Chissà
Non è la prima volta, e probabilmente non sarà l’ultima. Il reboot di 1997: Fuga da New York è stato annunciato ancora una volta, questa volta da Studiocanal durante il CinemaCon.
Un progetto che torna ciclicamente, senza mai riuscire davvero a concretizzarsi.
Diretto da John Carpenter, il film originale è uno dei titoli più iconici della fantascienza anni ’80. Un’idea semplice ma potentissima: Manhattan trasformata in una prigione a cielo aperto, dove viene mandato Snake / Jena Plissken per salvare il Presidente dopo un disastro aereo.
Il volto del personaggio è quello di Kurt Russell, diventato nel tempo inseparabile da quell’immaginario.
Atmosfera sporca, tono cinico, identità visiva fortissima: elementi che rendono il film ancora oggi difficile da replicare.
Negli ultimi quindici anni, il remake è stato più volte vicino alla produzione, senza mai arrivare davvero sul set.
Il tentativo più concreto risale ai primi anni 2010, quando la New Line Cinema aveva avviato lo sviluppo del progetto. In quel periodo si era parlato anche di Gerard Butler come possibile nuovo Snake Plissken.
Da lì in poi, il progetto è passato attraverso numerose riscritture e cambi di direzione. L’idea iniziale era addirittura quella di costruire un franchise più ampio, ma ogni versione si è fermata per le solite “divergenze creative”.
Registi entrati e usciti
Nel corso degli anni, diversi nomi sono stati associati al reboot:
– Len Wiseman
– Brett Ratner
– Robert Rodriguez
– Leigh Whannell
– il collettivo Radio Silence
Nessuno, però, è mai arrivato fino alla produzione.
Anche nel nuovo tentativo annunciato da Studiocanal non c’è ancora un regista coinvolto. Il progetto è ufficialmente “in sviluppo”, ma senza elementi concreti.
Uno dei motivi per cui il reboot fatica a partire è strutturale. Fuga da New York è profondamente legato al contesto in cui è nato: anni ’80, tensioni politiche, immaginario urbano decadente.
Riprenderlo oggi significherebbe aggiornarlo senza snaturarlo, operazione tutt’altro che semplice.
Lo stesso Carpenter, negli anni, ha più volte espresso scetticismo verso i remake, mantenendosi di fatto distante da questi tentativi.
Nel 1996 arrivò il sequel, Fuga da Los Angeles, sempre diretto da Carpenter. Il film accentuava il lato satirico e grottesco, ma non riuscì a replicare l’impatto dell’originale.
Anzi, per molti ha contribuito a chiudere definitivamente la possibilità di espandere il franchise. Curiosamente, questo nuovo tentativo di reboot arriva esattamente trent’anni dopo quel sequel.
Al momento non ci sono dettagli su cast, trama o direzione creativa. Il progetto esiste, ma resta in una fase embrionale.
La storia recente insegna cautela: più che un vero rilancio, il reboot di Fuga da New York sembra essere diventato un’idea che ritorna ciclicamente senza mai trovare una forma definitiva. E forse non è un caso.