Lucy Liu è al centro di un horror sperimentale che ribalta il genere usando una narrazione in soggettiva e parlando del quotidiano
Una grande casa deserta, una famiglia pronta a prenderne possesso e una presenza inquietante unica ad abitare gli spazi vuoti. Gli elementi classici per un film horror ci sono tutti, ma nelle mani di Steven Soderbergh (Ocean’s Eleven, Traffic), si trasformano e finiscono per ribaltare ogni punto di vista, spostando l’asse del racconto verso qualcosa di più ambiguo e disturbante.
A partire dal narratore della storia: la “presenza” del titolo, che osserva in silenzio, muta, diventando al tempo stesso attore invisibile e spettatore onnipresente della vicenda.
La famiglia pronta a trasferirsi nella casa è quella dei Payne: i genitori Rebecca (Lucy Liu) e Chris (Chris Sullivan), insieme ai due figli adolescenti. Tyler (Eddy Maday), promettente nuotatore, e Chloe (Callina Liang), alle prese con un lutto irrisolto per la morte per overdose — o forse suicidio? — della sua migliore amica Nadia.
Queste attenzioni diventano più intense con l’arrivo in casa di Ryan (West Mulholland), amico di Tyler, ragazzo popolare e carismatico, ma con un’oscurità latente che presto inizierà a emergere.
Presence, presentato in anteprima al Sundance, scelto per aprire il Festival di Sitges e poi in concorso al Noir in Festival di Milano, è uno degli ultimi esperimenti di Soderbergh, autore che alterna blockbuster da Oscar a produzioni indipendenti radicali, sempre mosso da una curiosità quasi scientifica.
Un regista libero dagli schemi, che non ha timore di confrontarsi con generi che non gli appartengono — o meglio, che decide di attraversare per contaminarli con il proprio sguardo. Un autore che non si limita a omaggiare il genere, ma ne destruttura il linguaggio per renderlo personale.
Così, l’horror secondo Steven Soderbergh non si affida a mostri o colpi di scena, ma ribalta le regole: realizza l’intero film in soggettiva, e ci ricorda che l’orrore non viene sempre da ciò che non conosciamo o non vediamo. A volte, è nascosto nelle pieghe del quotidiano, proprio davanti ai nostri occhi.
L’orrore del familiare. L’orrore del reale.
Per chi non avesse tutto chiaro, agevoliamo una spiegazione del finale e del significato del film.
In attesa di vederlo nei nostri cinema dal 24 luglio 2025, di seguito trovate il full trailer italiano di Presence: