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	<title>Giovanni Licari | Il Cineocchio</title>
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		<title>Hawkeye: la recensione dei 6 episodi della serie con Clint Barton (su Disney+)</title>
		<link>https://www.ilcineocchio.it/tv/hawkeye-la-recensione-dei-6-episodi-della-serie-con-clint-barton/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Licari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Dec 2021 11:52:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Azione & Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[Florence Pugh]]></category>
		<category><![CDATA[Hailee Steinfeld]]></category>
		<category><![CDATA[Jeremy Renner]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Vera Farmiga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Jeremy Renner e Hailee Steinfeld sono i protagonisti di un prodotto che viaggia tra luci e ombre, onesto nelle intenzioni ma poco attento ai personaggi secondari</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/tv/hawkeye-la-recensione-dei-6-episodi-della-serie-con-clint-barton/">Hawkeye: la recensione dei 6 episodi della serie con Clint Barton (su Disney+)</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">In prossimità del cenone della vigilia di Natale 2021,<strong> Disney+</strong> ha portato un piccolo dono sotto l’albero dei suoi abbonati <em>So This Is Christmas?</em>, il sesto e conclusivo episodio della prima stagione della serie TV dedicata ad <strong>Hawkeye</strong>. I film Marvel, almeno fino ad ora, avevano sostanzialmente relegato il buon Clint Barton (<strong>Jeremy Renner</strong>) al ruolo di semplice comprimario, se non addirittura a personaggio secondario, delle straordinarie avventure che la formazione delle meraviglie dei Vendicatori &#8211; di cui lui è uno dei membri fondatori &#8211; ha vissuto nel tentativo reiterato di salvare il nostro pianeta, evitando di dedicare al personaggio un adattamento <em>standalone</em> che ne raccontasse la genesi e le gesta.</p>
<p style="font-weight: 400;">A ben nove anni dall&#8217;uscita nei cinema del primo <em>Avengers</em> (2012), mamma Disney ha però sfornato, si può dire finalmente, un prodotto seriale incentrato esclusivamente sull’infallibile arciere, affiancandogli per l’occasione <strong>una inedita, e molto esuberante, giovane partner</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2021/09/hawkeye-serie-disney-poster-2021.jpg" rel="lightbox" title="Hawkeye: la recensione dei 6 episodi della serie con Clint Barton (su Disney+)"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright wp-image-280122" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2021/09/hawkeye-serie-disney-poster-2021-300x375.jpg" alt="hawkeye serie disney poster 2021" width="280" height="350" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2021/09/hawkeye-serie-disney-poster-2021-300x375.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2021/09/hawkeye-serie-disney-poster-2021-768x961.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2021/09/hawkeye-serie-disney-poster-2021.jpg 799w" sizes="(max-width: 280px) 100vw, 280px" /></a>Si tratta di <strong>un&#8217;operazione che fin dall&#8217;annuncio si portava dietro tante perplessità</strong>, accresciute ancor di più dai risultati altalenanti dei prodotti seriali targati Disney+ che l&#8217;hanno preceduta. Se la recente <strong><em>Loki </em></strong>con Tom Hiddlestone è infatti riuscita a convincere maggiormente nonostante una scrittura claudicante che si risolveva con un fastidioso e poco ispirato <em>spiegone</em> finale, lo stesso grado di soddisfazione &#8211; nonostante i voti altissimi acchiappati su Rotten Tomatoes &#8211; non era personalmente stato espresso da <strong><em>WandaVision</em> </strong>(con Paul Bettany ed Elizabeth Olsen) e, soprattutto, da <strong><em>The Falcon and the Winter Soldier</em></strong>(con Anthony Mackie e Sebastian Stan).</p>
<p style="font-weight: 400;">Uno dei grossi problemi riscontrati nelle suddette miniserie era il loro essere accumunate da conclusioni per lo più frettolose ed eccessivamente semplicative delle risoluzioni degli intrecci. Difetti che, a mio modo di vedere, purtroppo avevano rovinato indelebilmente quello che stavo considerando un gran bel prodotto televisivo, ovvero <em>WandaVision</em>, capace di incollarmi allo schermo per cinque episodi salvo scemare in un prevedibile e anticlimatico finale.</p>
<p style="font-weight: 400;">Fatta tale premessa, mi sono approcciato ad Hawkeye sperando che, al quarto tentativo, gli sceneggiatori avessero saputo ribaltare questa tendenza.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un anno dopo gli avvenimenti di <em>Avengers – Endgame</em> (<a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/avengers-endgame-la-recensione-del-film-culmine-di-11-anni-di-mcu/">la recensione</a>), Clinton Francis &#8220;Clint&#8221; Barton si appresta a trascorrere le vacanze di Natale con la sua famiglia, un sogno quasi insperato considerando quanto successo dopo lo &#8216;schiocco&#8217; di Thanos. Tuttavia, i suoi piano vengono stravolti dall&#8217;incontro con Kate Bishop (<strong>Hailee Steinfeld</strong>), ragazzina fan sfegatata dello stesso Avenger sin dal primo storico attacco nel centro di New York City ad opera dei Chitauri, a partire dal quale lei ha cominciato a dedicare la sua vita al tiro con l’arco e alle arti marziali per cercare di diventare come l&#8217;eroe dalla mira infallibile.</p>
<p style="font-weight: 400;">I due si troveranno presto così a scontrarsi con un passato che mette Occhio di Falco a tu per tu coi suoi errori pregressi, e con una macchiettistica banda di mafiosi inguantati in aderenti tutine &#8230;</p>
<p style="font-weight: 400;">Il più grande pregio di Hawkeye è <strong>il tono assolutamente leggero e scanzonato</strong> con cui si è da subito proposta al pubblico. Una <strong><em>buddy series </em></strong>divertente e <strong>dichiaratamente rivolta alle famiglie </strong>che, a differenza di quello che avveniva in <em>The Falcon and the Winter Soldier</em>, porta in scena un duo affiatato e con una buona chimica alle prese con una narrazione<strong> in pieno stile spy story fumettoso</strong> che, sullo sfondo di un&#8217;innevata e natalizia Grande Mela, riesce a intrattenere senza avere le ambiziose pretese di dar vita ad un thriller fantapolitico (che, per inciso, strideva parecchio col contesto in cui erano calati personaggi molto poco interessanti).</p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2021/12/Hailee-Steinfeld-in-Hawkeye-2021.jpg" rel="lightbox" title="Hawkeye: la recensione dei 6 episodi della serie con Clint Barton (su Disney+)"><img decoding="async" class=" wp-image-282395 alignleft" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2021/12/Hailee-Steinfeld-in-Hawkeye-2021-300x195.jpg" alt="Hailee Steinfeld in Hawkeye (2021)" width="349" height="227" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2021/12/Hailee-Steinfeld-in-Hawkeye-2021-300x195.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2021/12/Hailee-Steinfeld-in-Hawkeye-2021-768x499.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2021/12/Hailee-Steinfeld-in-Hawkeye-2021.jpg 1024w" sizes="(max-width: 349px) 100vw, 349px" /></a>Le interazioni tra Jeremy Renner ed Hailee Steinfeld sono ben gestite dalla sceneggiatura, i dialoghi sono credibili e aiutano a caratterizzare una relazione tra maestro e apprendista che, in maniera del tutto naturale, cresce fino a diventare un vero e proprio rapporto di collaborazione tra &#8216;pari&#8217;.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il 50enne si conferma attore capace e carismatico, <strong>in grado di donare spessore</strong> a un personaggio sicuramente meno interessante rispetto ai suoi &#8216;colleghi&#8217; più illustri e dotati di grandi poteri. Il volto consumato e l’infiacchimento sono caratteristiche evidenti di un attore che ha, chiaramente, perso lo smalto fisico rispetto alla sua prima apparizione 9 anni prima.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La serie, tuttavia, ha il pregio di giocare su questo naturale processo rendendo l&#8217;invecchiamento parte integrante</strong><strong> del personaggio</strong> stesso donando credibilità alla maturazione umana di un uomo visibilmente stanco degli anni spesi tra combattimenti, missioni segrete e imprese eroiche.</p>
