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	<title>Enrica Continenza | Il Cineocchio</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 31 Jan 2025 10:06:40 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Dossier &#124; Highschool of the Dead (serie anime): erotismo e zombie alla giapponese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrica Continenza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2020 14:10:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Horror & Thriller]]></category>
		<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2010 arrivava sul piccolo schermo la versione animata dell'omonimo manga di Daisuke Satō e Shōji Satō, un prodotto all'insegna della tradizione del sottogenere ma caratterizzato da una insolita 'verve' tutta nipponica</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/tv/dossier-highschool-of-the-dead-serie/">Dossier | Highschool of the Dead (serie anime): erotismo e zombie alla giapponese</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Se pensate di avere tra le mani un altro prodotto a base di zombie e scenari apocalittici, vi sbagliate; o meglio: in <strong>Highschool of the Dead</strong> c’è tutto questo, con l’aggiunta di cinque studentesse particolarmente attraenti che gravitano intorno al leader di un gruppo di sopravvissuti alquanto stravagante.</p>
<p>Highschool of the Dead (学園黙示録 Gakuen Mokushiroku, lett. &#8220;Apocalisse a scuola&#8221;) nasce come manga scritto da <strong>Daisuke Satō</strong>, già conosciuto per le sue novel giapponesi con storie alternative, e illustrato da <strong>Shōji Satō</strong>, autore di manga <em>hentai</em> e non, anche fumettista di molti <em>doujinshi</em> (riviste giapponesi pubblicate in proprio) con lo pseudonimo Satou Inazuma, pubblicato dal settembre 2006 fino al 2013; composto da sette volumi più una riedizione completamente a colori, denominata &#8220;Colour Edition&#8221;. La morte nel 2017 dello sceneggiatore Daisuke Sato ha fatto sì che l&#8217;opera non venisse però conclusa, lasciandola di fatto senza un vero finale. In Italia i diritti del manga sono stati acquistati da Planet Manga, che ha pubblicato i sette volumi di Highschool of the Dead dal 21 marzo 2010 al 17 dicembre 2011. Come spesso accade, ne è stata poi tratta <strong>una serie animata in 12 episodi</strong>, andata in onda per la prima volta nel 2010 e attualmente disponibile nel catalogo <strong>Netflix</strong>.</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/06/highschool-of-the-dead-anime-serie-poster.jpg" rel="lightbox" title="Dossier | Highschool of the Dead (serie anime): erotismo e zombie alla giapponese"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright wp-image-176633" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/06/highschool-of-the-dead-anime-serie-poster-300x450.jpg" alt="highschool of the dead anime serie poster" width="233" height="350" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/06/highschool-of-the-dead-anime-serie-poster-300x450.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/06/highschool-of-the-dead-anime-serie-poster-1152x1728.jpg 1152w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/06/highschool-of-the-dead-anime-serie-poster-768x1152.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/06/highschool-of-the-dead-anime-serie-poster-1024x1536.jpg 1024w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/06/highschool-of-the-dead-anime-serie-poster.jpg 1280w" sizes="(max-width: 233px) 100vw, 233px" /></a>La trama mostra una tipica invasione zombie su vasta scala. Takashi Komuro, il giovane diciassettenne protagonista delle vicende, si ritrova al centro di una pandemia non meglio identificata che lo porta a dare il meglio di sé per tentare di sopravvivere. Quando agli albori della primavera si scatena l’inferno, Takashi e altri studenti della Fujimi High School, dovranno combattere disperatamente contro vari non morti, ribattezzati con il termine impersonale di &#8220;Loro&#8221;. I sopravvissuti a questo primo scontro, unite le loro forze, viaggeranno tra le vie di una città che sta radicalmente cambiando sotto i loro occhi, tentando di vincere il nemico, confrontandosi con una società al collasso e l’abbattimento dei codici morali.</p>
<p>In quanto a &#8216;pandemie mondiali&#8217;, oggigiorno ne capiamo certo qualcosa più di prima; ma a rendere quella di Highschool of the Dead decisamente diversa, è la presenza di creature affamate di carne umana. Queste esercitano da sempre un fascino tale su di noi, con il loro status a metà tra la vita e la morte, da riuscire a dare vita a uno dei sottogeneri cinematografici più esplorati. Forse per questo, ancora oggi, dopo quasi cent&#8217;anni (il primo zombie movie &#8220;ufficiale&#8221;, <em>L&#8217;isola degli zombies</em>, è del 1932) i morti viventi continuano a godere, paradossalmente, di ottima salute. Se è vero che, da <strong>George A. Romero</strong> in giù, innumerevoli sono stati i titoli riguardanti i non morti che anno invaso cinema e TV, difficile è però trovare un manga e, di conseguenza, un anime, che tratti questo tema e riporti tra le sue pagine una versione degli zombie<strong> così tanto vicina al modello classico</strong>, almeno nei fondamentali.</p>
<p>I non morti, qui chiamati “Loro”, ti infettano se ti mordono e possono essere uccisi solo con un colpo alla testa; sono forti e veloci, ma con una camminata sconnessa e vigili solo al sentire di un rumore. Fin dalla primissima scena, in cui uno dei Loro arriva al cancello della scuola, scatenando in meno di dieci minuti una sequenza a catena di contagi che porterà alla morte di più della metà degli studenti presenti, si percepisce <strong>un’atmosfera come sospesa nel tempo</strong>, sintomo di un qualcosa che sta accadendo ma di cui nessuno è ancora a conoscenza. La tensione, particolarmente presente negli episodi ambientati all’interno della scuola, accompagna i gesti di tutti coloro che tentano di sopravvivere, raggiungendo l’apice, quasi paradossalmente, proprio alla fine del primo episodio; qui, Takashi, alle prese con una decisione che cambierà il suo modo di vedere e percepire il pericolo, darà prova della propria maturità.</p>
<p>Sono decisamente questi gli episodi più coinvolgenti dell’intero anime di Highschool of the Dead, non solo per la presenza primeggiante degli zombie in scena, ma anche per la dinamica della storia stessa; piano piano ci vengono mostrati singolarmente quelli che saranno poi i componenti del gruppo principale, per arrivare a una dimensione corale nel momento in cui questi si trovano a combattere per la vita insieme e insieme decidono di continuare a sopravvivere.</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/06/highschool-of-the-dead-anime.jpg" rel="lightbox" title="Dossier | Highschool of the Dead (serie anime): erotismo e zombie alla giapponese"><img decoding="async" class=" wp-image-176635 alignleft" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/06/highschool-of-the-dead-anime-300x186.jpg" alt="highschool of the dead anime" width="350" height="217" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/06/highschool-of-the-dead-anime-300x186.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/06/highschool-of-the-dead-anime-768x476.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/06/highschool-of-the-dead-anime.jpg 1024w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a>Il gruppo di superstiti, presenta dei <strong>personaggi quasi totalmente stereotipati</strong>. Partendo proprio da Takashi Komuro, “protagonista” e voce narrante della storia, si nota subito come questo normalissimo ragazzo giapponese, improvvisamente, a causa dell’invasione degli zombie, si ritrova a ricoprire il ruolo di leader del gruppo, riconoscendo in lui capacità di riflessione e azione particolarmente di spicco rispetto agli altri, anzi alle altre; perché sì, la maggior parte degli altri elementi del gruppo sono tutte ragazze, tutte più o meno attratte da lui. Da precisare che, quando parliamo di ragazze in Highschool of the Dead, <strong>il termine giusto da usare è sicuramente quello di “oppai”</strong>.</p>
<p>Presentano, infatti, un seno abbondante, una pelle bianca e soffice e un corpo estremamente morbido. Senza tralasciare la <strong>costante focalizzazione sulla loro biancheria intima</strong> e la scelta di indossare sempre vestiti che lasciano poco all’immaginazione. Rei Miyamoto, amica d’infanzia di Takashi, è colei per cui il leader dimostra più attaccamento. Spesso, tuttavia,<strong> questo loro rapporto di amicizia / amore va a discapito della storia stessa</strong>, sacrificando le dinamiche del gruppo in favore di un rapporto a due. Sicuramente un personaggio di spicco nel gruppo che, almeno nei primi episodi, viene mostrata capace di mettere da parte la sua dipendenza da altri e di riuscire a combattere da sola per la propria vita.</p>
<p>Rei è una delle poche protagoniste femmine a cui è riservata una certa <strong>indagine introspettiva</strong>. Le altre, pur presentando tratti distintivi, non vengono sviluppate in alcun modo, se non tramite brevi flashback o momenti di dialogo col gruppo, portando alla luce eventi del loro passato che non servono affatto a definirle caratterialmente ma, anzi, <strong>consolidano l’aspetto pruriginoso ed erotico</strong> della vicenda e intensificano il legame affettivo con Takashi. Saeko Busujima, <em>senpai</em> del gruppo e famosa atleta di kendō, l’arte del combattimento con la spada, è una ragazza che sotto un aspetto calmo, quasi apatico, nasconde una personalità sadica. Sarà proprio l’accettazione di questo suo aspetto caratteriale e renderla perfettamente autonoma in ogni frangente senza mai perdere la calma.</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/06/highschool-of-the-dead-anime-serie.jpg" rel="lightbox" title="Dossier | Highschool of the Dead (serie anime): erotismo e zombie alla giapponese"><img decoding="async" class="alignright wp-image-176634" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/06/highschool-of-the-dead-anime-serie-300x181.jpg" alt="highschool of the dead anime serie" width="350" height="211" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/06/highschool-of-the-dead-anime-serie-300x181.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/06/highschool-of-the-dead-anime-serie-768x463.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/06/highschool-of-the-dead-anime-serie.jpg 1024w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a>Tra coloro che con l’arte della guerra sanno destreggiarsi prodigiosamente tra il nemico, troviamo anche chi ha dalla sua la mente; è questo il caso di Saya Takagi. Particolarmente intelligente e intuitiva, capirà ben prima degli altri la gravità della situazione e il suo evolversi e ciò compenserà ampiamente la scarsa utilità in combattimento e il suo pessimo carattere. A lei è legato da una sorta di fascinazione per niente velata, l’altro componente maschile del gruppo, forse quello che più di tutti rientra dentro standard caratteriali tipici di un anime <em>seinen</em> (opera che ha come target un pubblico maschile che va dalla maggiore età in su): Kouta Hirano.</p>
<p>Rappresenta<strong> il classico <em>otaku</em> basso, grasso, occhialuto e appassionato di videogiochi, anime e manga</strong>. Gli piacciono anche le armi e sa usarle benissimo, tanto che sarà lui a insegnare agli altri ad usarle. Se tutti coloro di cui ho precedentemente parlato, fissi nella loro stereotipia, raffigurano comunque degli elementi utili per fronteggiare il nemico, Shizuka Marikawa, l’infermiera della scuola, goffa e spensierata, costantemente protetta dagli altri, rappresenta, quasi interamente,<strong> la linea comica</strong> di Highschool of the Dead. Solo successivamente, durante il viaggio, si unirà a loro una bambina che ha perso il padre, Alice Maresato, protetta ad ogni costo dall’intero gruppo.</p>
<p>La serie oscilla così tra un registro serioso, la componente horror / <em>splatter</em>, e <strong>uno più scherzoso, sicuramente incoraggiato dal fan service</strong>. Sebbene questo venga impiegato per alleggerire la tensione di alcuni momenti, con il proseguire della storia tende a diventare eccessivamente invasivo. In molte scene (talvolta anche drammatiche) gli autori si sono infatti impegnati nel mostrare in maniera quasi ossessiva le forme sinuose di tutte le ragazze protagoniste di Highschool of the Dead, attraverso<strong> inquadrature studiate nel dettaglio per esaltare l&#8217;effetto vedo / non vedo</strong>. Questo escamotage è talmente insistente da sforare nel cosiddetto <strong>sottogenere &#8216;ecchi&#8217;</strong> (letteralmente “erotico”, ma non V.M. 18), basato cioè su una costante rappresentazione di ciò che è proibito, in modo velato, così da solleticare le fantasie dello spettatore, ma senza poi mostrare realmente l&#8217;atto sessuale o le parti intime delle protagoniste (anche se qualche seno nudo birichino compare &#8230;).</p>
<p>Il <em>loop</em> di inquadrature incentrate nel mostrare scollature e mutandine in ogni occasione utile di Highschool of the Dead (come dimenticare la scena in cui Takashi, per salvare Rei da un imminente attacco zombie, utilizza l’arma da fuoco appoggiandola direttamente in mezzo al prosperoso seno, vedi immagine in alto), finiscono per indebolire la storia, ma rafforzano, senza dubbio, il comparto tecnico. Emblema di quanto il fan service da metà serie in poi prenda il sopravvento, sono gli episodi 6 e 7. Senza aggiungere informazioni utili ai fini della trama, i due episodi si concentrano solo ed esclusivamente sul riposo del gruppo in una casa, dedicando interamente la scena al momento del bagno delle ragazze, regalando così agli spettatori quello che è <strong>probabilmente il momento a più alto tasso di erotismo di tutta la serie</strong>. Da qui in poi, la storia perde quel pizzico di originalità che l’ha caratterizzata fin dal primo episodio, soprattutto per la resa più che ottimale degli Zombie e della devastazione lasciata dietro di loro.</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/06/highschool-of-the-dead-anime-serie-2010.jpg" rel="lightbox" title="Dossier | Highschool of the Dead (serie anime): erotismo e zombie alla giapponese"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-176638 alignleft" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/06/highschool-of-the-dead-anime-serie-2010-300x169.jpg" alt="highschool of the dead anime serie 2010" width="351" height="198" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/06/highschool-of-the-dead-anime-serie-2010-300x169.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/06/highschool-of-the-dead-anime-serie-2010-1152x649.jpg 1152w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/06/highschool-of-the-dead-anime-serie-2010-768x433.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/06/highschool-of-the-dead-anime-serie-2010.jpg 1278w" sizes="(max-width: 351px) 100vw, 351px" /></a>L’ambientazione scolastica, decisamente la più interessante ma poco sfruttata, viene sostituita da <strong>una serie di ambienti diversi</strong>, trasformando quella che inizialmente sembrava una lotta alla sopravvivenza in <strong>un <em>road trip</em> </strong>avente l’unico scopo di lasciare Takashi il più possibile isolato con una delle ragazze &#8216;sorteggiate&#8217; a caso, traghettando Highschool of the Dead verso la ripetitività. Tuttavia, la regia affidata al <strong>Tetsuro Araki</strong> di <em>Death Note </em>(<a href="https://www.ilcineocchio.it/tv/dossier-death-note-saga/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">il dossier sulla saga</a>), ricca di virtuosismi, scene d’azione e gag erotiche, è eccezionale; le scene sono estremamente divertenti e godibili, ricche di pathos soprattutto durante i discorsi di Takashi e suspense nei pochi scenari che mettono in luce le difficoltà legate a una società che sta lentamente per dissolversi. A impreziosire il tutto, la scelta azzeccatissima di luoghi depressivi e apocalittici e <strong>ben dodici <em>ending</em></strong>, tutte cantate dalla stessa <strong>Maon Kurosaki</strong> (nota cantante giapponese).</p>
<p>E così, tra ogni genere di armi utilizzate per eliminare gli zombi, civili uccisi random, ragazze sexy e corpi che ballano al ritmo dei proiettili, Highschool of the Dead si ritaglia il posto d’onore tra le serie più spiccatamente fan service. C’è anche da dire che, se da una parte si reputi eccessiva l’esposizione dei corpi delle ragazze, comunque tratto distintivo del genere <em>seinen </em>/ <em>ecchi</em>,<strong> sono proprio le ragazze uno dei punti di forza</strong>.</p>
<p>Sono loro a infondere sicurezza in Takashi, permettendo così che fuoriescano via via quegli atteggiamenti che lo rendono il leader del gruppo. Legata al fan service si trova, quindi, <strong>una ragione puramente sociologica</strong>. Il motore centrale della storia sono i giovani componenti del gruppo. <strong>La critica verso gli adulti</strong>, visti quasi sempre negativamente (si veda la figura del professore, personaggio manipolatore, che trae in inganno alcuni giovani studenti rimasti sotto la propria ala, o i poliziotti che decidono di sparare alla folla in un momento di totale annullamento di qualsiasi legge civile) è palese. Sono quasi sempre descritti come non in grado di proteggere i loro cari, spaventati a tal punto da uccidere chiunque, non soltanto il vero nemico o, addirittura, completamente indifferenti al problema, visto semplicemente come una specie di complotto ordito dai grandi governi del mondo. Sono quindi i giovani che si fanno carico, da soli, della propria sopravvivenza e della propria realizzazione. Il finale aperto della serie, se da una parte può portare lo spettatore a immaginare infiniti esiti della storia, dall’altro da per scontato che ognuno di loro abbia finalmente trovato il modo di emergere: chi ritrovando la propria identità, chi accettando parti del proprio carattere, chi negli affetti e nell’amore.</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/06/highschool-of-the-dead-anime-serie-2010-zombie.jpg" rel="lightbox" title="Dossier | Highschool of the Dead (serie anime): erotismo e zombie alla giapponese"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-176637" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/06/highschool-of-the-dead-anime-serie-2010-zombie-300x169.jpg" alt="highschool of the dead anime serie 2010 zombie" width="350" height="197" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/06/highschool-of-the-dead-anime-serie-2010-zombie-300x169.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/06/highschool-of-the-dead-anime-serie-2010-zombie-1152x648.jpg 1152w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/06/highschool-of-the-dead-anime-serie-2010-zombie-768x432.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/06/highschool-of-the-dead-anime-serie-2010-zombie.jpg 1280w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a>Proprio questo paradosso conferisce fascino a Highschool of the Dead: il racconto di una pandemia mondiale che porta quasi alla totale estinzione della razza umana, della decadenza della società e dell’inettitudine degli adulti, nasconde in realtà <strong>la piena realizzazione di quella classe sociale considerata sempre la più inadatta e che, invece, finisce per essere necessaria</strong>.</p>
<p>Highschool of the Deadd è sicuramente un anime sopra le righe, e questo può essere considerato sia un punto di forza, sia una debolezza. Se il fan service non fa per voi, allora fareste bene a non guardarlo; se quello che cercate è un anime dalla trama profonda e seria, dovreste comunque volgervi altrove. Ma per chi è alla ricerca di qualcosa di leggero, veloce e divertente, <em>splatter</em> e drammatico al punto giusto, con quel pizzico di horror che non guasta affatto, questo è esattamente il prodotto che fa per voi (come dimostra, tra l’altro, l’episodio OAV intitolato <em><strong>Drifters of the Dead</strong></em>; la storia originale, non tratta dal manga, si basa soprattutto sul fan service che sfocia <strong>quasi nell’<em>hentai </em>puro</strong>. Infatti, più che un episodio utile nell’approfondire ciò che avviene dopo la fine della serie, ci troviamo davanti a un prodotto creato per il puro intrattenimento e sollazzo).</p>
<p>Ed è vero: senza la presenza degli zombie, la fuga, la ricerca spasmodica di un modo per sopravvivere e la conseguente scoperta di se stessi, l’anime perderebbe molta dell’attrattiva. I suoi due elementi costitutivi, non morti e ragazze procaci, sono imprescindibili l’uno dall’altro. E nessuno dei due intralcia o toglie qualcosa all’altro.</p>
<p>Da non tralasciare il fatto che siano pochissimi gli anime che possono competere con Highschool of the Dead sul tema. L’apocalisse è un soggetto inflazionato, ma che si parli di giganti o di vampiri o altri esseri mutaforma (prendendo due esempi celebri, quali <em>Attacco dei giganti</em> e <em>Tokyo Goul</em>), siamo ben lontani dalla verosimiglianza di questi zombie con le tante storie occidentali decantate negli anni.<strong> La fortuna di Highschool of the Dead, e anche il suo maggior pregio, sta proprio nel presentare al pubblico un <em>topos</em> ormai conosciuto in tutte le salse, come fosse una sorta di novità</strong>; conoscere a memoria come prendono vita, come poterli uccidere o come fare per evitarli, non toglie affatto suspense in quei momenti carichi di tensione anzi, invoglia lo spettatore a non staccare lo sguardo, consapevole che dietro l’angolo si nasconda certamente una scena da cardiopalma. A dieci anni esatti dall’uscita della serie in Giappone, non avere un reale &#8216;avversario&#8217; con cui competere la dice lunga sulla peculiarità di questo prodotto.</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/06/highschool-of-the-dead-anime-2010-serie.jpg" rel="lightbox" title="Dossier | Highschool of the Dead (serie anime): erotismo e zombie alla giapponese"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-176636 alignleft" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/06/highschool-of-the-dead-anime-2010-serie-300x173.jpg" alt="highschool of the dead anime 2010 serie" width="349" height="201" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/06/highschool-of-the-dead-anime-2010-serie-300x173.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/06/highschool-of-the-dead-anime-2010-serie-768x444.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/06/highschool-of-the-dead-anime-2010-serie.jpg 1024w" sizes="(max-width: 349px) 100vw, 349px" /></a>Chi decidesse oggi di intraprenderne la visione, <strong>non deve temere la &#8216;seccatura&#8217; dell’ennesimo zombie mangia cervelli, né di sentire la noia sopraggiungere con l’avanzare della visione</strong>: i protagonisti eclettici, l’ambientazione affatto cupa e malinconica, e le scene d’azione ben realizzate, oltre che un misto di sketch esilaranti ed erotici, accompagnati da disegni ben realizzati e sottofondi musicali azzeccati, si lasciano alle spalle la paura di non essere più attuali, regalando allo spettatore una visione piacevole al pari di un prodotto di ultimissima generazione.</p>
<p>E così, sebbene sia vittima di una moltitudine di cliché e stereotipi davvero difficili da non cogliere, la focalizzazione su un tema poco affrontato nel mondo nipponico e la capacità di intervallare la sceneggiatura con dialoghi divertenti e scene inevitabilmente a luci rosse, inseriscono agilmente Highschool of the Dead tra i cult recenti del genere.</p>
<p>Di seguito<strong> la sigla di apertura </strong>di Highschool of the Dead:</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/TQwQMeb-44g" width="1013" height="570" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>Dossier: Death Note saga, un monito sul fascino oscuro dell&#8217;onnipotenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrica Continenza]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2020 22:31:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sci-Fi & Fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[Death Note]]></category>
		<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2003, Tsugumi Oba e Takeshi Obata lanciavano un manga dalla storia controversa che avrebbe di lì a breve dato vita a un franchise di enorme successo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/tv/dossier-death-note-saga-un-monito-sul-fascino-oscuro-dellonnipotenza/">Dossier: Death Note saga, un monito sul fascino oscuro dell&#8217;onnipotenza</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Death Note</strong> (デスノート Desu Nōto) è considerato un vero e proprio cult per ogni appassionato di manga, avendo segnato la storia del fumetto giapponese. Ideato e scritto da <strong>Tsugumi Oba</strong>, autore misterioso di cui si hanno pochissime notizie, e illustrato da <strong>Takeshi Obata</strong>, inizia la pubblicazione nel 2003, per concludersi nel 2006 con un totale di 108 capitoli suddivisi in 12 volumi (più un tredicesimo volume intitolato “Death Note 13: Guida alla lettura”, pubblicato postumo).</p>
<p>In Italia i diritti del manga sono stati acquistati da Planet Manga, che ha pubblicato i dodici volumi di Death Note dal 19 ottobre 2006 al 18 settembre 2008.</p>
<p>La storia si concentra su Light Yagami, un brillante studente delle scuole superiori, che un giorno trova, nel cortile della propria scuola, un quaderno dai poteri soprannaturali chiamato Death Note, gettato sulla Terra dallo <em>Shinigami</em> Ryuk (un dio della morte, imponente e spaventoso, caratterizzando da un abbigliamento in stile punk e da un’incredibile adorazione per le mele rosse), perché &#8216;annoiato&#8217;. L&#8217;oggetto dona al possessore il potere di uccidere chiunque scrivendone semplicemente all&#8217;interno il nome, solo a patto di conoscerne anche il volto da associarvi (per evitare il pericolo di omonimia).</p>
<p>Light, che diventa anche l&#8217;unico a poter vedere lo <em>Shinigami </em>e parlarci, assaggiato il potere del Death Note e compresane la portata intende usarlo per eliminare tutti i criminali e creare un mondo libero dal male, ma i suoi piani vengono presto contrastati dall&#8217;intervento di Elle (o L), un investigatore privato chiamato a indagare sulle numerosi morti misteriose. Intorno ai due scaltri &#8216;giocatori&#8217; gravitano, come pedine di una scacchiera, la polizia giapponese e L’FBI; alleati di Elle e inconsapevolmente vicini a Light, saranno pressoché fondamentali nel duello decisivo.</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/death-note-manga.jpg" rel="lightbox" title="Dossier: Death Note saga, un monito sul fascino oscuro dell'onnipotenza"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-113840" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/death-note-manga-300x450.jpg" alt="death note manga" width="234" height="351" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/death-note-manga-300x450.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/death-note-manga.jpg 333w" sizes="(max-width: 234px) 100vw, 234px" /></a>L’originalità di Death Note è data principalmente da un elemento: <strong>la suspense</strong>; le scene d’azione e i combattimenti non rubano affatto la scena, anzi, lasciano il posto a vere e proprie battaglie “psicologiche”. Un crescendo di stati d’animo che portano a sviluppare e caratterizzare in modo eccezionale i personaggi principali, soprattutto Light ed Elle.</p>
<p>Se a questi scontri cerebrali si aggiungono anche la lunghezza dei dialoghi e la difficoltà dei concetti espressi in essi, è facile rendersi conto come l’opera risulti una sorta di unicum, ponendosi sul confine tra gli <em>shōnen</em> (categoria di manga indirizzati a un pubblico maschile, focalizzati principalmente sull’azione) e i più maturi <em>seinen</em> (i cosiddetti manga &#8220;maturi&#8221;, destinati pertanto a un pubblico adulto, trattando tematiche complesse, il più delle volte molto serie e sviluppate sul piano psicologico).</p>
<p>In Giappone Death Note si è subito rivelato un caso di enorme impatto mediatico, con più di <strong>30 milioni di copie vendute</strong> (una media di ben 2.5 milioni a <em>tankobon</em>) e una candidatura, a livello internazionale come “Best Manga” all’American Anime Awards del 2006. Nel 2007 viene quindi nominato al Premio Seiun e al Premio culturale Osamu Tezuka (riconoscimenti locali rivolti l’uno a opere fantasy e fantascientifiche, l’altro agli autori di manga), e risulta vincitore nella categoria “miglior anime” ai Tokyo Anime Awards.</p>
<p>Inoltre, la traduzione del manga non si è limitata al solo inglese: tedesco, italiano e spagnolo sono solo alcune delle altre lingue in cui viene presto traslato, sintomo di un vasto interesse su larga scala globale.</p>
<p>Creare una versione anime del manga, sembrò quindi la conseguenza più ovvia per un’opera che stava generando tanto clamore. L&#8217;adattamento animato di Death Note, diretto da <strong>Tetsurō Araki</strong>, all’epoca regista poco conosciuto che raggiunse la notorietà proprio grazie a questo progetto, e animato dalla nota <strong>Madhouse</strong>, andò in onda in Giappone dal 3 ottobre 2006 al 26 giugno 2007 per un totale di 37 episodi. In Italia la serie è stata importata da MTV e trasmessa dal 28 ottobre 2008 al 9 giugno 2009.</p>
<p>Il 6 novembre 2008 hanno poi cominciato ad essere commercializzati nel nostro paese i DVD. I diritti dell&#8217;anime sono stati ceduti poi alla Dynit, che ha ripubblicato la serie in due box da quattro DVD ciascuno e ha reso disponibile la serie in streaming sulla piattaforma on demand VVVVID.it a partire da febbraio 2015. Dal 24 febbraio 2016 è invece disponibile sulla piattaforma <strong>Netflix</strong>.</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/death-note-misa-manga.jpg" rel="lightbox" title="Dossier: Death Note saga, un monito sul fascino oscuro dell'onnipotenza"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-113841 alignleft" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/death-note-misa-manga-300x418.jpg" alt="death note misa manga" width="252" height="351" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/death-note-misa-manga-300x418.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/death-note-misa-manga-208x290.jpg 208w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/death-note-misa-manga.jpg 418w" sizes="(max-width: 252px) 100vw, 252px" /></a>Soffermandoci sulla serie animata di Death Note, può essere divisa in <strong>due atti</strong>: il duello all&#8217;ultima intuizione con Elle, dal primo episodio all’episodio 25; lo scontro con i &#8216;successori&#8217; di Elle, ovvero Near e Mello, dall’episodio 26 all’episodio 37 (comprendendo, così, tutto l’arco narrativo del manga).</p>
<p>Se di Tsugumi Oba sappiamo ben poco, quel che è certo è che i disegni sono opera di un character designer e fumettista giapponese di chiaro talento, quel Takeshi Obata già dietro alla fortunata <em>Hikaru no go</em>. Dal suo lavoro emerge una cura maniacale per il disegno, precisione nei dettagli, e una scelta di tinte molto scure, capaci di evidenziare la natura oscura della storia.</p>
<p>L’anime, grazie al character design di <strong>Masaru Kitao</strong>, rispecchia fedelmente lo stile di Takeshi Obata e le animazioni &#8211; pur se necessariamente colorate &#8211; mantengono standard altissimi; inoltre, la regia di Tetsurō Araki e le musiche azzeccatissime di <strong>Hideki Taniuchi </strong>creano un’atmosfera unica, rendendo alcune scene iconograficamente impossibili da dimenticare (come quando Light si accascia morente sulle scale, inondato da una luce rossa, quasi fosse sospeso nel tempo).</p>
<p>La fortuna di Death Note deriva, oltre all’ottimale resa sullo schermo, anche da una differenza contenutistica che ha con altri manga dello stesso genere: Light Yagami, pur essendo il protagonista,<strong> non possiede i tipici tratti distintivi dell&#8217;eroe</strong>, ma anzi commette dei veri e propri crimini, con cui è difficile simpatizzare, ma che lo rendono al tempo stesso più umano e credibile.</p>
<p>Sebbene si possa riscontrare una certa dose di cattiveria gratuita ne suoi comportamenti ( si pensi a tutti coloro che muoiono solo perché hanno in qualche modo &#8216;contrastato&#8217; i suoi piani), tutto procede verso la &#8216;giusta&#8217; direzione, dato il grande senso di giustizia in cui crede fortemente Kira &#8211; questo lo pseudonimo del ragazzo -, convinto di poter così creare un nuovo mondo privo di malvagità, diventandone il dio assoluto.</p>
<p>Lascia a bocca aperta perfino lo stesso <em>Shinigami </em>dio della morte al loro primo incontro, eliminando un’infinità di uomini e donne ritenuti malvagi, mostrando una natura assolutamente priva di alcun tipo di pentimento e scrupolo nella sua ferma convinzione di essere nel giusto. Soltanto la coscienza di Kira sa chi è bene uccidere e chi no, senza sentire il bisogno di confrontarsi con altri, senza dare a chi decide di uccidere la possibilità di potersi difendere.</p>
