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Contagion 2 non si farà: Soderbergh spegne tutto (nonostante un’idea “terrificante”)

06/04/2026 news di Stella Delmattino

Un ritorno sfiorato e poi abbandonato: il regista spiega perché non ha senso continuare

Larry Clarke in Contagion (2011)

Sembrava solo questione di tempo, soprattutto dopo quello che è successo nel mondo reale. E invece no: Contagion 2 non si farà.

A mettere fine alle speculazioni è stato direttamente Steven Soderbergh, che ha deciso di chiudere definitivamente la porta a un possibile seguito del suo thriller del 2011, diventato negli anni qualcosa di molto più di un semplice film.

E dire che il progetto era tutt’altro che impossibile. Negli ultimi anni, lo stesso Soderbergh aveva confermato di aver lavorato insieme allo sceneggiatore Scott Z. Burns a un’idea per un sequel, descritta come “terrificante” e potenzialmente molto attuale. Un concept che aveva alimentato aspettative concrete, anche tra gli addetti ai lavori.

Poi il cambio di rotta.

Il regista ha spiegato chiaramente perché tornare su Contagion non è più un’opzione praticabile, andando ben oltre una semplice questione produttiva:

“Scott e io abbiamo un po’ buttato giù delle idee. Ma per me sarebbe difficile tornare su quel concept, perché quella era una circostanza davvero unica. David Lean parlava del fatto di non uscire due volte dallo stesso buco. Lo so, lo sto dicendo io che ho lavorato a più film di Ocean’s e Magic Mike, ma non so come superare quella sensazione, quella di averlo già fatto prima”.

Il punto è proprio questo: Contagion è legato a un momento storico irripetibile. Quando uscì nel 2011 era un solido thriller medico, rigoroso e inquietante, costruito attorno alla diffusione di un virus letale e alla corsa globale per sviluppare un vaccino. Ma è nel 2020 che il film ha cambiato completamente status.

Nel giro di poche settimane, mentre il mondo reale affrontava una pandemia, il film è passato dall’essere quasi dimenticato nel catalogo Warner Bros. a diventare uno dei titoli più visti in assoluto, scalando classifiche e tornando al centro del dibattito culturale. Un caso rarissimo in cui il cinema ha smesso di sembrare finzione per trasformarsi in qualcosa di disturbantemente vicino alla realtà.

Ed è proprio questa coincidenza, probabilmente irripetibile, a rendere inutile – se non addirittura rischioso – un sequel.

L’idea di base c’era, e anche l’interesse. Burns, negli ultimi tempi, aveva persino esplorato scenari legati all’intelligenza artificiale e ai nuovi rischi globali, segno che una direzione narrativa possibile esisteva. Ma per Soderbergh non basta avere un buon punto di partenza: serve anche la necessità di raccontarlo.

E quella, semplicemente, non c’è.

Il risultato è una decisione che può sembrare controintuitiva in un’industria dominata da sequel e franchise, ma che in realtà rafforza ancora di più l’identità del film originale. Contagion resta un’opera chiusa, compatta, figlia di un equilibrio preciso tra tensione narrativa, rigore scientifico e paura collettiva.

Un equilibrio che, almeno per ora, nessuno – nemmeno il suo autore – sembra voler mettere a rischio..