<p style="font-weight: 400;">La 25enne, invece, dopo il convincente <em>17 anni (e come uscirne vivi)</em> e la buona prova in <em>Bumblebee</em> si dimostra qui in parte, <strong>divertente &#8211; e divertita &#8211; e mai troppo sopra le righe</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Dal punto di vista puramente tecnico, diversi episodi di Hawkeye <strong>mi hanno sorpreso per i movimenti della mdp e per scelte registiche </strong>(si veda ad esempio il piano sequenza mozzafiato presente nella 1&#215;03, <em>Echoes</em>), impreziositi da una fotografia che fa il suo sporco lavoro televisivo senza infamia e senza lode, permettendo di seguire agevolmente le coreografie degli scontri, che risultano così sempre chiari e piacevoli da seguire, una caratteristica che dovrebbe essere comune a tutti i prodotti di questo tipo ma che, purtroppo, non è così scontata.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’altro grande merito di Hawkeye è quello di <strong>slegare un supereroe dal macrocontesto &#8216;universale&#8217; a cui siamo ormai giunti</strong>, soprattutto dopo l’apertura ufficiale della &#8216;Fase 4&#8217; della Marvel, restituendo l’eroe a un contesto più urbano. Una cosa che il già citato <em>Falcon And The Winter Soldier</em>, ahimè, aveva provato a fare senza però riuscirci. Clint Barton è umano, e pertanto fallibile, e la serie, almeno nei primi episodi, non manca di farcelo notare spesso. Non ci sono armature ipertecnologiche o gemme dell&#8217;Infinito dai mirabolanti poteri, semplicemente &#8220;due pezzi di legno con una corda in mezzo&#8221;, come afferma lo stesso protagonista.</p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2021/12/Florence-Pugh-in-Hawkeye-2021.jpg" rel="lightbox" title="Hawkeye: la recensione dei 6 episodi della serie con Clint Barton (su Disney+)"><img decoding="async" class="alignright wp-image-282394" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2021/12/Florence-Pugh-in-Hawkeye-2021-300x181.jpg" alt="Florence Pugh in Hawkeye (2021)" width="351" height="212" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2021/12/Florence-Pugh-in-Hawkeye-2021-300x181.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2021/12/Florence-Pugh-in-Hawkeye-2021-768x463.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2021/12/Florence-Pugh-in-Hawkeye-2021.jpg 1024w" sizes="(max-width: 351px) 100vw, 351px" /></a>Lo stesso, tuttavia, non si può dire per l’altra protagonista di Hawkeye, Kate Bishop, che inevitabilmente (per ragioni tecniche e pratiche &#8230;) <strong>è vittima di una caratterizzazione alla &#8216;Mary Sue&#8217;</strong>, ovvero, cercando di parafrasare il suo significato letterario, quella tipica di un personaggio che risulta ingiustificatamente molto abile ed eccessivamente positivo in tutto quello che fa.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le azioni che compie la ragazza sono infatti degne di una vera e propria eroina fatta e finita, compie salti acrobatici, ha una mira incredibile, mette sul piatto capacità di combattimento straordinarie con le quali riesce a sgominare un’intera banda di criminali a mani nude e a tenere testa a una vedova nera (l&#8217;esperta Yelena Belova di <strong>Florence Pugh</strong>), nonostante i suoi trascorsi personali e la sua effettiva preparazione non siano minimamente sufficienti a giustificare tali prodezze, e <strong>nonostante la sospensione dell’incredulità di cui necessita un prodotto supereroistico medio</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Se il tono assolutamente leggero e scanzonato da commedia natalizia per famiglie, unito all’azione e alle situazioni del classico <em>buddy movie </em>anni &#8217;90, da una parte allora convince, dall’altra Hawkeye risente di alcuni cali nel ritmo della narrazione. Più di una volta si ha la sensazione che la storia stia, finalmente, per districarsi in uno spettacolare atto conclusivo e invece ci si ritrova a frenare bruscamente, allentando la tensione palpabile fino a poco prima (vedi l&#8217;1&#215;04, <em>Siamo Partner, no?)</em>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Senza contare, inoltre, che i personaggi secondari <strong>sono tratteggiati in modi eccessivamente macchiettistici e senza un vero e proprio spessore</strong>, utili semplicemente a fungere da &#8216;sacco&#8217; per le spettacolari performance marziali dei protagonisti.