<p>Oltre alla supposta &#8216;utilità&#8217; sociale, questa sua nuova fonte di divertimento lo sprona a <strong>contribuire moralmente per cambiare il mondo in un posto migliore</strong>; anche se, sempre più bramoso e niente affatto incline a trovare compromessi, Light / Kira cercherà in ogni modo di aspirare a diventare superiore a tutti gli uomini anche con la forza (del potentissimo Death Note). Quindi è proprio il protagonista che, ormai privo di qualsiasi valore morale, per raggiungere il suo ambizioso obiettivo finale, finirà per diventare tutto ciò che ha cercato di debellare dall’umanità fino a quel momento.</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/death-note-manga-bn.jpg" rel="lightbox" title="Dossier: Death Note saga, un monito sul fascino oscuro dell'onnipotenza"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-113845" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/death-note-manga-bn-300x241.jpg" alt="death note manga bn" width="349" height="280" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/death-note-manga-bn-300x241.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/death-note-manga-bn.jpg 670w" sizes="(max-width: 349px) 100vw, 349px" /></a>Se la morale soggettiva del singolo regna sovrana sulla secolare giustizia, dettandone di conseguenza le regole, Light / Kira si impossessa di questo concetto, credendosi l’unico in grado di poterla piegare al suo volere e alla sua visione per uno scopo superiore: creare, appunto, un nuovo mondo &#8216;perfetto&#8217;.</p>
<p>Ma sarà proprio questa sua ferma convinzione a fargli commettere il peccato più grave: <strong>la superbia</strong>. Infatti, sebbene lui si senta in dovere di poter uccidere impunemente e sopra la legge, è anche convinto di non meritare affatto lui stesso la morte per queste azioni.</p>
<p>Si noti, a tal proposito, che quando Ryuk gli rivela la possibilità di poter amplificare il suo oscuro potere prendendo a prestito &#8216;<strong>gli occhi dello <em>Shinigami</em></strong>&#8216; (che permettono di vedere il nome e quanto tempo resta da vivere a ogni persona), rinunciando però a metà degli anni di vita rimastigli, Light / Kira si rifiuta; per creare un mondo libero dai criminali, e in quanto dio di quel mondo, non può permettersi di abbassarsi a un simile compromesso e dimezzare il suo periodo di &#8216;regno&#8217;.</p>
<p>Tra tutti, è Ryuk ad emergere da Death Note come personaggio perfetto. La sua noia, accompagnata dalla curiosità per il mondo terrestre, dipinge una creatura soprannaturale che si diverte a giocare con gli uomini e con la loro sorte, trovando in Light la risposta ad una domanda eterna: <strong>quanto è influenzabile la natura umana?</strong> Il potente legame che si viene a creare tra i due, tuttavia, non sfocia in alcuna forma di affetto; anzi, lo <em>Shinigami</em> interpreta senza remore il ruolo di divinità tentatrice che agisce solo per mero tornaconto personale (trovare un diversivo piacevole che plachi lo strazio della sua natura di essere immortale) e con estremo distacco.</p>
<p>Ciò che più di tutto colpisce, è <strong>la risposta a livello internazionale che riceve il discutibile operato di Kira</strong>: viene ben presto trasversalmente idolatrato a ogni latitudine, in alcuni casi si creano dei veri e propri siti in suo onore e fan club, che arrivano a fornirgli suggerimenti su chi eliminare.</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/death-note-anime.jpg" rel="lightbox" title="Dossier: Death Note saga, un monito sul fascino oscuro dell'onnipotenza"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-113839 alignleft" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/death-note-anime-300x169.jpg" alt="death note anime" width="350" height="197" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/death-note-anime-300x169.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/death-note-anime.jpg 448w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a>Allo stesso modo, lo spettatore di Death Note, in questa serrata e delicata lotta sul filo del Bene e del Male, in più di un&#8217;occasione si trova a tentennare di fronte alla forza dirompente delle &#8216;buone&#8217; intenzioni di Light: lo si condanna per il metodo, certo, ma <strong>è impossibile non trovarsi a provare fascinazione</strong> <strong>per un personaggio controverso</strong>, non solo capace di mettere in atto un piano così ardito e contorto, ma anche di prevedere, grazie a un&#8217;intelligenza fuori dal comune, eventuali problemi che potrebbero sorgere mentre percorre l&#8217;intricata strada verso il successo.</p>
<p>Tuttavia, non si può non approfondire ulteriormente il concetto di Giustizia in Death Note, così come non si può non tenere altamente in considerazione il punto di vista dell’altro grande personaggio della storia: Elle. Se da un lato infatti, Kira incarna l’idea biblica dell’occhio per occhio, dall’altro Elle è disposto a tutto per far prevalere la sua visione del concetto, più moderata e più &#8216;giusta&#8217; apparentemente (o quella con cui noi, più facilmente, ci identificheremmo), ovvero che semplicemente non spetta al singolo decidere come punire i criminali.</p>
<p>Esistono degli Stati, delle leggi, dei processi, ed è proprio questo tipo di giustizia che ritroviamo in Elle, per cui, appunto, Kira non è altro che uno spietato assassino. Motivo per il quale, tra le altre cose, decide anche di stabilire il quartier generale presso la sede della polizia giapponese con la quale collabora apertamente.</p>
<p>I poliziotti, nello specifico una task force di fedelissimi ad Elle, sono coinvolti fin da subito nelle indagini, partecipando attivamente ai piani ideati dall&#8217;emaciato ragazzo per catturare Kira. Di grande importanza per lo svolgimento della storia diviene ben presto il padre di Light, niente di meno che il capo della polizia. Pedina fondamentale per seguire gli spostamenti del figlio quando questo diviene un sospettato ma, allo stesso tempo, anche strumento nelle mani di Light per avvicinarsi sempre di più alle indagini degli &#8216;avversari&#8217;. I poliziotti riconoscono la bestialità e la malvagità di Kira, ma individuano anche che il suo obiettivo è &#8211; di fatto &#8211; quello a cui mirano anche loro, eliminare i cattivi; mostrandoci, così, <strong>due versioni totalmente antitetiche ma parallele di come applicare la giustizia</strong>.</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/death-note-anime-L.jpg" rel="lightbox" title="Dossier: Death Note saga, un monito sul fascino oscuro dell'onnipotenza"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-113838" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/death-note-anime-L-300x167.jpg" alt="death note anime L" width="350" height="195" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/death-note-anime-L-300x167.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/death-note-anime-L.jpg 500w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a>Elle è un ragazzino sciatto, niente affatto socievole, con una personalità dai tratti ossessivi. La prima impressione che si ha del grande detective, cozza con la fama che lo precede: due occhiaie marcate, vestito in modo trasandato e amante dei dolci, che ama mangiare seduto in modo del tutto scomposto.</p>
