nei dettagli, ma la sensazione è quella di aver assistito soprattutto a un lungo prologo per ciò che verrà dopo.

Alla fine, Tom Holland offre probabilmente la sua interpretazione più matura del personaggio, Zendaya continua a rappresentarne il cuore emotivo e Cretton firma alcune delle migliori sequenze d’azione viste nel MCU degli ultimi anni.

Ma il film spreca l’opportunità di concentrarsi davvero sulla solitudine di Peter, sulla sua vita quotidiana e sulla difficile ricostruzione dei rapporti che ha perduto. Invece di ridurre la scala e restituire autonomia al personaggio, torna a riempire la storia di ospiti, collegamenti e promesse future.

Spider-Man: Brand New Day non manca di buone idee né di interpreti capaci di sostenerle. Manca soprattutto il coraggio di restare concentrato sul proprio protagonista. Peter Parker aveva finalmente l’occasione di ricominciare da zero. Il Marvel Cinematic Universe, invece, continua a guardare soprattutto al film successivo. Così quello che avrebbe dovuto essere un nuovo inizio finisce per assomigliare all’ennesimo capitolo di passaggio.

Si, c’è una scena post credits.

Nei cinema dal 29 luglio.

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