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il <em>villan</em> principale prova invece a sviluppare un suo personale arco narrativo</strong> che, però, viene bruscamente interrotto a metà strada, spedendolo presto così nel dimenticatoio e relegandolo nella pila di cattivi scialbi e di ben poco conto a cui la Disney da tempo ci ha sfortunatamente abituato, fatta qualche eccezione. Pensiamo a una delle rarissime eccezioni, il carismatico e inquietante <strong>Kingpin</strong> di Vincent D’Onofrio, le cui grandi doti attoriali, unite a una scrittura efficace e una regia capace, aveva reso la serie di <em><strong>Daredevil</strong></em>di Netflix un successo.<strong> </strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2021/12/hawkeye-avengers-musical-serie.jpg" rel="lightbox" title="Hawkeye: la recensione dei 6 episodi della serie con Clint Barton (su Disney+)"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-282396 alignleft" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2021/12/hawkeye-avengers-musical-serie-300x200.jpg" alt="hawkeye avengers musical serie" width="350" height="233" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2021/12/hawkeye-avengers-musical-serie-300x200.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2021/12/hawkeye-avengers-musical-serie-768x512.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2021/12/hawkeye-avengers-musical-serie.jpg 1024w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a>Nota amara anche per <strong>Vera Farmiga</strong><em> </em>(<em>Eleanor Bishop</em>) e <strong>Tony Dalton</strong> (<em>Jack Duquesne</em>), attori solitamente apprezzabili che in Hawkeye vengono loro malgrado ingabbiati in una scrittura abbozzata e senza troppi spunti che li valorizzi, ulteriormente azzoppati dai rispettivi <em>twist </em>narrativi che non riescono a sorprendere lo spettatore e danno più l’idea di colpi sparati a salve.</p>
<p style="font-weight: 400;">In definitiva quindi, Hawkeye è <strong>una miniserie che vive di luci e di ombre</strong> e che va presa un po&#8217; per quella che è, che, pur risentendo dei cali di ritmo, di una eccessiva vena comica (che sembra tuttavia diventata il marchio di fabbrica dei prodotti del MCU, inutile lamentarsi troppo) e di una scrittura molto altalenante, <strong>ha almeno il pregio di essere sincera nei suoi intenti di puro prodotto di intrattenimento e di regalarci una storia abbastanza fresca e divertente</strong>, capace di riportare il supereroe nel contesto cittadino e interessata ai problemi del singolo e non più dell&#8217;umanità tutta, restituendo una dimensione più umana ai suoi protagonisti.</p>
<p style="font-weight: 400;">Una scelta che non può che accrescere il rapporto empatico del pubblico verso i suoi beniamini, senza dimenticarci che non dà mai l’idea di un banale micro-pezzo di puzzle incastrato in un mosaico ben più grande.</p>
<p>Di seguito, sulle note di <em>It&#8217;s The Most Wonderful Time Of The Year</em> di Andy Williams &#8211; trovate<strong> il trailer italiano </strong>di Hawkeye, nel catalogo di Disney+ <strong>dal 24 novembre</strong>:</p>
<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/z3MTcP2mJGc" width="1014" height="570" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>Don&#8217;t Look Up: la recensione del film comedy-catastrofico di Adam McKay</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Licari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Dec 2021 08:19:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sci-Fi & Fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[Adam McKay]]></category>
		<category><![CDATA[Jennifer Lawrence]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo DiCaprio]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Jennifer Lawrence e Leonardo DiCaprio sono i protagonisti di un'opera per larghi tratti sagace e pungente, che si aggrappa anche al mestiere del regista per portare a casa il risultato</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/recensione-dont-look-up-adam-mckay-satira-societa-social-media/">Don&#8217;t Look Up: la recensione del film comedy-catastrofico di Adam McKay</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Cosa succederebbe se la notizia dell’imminente fine del mondo irrompesse prepotentemente nello scenario odierno, in cui i social media e gli pseudo mezzi di informazione filtrati attraverso le preferenze e le condivisioni monopolizzano il pensiero collettivo?</p>