<p>Come si suol dire, però, l&#8217;abito non fa il monaco, e presto si rivela il personaggio più brillante di Death Note: con un abile stratagemma riesce subito a identificare la provincia di appartenenza di Kira, di cui diventa il più acerrimo nemico, iniziando la partita a scacchi a distanza.</p>
<p>L’anime, ormai dopo ben quindici anni, risulta sempre attuale: <strong>non è invecchiato di un giorno</strong>. La sensazione di poter &#8216;modificare&#8217; un mondo che sta andando alla deriva e la poca fiducia nelle istituzioni e nelle forze dell&#8217;ordine, fanno emergere ancora oggi quell’insicurezza e paura che ritroviamo nella storia creata da Tsugumi Ōba, resa più credibile grazie alla presenza di alcuni personaggi chiave esponenti di determinate categorie sociali del Giappone, come <strong>Misa Amane</strong>.</p>
<p>Idol di professione e amante dello stile lolita ghotic, entra in gioco come &#8216;secondo Kira&#8217;, follemente innamorata di Light e disposta a tutto (proprio tutto) per assecondare i suoi voleri (tanto che verrà facilmente manovrata dal ragazzo per i suoi scopi), non è un &#8216;tipo&#8217; lontano da chi ha semplicemente bisogno di sentirsi apprezzato e trovare il suo posto nel mondo.</p>
<p>Un personaggio che<strong> rende più facile al pubblico &#8211; almeno a una parte &#8211; avvicinarsi alla problematica vicenda raccontata</strong>. Misa &#8211; giovane, bella e pura ma, allo stesso tempo, molto ingenua e molto infantile &#8211; funge un po&#8217; da contrappeso ai due personaggi principali, Light Yagami ed L: entrambi possiedono un&#8217;intelligenza oltre misura, quasi non umana, che la ragazza sembra bilanciare con i suoi modi del tutto avventati e una spiccata frivolezza.</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/death-note-occhi-shinigami.jpg" rel="lightbox" title="Dossier: Death Note saga, un monito sul fascino oscuro dell'onnipotenza"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-113842 alignleft" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/death-note-occhi-shinigami-300x169.jpg" alt="death note occhi shinigami" width="350" height="197" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/death-note-occhi-shinigami-300x169.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/death-note-occhi-shinigami-1152x648.jpg 1152w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/death-note-occhi-shinigami-768x432.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/death-note-occhi-shinigami-1536x864.jpg 1536w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/death-note-occhi-shinigami.jpg 1920w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a>I 37 episodi dell&#8217;anime di Death Note non perdono mai un colpo e non si avverte il minimo calo narrativo. La storia &#8211; tesissima &#8211; risente solamente, come nel manga, della morte a un certo punto di uno dei personaggi principali.</p>
<p>Qui subentra uno svolgimento narrativo che ricalca più o meno quello della prima parte, ma inevitabilmente non altrettanto coinvolgente, nonostante la ripresa sul finale che lascia alla storia una degna conclusione. A entrare in gioco sono ben due nuovi personaggi, designati come i successori di Elle: <strong>Mello e Near</strong>.</p>
<p>Mentre il primo è disposto a compiere qualsiasi cosa per ottenere ciò che vuole, non facendosi alcun tipo di scrupolo, l’altro, di aspetto molto più simile a Elle, risentendo maggiormente della scomparsa del grande detective, ed è colui che si impadronisce dei suoi modi di fare, aggiungendo un pizzico di crudeltà non propriamente riscontrabile nel carattere del predecessore (ma necessaria per &#8216;movimentare un po&#8217; le cose). I due, sebbene così diversi e in contrasto tra di loro, insieme rimandano in pieno alla figura di Elle e, come lui, hanno lo stesso identico scopo: scoprire l’identità di Kira e prendere il quaderno della morte.</p>
<p>Proprio qui, tuttavia, si avverte quel calo narrativo di cui parlavo precedentemente: <strong>nella seconda parte di Deat Note tutto appare enormemente forzato</strong>. Near e Mello sembrano quasi delle brutte copie e la definizione del loro carattere in base alle loro esperienze passate non presenta quel livello di coinvolgimento che invece si avvertiva con il background di Elle. È probabile che Tsugumi Ōba abbia deciso, o sia stato costretto, a cavalcare l’onda del successo internazionale e allungare di conseguenza il brodo senza troppa convinzione.</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/death-note-mello.jpg" rel="lightbox" title="Dossier: Death Note saga, un monito sul fascino oscuro dell'onnipotenza"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-113843 alignright" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/death-note-mello-300x169.jpg" alt="death note mello" width="350" height="197" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/death-note-mello-300x169.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/death-note-mello.jpg 512w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a>L’originalità di Death Note nei contenuti contrastanti, nello stile, l&#8217;ottima resa della versione animata, temi affrontati (morte, giustizia, libero arbitrio, tracotanza), senza tralasciare la grande caratterizzazione psicologica di personaggi come Light ed Elle, <strong>hanno saputo intercettare perfettamente i gusti di una nuova generazione di lettori</strong>, forse stanchi dei soliti temi trattati dagli <em>shōnen</em> dell&#8217;epoca e desiderosi di qualcosa di diverso.</p>
<p>Potremmo stare delle ore ad elencare i motivi per cui questo manga si sia ritagliato un posto di riguardo nella storia dell&#8217;editoria giapponese, rendendoci conto che isolarne uno preciso è impossibile. Forse, banalmente, è che il fulcro centrale della storia non è altro che la noia, un sentimento così comune oggi tra i giovani: la noia ha spinto Ryuk a far cadere sulla terra il suo quaderno, la noia ha fatto credere a Light di poter diventare il &#8216;detentore&#8217; assoluto della giustizia, quando ciò che stava facendo, in realtà, era solo trovare un <em>diversivo </em>alla routine.</p>
