Home » Cinema » Horror & Thriller » The Empty Man: la graphic novel diventa un film di David Prior

The Empty Man: la graphic novel diventa un film di David Prior

10/02/2016 news di Redazione Il Cineocchio

L'opera di Cullen Bunn illustrata da Vanesa R. Del Rey parla di una malattia spaventosa e senza cura

The Empty Man graphic novel

E’ notizia di oggi che, come parte del primo accordo tra la 20th Century Fox e i Boom! Studios, un altro fumetto si stia facendo strada verso il grande schermo con The Empty Man. David Prior, meglio noto per realizzare contenuti extra esemplari per DVD e Blu-Ray, scriverà e dirigerà l’adattamento.

The empty manPubblicata nel 2014, la graphic novel stato scritta dal vincitore dell’Eisner Award Cullen Bunn e illustrato da Vanesa R. Del Rey.

Questa la sinossi ufficiale:

E’ passato un anno da quando è stato registrato il primo caso noto della malattia dell’Empty Man, e nessun farmaco è stato in grado di rallentare i suoi progressi. La causa è sconosciuta, e i sintomi includono attacchi di rabbia, terribili allucinazioni e demenza suicida, seguiti dalla morte, o da uno stato quasi privo di vita, “vuoto”, di catatonia. Appena sette dedite all’omicidio si diffondono a livello nazionale, l’FBI e il CDC iniziano un’indagine congiunta sull’Empty Man, nella speranza di mettere insieme gli indizi per fermare la setta e scoprire una cura.

The Empty Man si unisce a un gruppo crescente di progetti dei Boom! Studios in sviluppo, tra cui Malignant Man di James Wan, The Foundation, Imagine Agents e Lumberjanes.

Fonte: Deadline

Tags:
faces of death 2026 film
neve campbell scream 7 film
Horror & Thriller

Scream 7: la recensione dell’ennesimo ritorno della saga con Ghostface

di William Maga

Un prodotto nostalgico che valorizza Neve Campbell ma conferma la stanchezza creativa del franchise

pretty lethal film 2026
Bill Pullman in Strade perdute (1997)
Horror & Thriller

Strade Perdute spiegato bene: identità, doppio e dissociazione nel noir di David Lynch

di Marco Tedesco

Un film ipnotico e disturbante in cui il regista trasforma gelosia e senso di colpa in un incubo circolare senza via d’uscita