<p style="font-weight: 400;">Abbiamo imparato a conoscere <strong>Adam McKay</strong> per le sue commedie acute e satiriche dirette con maestria e dal montaggio serrato e coinvolgente. Il talentuoso regista, <em>reo</em> di aver abbandonato il genere prettamente più umoristico, rappresentato da commedie grottesche e geniali nel loro essere votate all’eccesso, come <em>Anchorman &#8211; La leggenda di Ron Burgundy </em>(2004) o<em> Ricky Bobby &#8211; la storia di un uomo che sapeva contare fino a uno </em>(2006), sembrava aver intrapreso la strada di una narrazione più sferzante e tagliante, contornata da una forte critica al panorama socio-economico.</p>
<p style="font-weight: 400;">Purtroppo, con <strong>Don&#8217;t Look Up</strong> &#8211; passato sottotraccia nei cinema prima della messa a catalogo su <strong>Netflix</strong> &#8211; assistiamo a<strong> un sostanziale passo indietro</strong> rispetto agli alti standard settati da pellicole del calibro di <em>Vice – L&#8217;uomo nell&#8217;ombra</em> (2018) e, soprattutto, <em>La Grande Scommessa </em>(2015).</p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2021/12/dont-look-up-film-poster-2021.jpg" rel="lightbox" title="Don't Look Up: la recensione del film comedy-catastrofico di Adam McKay"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-282189" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2021/12/dont-look-up-film-poster-2021-300x388.jpg" alt="dont' look up film poster 2021" width="271" height="350" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2021/12/dont-look-up-film-poster-2021-300x388.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2021/12/dont-look-up-film-poster-2021.jpg 618w" sizes="(max-width: 271px) 100vw, 271px" /></a>Le attese erano alte, innalzate ancora di più dalle aspettative di un tema, che risulta <strong>sempre attualissimo</strong>, trattato da un maestro della narrazione come si era dimostrato essere e, ancora di più, accompagnato da un cast stellare.</p>
<p style="font-weight: 400;">La dottoranda Kate Dibiasky (<strong>Jennifer Lawrence</strong>) scopre per caso una meteora non ancora identificata. Ben presto l’euforia della studentessa, e del suo relatore Dott. Randall Mindy (<strong>Leonardo DiCaprio</strong>), viene però rimpiazzata dal terrore di aver appreso che il corpo celeste in meno di un anno andrà inevitabilmente ad impattare contro la Terra. I due astronomi devono allora avvertire subito il genere umano dell’imminente catastrofe, trovandosi loro malgrado a scontrarsi con i nuovi mezzi di comunicazione e le potenti industrie che cercano di ricavarci sopra.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nei panni dei due protagonisti ci sono i premi Oscar Leonardo DiCaprio e Jennifer Lawrence, che per l’occasione hanno percepito cachet da capogiro, di rispettivamente, 30 milioni e 25 milioni di dollari (il film è costato 75 in tutto &#8230;), assicurandosi una posto d&#8217;onore nella classifica degli attori più pagati a Hollywood appena sotto allo 007 <strong>Daniel Craig</strong>, che nel 2021 ha scalzato dalla vetta <strong>Dwayne Johnson</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’attrice 31enne tratteggia una performance molto convincente nei panni di un personaggio nevrotico e sfaccettato che ben presto diventa fonte di meme e di prese in giro, senza però mai eccedere nell’<em>overacting</em> o nel caricaturale. DiCaprio, invece, fa <strong>un lavoro eccelso non solo sulle espressioni e sulla mimica facciale</strong> ma, soprattutto, sul tono di voce e l&#8217;impronta timbrica (da vedere naturalmente in originale), un&#8217;interpretazione che risulta impreziosita dalla vicinanza di Mindy agli ideali &#8216;Green&#8217; per i quali la superstar di Hollywood sono anni che si batte strenuamente.</p>