<p>E proprio alla noia, parlando ad un Light ormai morente, fa riferimento lo Shinigami nell’ultima frase della serie: “<strong>Ne abbiamo passato di tempo insieme, a scacciare la reciproca noia. È stato proprio uno spasso</strong>”.</p>
<p>Dopo la fine del manga e della messa in onda dell’anime, il franchise di Death Note &#8211; già espansosi in merchandising di ogni tipo (giochi, videogiochi ecc.) &#8211; viene però ulteriormente allargato, per cavalcarne il successo inarrestabile: il 31 agosto 2007 viene trasmesso <strong>uno speciale televisivo</strong> della durata di circa due ore intitolato <em><strong>Death Note Rewrite: Genshi suru kami</strong> </em>(DEATH NOTEリライト·幻視する神 &#8220;Death Note, riscrittura &#8211; Il dio con le allucinazioni&#8221;), una specie di riassunto dei primi 26 episodi che vengono raccontati da Ryuk, invecchiato rispetto a quello che viene mostrato nella serie, a un altro misterioso <em>Shinigami</em> il quale, interessato alle vicende di Light e dello stesso Ryuk, vorrebbe andare sul mondo degli umani.</p>
<p>Inoltre, è stato adattato per il grande schermo in forma di <strong>tre film in live action</strong>, prodotti dalla Nippon Television e distribuiti nelle sale giapponesi dalla Warner Bros: il primo, intitolato <strong><em>Death Note</em></strong> e diviso in due parti, è stato trasmesso nel 2006, rispettivamente il 17 giugno e il 3 novembre; l&#8217;altro, dal titolo <strong><em>L Change the World</em></strong>, nel 2008.</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/death-note-dorama.jpg" rel="lightbox" title="Dossier: Death Note saga, un monito sul fascino oscuro dell'onnipotenza"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-113844 alignleft" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/death-note-dorama-300x150.jpg" alt="death note dorama" width="350" height="175" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/death-note-dorama-300x150.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/death-note-dorama-1152x576.jpg 1152w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/death-note-dorama-768x384.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/death-note-dorama.jpg 1300w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a>Nell&#8217;aprile 2015 è stato invece annunciato che Death Note sarebbe stato adattato in <strong>un <em>dorama</em></strong> (termine che identifica un tipo di serie televisiva giapponese) che avrebbe debuttato nel luglio dello stesso anno. Lo show è stato poi regolarmente trasmesso dal 5 luglio al 13 settembre 2015 sulla rete giapponese e importato in Italia da Dynit sulla piattaforma VVVVID.</p>
<p>Nel settembre 2016 viene trasmessa una <strong>webserie</strong> dal vivo dal titolo <strong><em>Death Note – New Generation</em></strong>, in 4 episodi, con l&#8217;obiettivo di colmare l’arco narrativo tra le vicende dei due film e l’imminente in uscita, nell’ottobre del 2006 di <strong><em>Death Note – Illumina il nuovo mondo</em></strong> ( il film presenta un nuovo cast di giovani detective alle prese con un caso di terrorismo informatico e sei Death Note inviati nel mondo dei vivi).</p>
<p>Poi, nel 2017, <strong>Netflix</strong> acquista a sorpresa i diritti e distribuisce un suo film live action, intitolato <strong>Death Note &#8211; Il quaderno della morte</strong>, a partire dal 25 agosto dello stesso anno (<a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-death-note-di-adam-wingard/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la recensione</a>). Il primo adattamento hollywoodiano riceve critiche per lo più negative, principalmente dovute allo stravolgimento della trama originale e de personaggi, con Light ed Elle completamente privi di quel fascino che li ha resi popolari. L’unico a salvarsi, più o meno, è Ryuk; lo <em>Shinigami</em> &#8211; realizzato in discreta CGI &#8211; mantiene quel senso di estraneità e, allo stesso tempo, di fascinazione verso gli umani che ritroviamo anche nel manga. Tuttavia, il risultato è una storia priva di colpi di scena, fin troppo lineare e assolutamente estranea a quel senso di “sospensione” tipici del materiale originario dovuto al non sapere assolutamente come andranno a finire le cose.</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/08/ada-wingard-death-note-set.jpg" rel="lightbox" title="Dossier: Death Note saga, un monito sul fascino oscuro dell'onnipotenza"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-49747 alignright" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/08/ada-wingard-death-note-set-300x156.jpg" alt="adam wingard death note set" width="350" height="182" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/08/ada-wingard-death-note-set-300x156.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2017/08/ada-wingard-death-note-set.jpg 656w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a>Basta così? No, perché Death Note, a quanto pare, ha ancora molto altro da dire. Uno spin-off in forma di <strong><em>light novel</em></strong> (tipo di romanzo giapponese illustrato) della serie, intitolato <strong><em>Another Note: Il serial killer di Los Angeles</em></strong>, viene pubblicato l&#8217;1 agosto 2006 (in Italia nel 2009). Narrato secondo il punto di vista di Mello, racconta di un precedente caso di investigazione, che vede l&#8217;agente dell&#8217;FBI Naomi Misora lavorare al fianco di Elle nella cattura del criminale Beyond Birthday.</p>
<p>Infine, nel febbraio 2020, è arrivato <strong>un volume one-shot</strong> autoconclusivo di 87 pagine di Death Note. La storia si svolge dopo gli eventi del manga originale e vede il ritorno di Ryuk sulla Terra per affidare il quaderno al giovane e brillante Minoru Tanaka, essendo lo <em>Shinigami</em> in astinenza da mele. Nonostante si ritrovino alcuni dei personaggi della storia principale, e il racconto proceda senza far trapelare alcun elemento essenziale se non proprio alla fine.</p>
<p>Personalmente, ritengo che non vada né ad aggiungere nulla né tanto meno a colmare il vuoto lasciato dalla fine del manga vero e proprio. Minoru si delinea come un ragazzo brillante, tanto da suscitare di nuovo l’interesse di Ryuk e l’attenzione di Near, ma la storia non brilla per originalità e non cattura affatto il lettore, segno che forse Tsugumi Oba e Takeshi Obata<strong> hanno finito la loro &#8216;magia&#8217;</strong>.</p>
<p>In ogni caso, questo non intacca la grande eredità di Death Note, che resta una delle opere più entusiasmanti degli ultimi 15 anni.</p>
<p>Di seguito <strong>la sigla di apertura dell&#8217;anime </strong>di Death Note:</p>
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