<p style="font-weight: 400;">Non bastasse, acconto a loro troviamo un&#8217;icona di Hollywood,<strong> Meryl Streep</strong>. Purtroppo, seppur lei sia &#8211; come sempre &#8211; brillante, il suo personaggio <strong>risulta fin troppo caricato</strong>, come una battuta che si reitera all’infinito nella speranza di farle acquisire una verve esilarante che non ha. Ottima prova anche quella offerta da <strong>Jonah Hill</strong>, che si ritrova perfettamente a suo agio in un ruolo affine a quelli per cui abbiamo imparato a conoscere, e apprezzarlo, seppur connotato da una nota odiosa che si fa solo più penosa mentre Don&#8217;t Look Up avanza.</p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2021/12/Leonardo-DiCaprio-Meryl-Streep-Rob-Morgan-e-Jennifer-Lawrence-in-Dont-Look-Up-2021.jpg" rel="lightbox" title="Don't Look Up: la recensione del film comedy-catastrofico di Adam McKay"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-282227 alignleft" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2021/12/Leonardo-DiCaprio-Meryl-Streep-Rob-Morgan-e-Jennifer-Lawrence-in-Dont-Look-Up-2021-300x201.jpg" alt="Leonardo DiCaprio, Meryl Streep, Rob Morgan e Jennifer Lawrence in Don't Look Up (2021)" width="351" height="235" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2021/12/Leonardo-DiCaprio-Meryl-Streep-Rob-Morgan-e-Jennifer-Lawrence-in-Dont-Look-Up-2021-300x201.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2021/12/Leonardo-DiCaprio-Meryl-Streep-Rob-Morgan-e-Jennifer-Lawrence-in-Dont-Look-Up-2021-768x515.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2021/12/Leonardo-DiCaprio-Meryl-Streep-Rob-Morgan-e-Jennifer-Lawrence-in-Dont-Look-Up-2021.jpg 1024w" sizes="(max-width: 351px) 100vw, 351px" /></a>Nonostante le due nomination agli Oscar per <em>L’arte di Vincere</em> e <em>The Wolf of Wall Street</em>, il 38enne risulta ancora poco noto per le sue capacità attoriali, imbrigliato nel &#8216;pensiero collettivo&#8217; di un attore esclusivamente prestato a caratterizzazioni esagerate e titoli prettamente comici nonostante prodotti come la miniserie <a href="https://www.ilcineocchio.it/tv/teaser-trailer-data-desordio-e-trama-per-maniac-serie-dark-comedy-con-emma-stone-e-jonah-hill-per-netflix/" target="_blank" rel="noopener"><em>Maniac</em></a> abbiano abbondantemente dimostrato la sua poliedricità.</p>
<p style="font-weight: 400;">Don&#8217;t Look Up <strong>sa così di occasione sprecata</strong>, non perché in effetti sia &#8216;brutto&#8217;, anzi, piuttosto perché guardando oltre al risultato effettivo, i rimpianti sono tanti. Il <strong>sarcasmo pungente</strong> tipico di Adam McKay resiste fino alla metà del secondo atto, quando<strong> le battute cominciano a perdere la carica mordace</strong>, proponendo le stesse dinamiche ancora e ancora per il resto del minutaggio e agevolando in questo modo la sensazione di non necessaria reiterazione.<strong> </strong></p>
<p style="font-weight: 400;">A questo punto, Don&#8217;t Look Up comincia infatti a girare su sé stesso, fino a quando non ci si chiede dove la storia voglia davvero andare a parare. Il tono, come apertamente dichiarato, è quello di una commedia che, però, <strong>utilizza la cornice del tipico <em>disaster movie</em></strong> che ha monopolizzato le sale cinematografiche di fine anni &#8217;90 / inizio Duemila, per connotarsi di <strong>afflati sagacemente critici</strong> e di dramma. Riuscendoci sì, ma solo in parte, in una porzione finale che risulta effettivamente coerente.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>L&#8217;attacco ad una società</strong> che chiude gli occhi davanti a un&#8217;imminente catastrofe globale è efficace, una perfetta metafora dell’immobilismo di fronte al cambiamento climatico e allo sfruttamento delle risorse umane. Ne segue un parallelismo con una generazione di uomini e di donne perfettamente consapevoli del destino verso il quale si stanno dirigendo velocemente, <strong>l’incuria per una Terra che sta sprecando le sue risorse</strong>; la fame atavica di una classe politica capitalista che cerca di spremere fino al midollo ogni potenziale fonte di guadagno e l’informazione bigotta e sviante che si esprime attraverso il volto di figure di spicco del mondo dello spettacolo piuttosto che attraverso la voce di chi la scienza la fa e la pratica quotidianamente.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Sono tutti messaggi espliciti che arrivano chiaramente allo spettatore</strong>, volenterosi di contribuire a farci aprire gli occhi su problematiche molto più vicine alla nostra vita di tutti i giorni e sul pericolo che stiamo correndo ma che, come detto, con l&#8217;andare del film si vanno a un bel po&#8217; a diluire.</p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2021/12/film-Dont-Look-Up-2021.jpg" rel="lightbox" title="Don't Look Up: la recensione del film comedy-catastrofico di Adam McKay"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-282228" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2021/12/film-Dont-Look-Up-2021-300x166.jpg" alt="film Don't Look Up (2021)" width="351" height="194" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2021/12/film-Dont-Look-Up-2021-300x166.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2021/12/film-Dont-Look-Up-2021-768x425.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2021/12/film-Dont-Look-Up-2021.jpg 1024w" sizes="(max-width: 351px) 100vw, 351px" /></a>La sceneggiatura di Don&#8217;t Look Up, curata dallo stesso Adam McKay, nonostante un’ottima idea di partenza e un prologo interessante, risulta in fin dei conti poco ispirata. <strong>Le battute diventano troppo invadenti e trasformano quella che sarebbe pure una satira ficcante </strong>(sullo stile di <em>Il dottor Stranamore</em> e di <em>South Park</em>)<strong> in una specie di parodia, finendo per alleggerire un po&#8217; troppo le atmosfere.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">La durata del film (<strong>145 minuti</strong>) si fa sentire solamente nella parte centrale in cui, appunto, le dinamiche si cominciano a reiterare, ma verso la fine del terzo atto <strong>il registro muta bruscamente</strong>. Il regista colpisce, e lo fa duro, sferrando un prepotente pugno nello stomaco di chi guarda, soffocando così le risatine, sempre meno frequenti e inversamente proporzionali alla distanza della meteora, che avevano permeato la visione fino a quel momento. <strong>Cambio di tono forse troppo tardivo</strong>, sarebbe stato meglio evitare qualche gag di troppo e spingere prima sull’acceleratore dell&#8217;amara mestizia. Peccato.</p>
<p style="font-weight: 400;">Se dal punto di vista narrativo possiamo riscontrare allora più di qualche pecca, <strong>il comparto tecnico sa convincere ben di più</strong>. La regia di Adam McKay è precisa, quadrata, quasi documentaristica, ci si riesce a intravedere l’evoluzione del percorso che aveva intrapreso da <em>La grande scommessa</em> e, proprio come accadeva nell’opera del 2015, <strong>il montaggio di Hank Corwin </strong>(già col regista nei suoi due precedenti film),<strong> la fa da </strong><strong>padrone</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il succedersi delle scene il più delle volte è efficace è visivamente spettacolare, si gioca sapientemente con le sequenze alternate, sia sul lato visivo che col sonoro. Notevoli sono i <strong>molti guizzi registici</strong>, viene facilmente in mente il frenetico e angosciante scenario urbano contrapposto alla serafica calma di una normale spesa quotidiana. Purtroppo, il tono più beffardo di Don&#8217;t Look Up non riesce a diventare mai brillante e spietato come in <em>La grande scommessa</em>, o neanche lontanamente cattivo e cinico come nei due capitoli di <em>Anchorman</em>.</p>
<p style="font-weight: 400;">In definitiva, Don&#8217;t Look Up <strong>è un film tutto sommato promosso, sebbene con delle riserve</strong>, che porta a casa quel malinconico sei e mezzo che una professoressa dà ad uno studente che lei sa perfettamente essere in grado di ottenere molto di più.</p>
<p>Attenzione, c&#8217;è <strong>una scena post credits</strong>.</p>
<p>Se volete approfondire gli aspetti scientifici del film, vi consigliamo <strong><a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/dossier-la-scienza-del-film-dont-look-up/" target="_blank" rel="noopener">il nostro dossier</a></strong>, che spiega se un evento come quello raccontato potrebbe realmente verificarsi, e in che modo.</p>
<p>Di seguito &#8211; sulle note di <em>Don&#8217;t bring me down</em> della Electric Light Orchestra &#8211; trovate <strong>il full trailer italiano</strong> di Don&#8217;t Look Up, nel catalogo di Netflix <strong>dal 24 dicembre</strong>:</p>
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