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Titolo originale: Diabolik, uscita: 24-01-1968. Budget: $400,000. Regista: Mario Bava.

11 cose da sapere su Diabolik di Mario Bava

18/07/2018 news di Redazione Il Cineocchio

A 50 anni dall'uscita nei cinema, riscopriamo l'adattamento con John Phillip Law e Marisa Mell del noto fumetto attraverso curiosità e aneddoti sulla lavorazione

diabolik film mario bava 1968

Diretto esattamente 50 anni fa, uscì nei cinema nel 1968, e diretto da Mario Bava (La Maschera del Demonio), Diabolik è ancora oggi una delle pochissime trasposizioni live action di un fumetto mai realizzate in Italia. Ispirato all’omonima serie crime creata dalle sorelle milanesi Angela e Luciana Giussani nel 1962, il film riprendeva – con scarsa fedeltà (tanto che sorsero dissapori pesanti tra il regista e il produttore Dino De Laurentiis) e connotazioni decisamente pop e psichedeliche – le situazioni presenti in alcuni albi, in particolare Lotta disperata, L’ombra della notte e Sepolto vivo!.

Questa la sinossi ufficiale:

Per il ladro gentile e imprevedibile conosciuto come Diabolik (John Phillip Law) le cose belle e preziose non sono mai sufficienti. Soprattutto quando ci sono montagne di soldi da portar via sotto il naso di presuntuosi ufficiali governativi e gioielli senza prezzo da rubare dai salottini dei miliardari. L’inafferrabile furfante trovare sempre una miriade di modi per essere all’altezza della sua fama in questo movimentato e scherzoso film ispirato al celebre fumetto europeo Diabolik. Si arrampica sui muri, sabota le conferenze stampa col Gas Esilarante, strappa una confessione a un signore del crimine mentre precipitano da un aeroplano e riesce a farla franca dopo il furto di venti tonnellate di lingotti d’oro.

Non un grande successo di pubblico (andò meglio sul mercato francese), di seguito trovate curiosità e aneddoti sulla lavorazione nelle 11 cose da sapere su Diabolik:

1) Nella versione a fumetti, Diabolik – conosciuto anche come ‘Il Re del terrore’ – è molto più sinistro della sua controparte cinematografica: è un criminale che combatte il male con il male, spesso ricorrendo all’omicidio per “punire” i malfattori che incontra. Il film è stato realizzato assumendo una certa conoscenza del materiale disegnato alla base da parte degli spettatori, spiegando in tal modo la reazione negativa che ha inizialmente ricevuto la pellicola al di fuori dell’Italia, anche se da allora è stato rivalutato come un classico della psichedelia cinematografica e della pop art degli anni ’60.

2) Il budget stanziato da Dino De Laurentiis – 3 milioni di dollari – era molto alto degli standard ai quali Mario Bava fosse abituato e gli avrebbe permesso di lavorare con più soldi e un cast molto più prestigioso di quelli cui era normalmente abituato. Tuttavia, il regista nato a Sanremo rimase fedele ai suoi principi, puntando sull’immaginazione piuttosto che sul denaro, e portò a termine il film con una spesa sostanzialmente inferiore alle previsioni, soli 400.000 dollari (altri tempi vero?). De Laurentiis fu così impressionato dal fatto che Bava gli avesse risparmiato così tanti soldi da offrirgli subito l’opportunità di realizzare un sequel con i fondi rimanenti, ma Bava a quel punto era si era ormai decisamente stufato di lavorare con il produttore che si finse malato e decise di rifiutare.

3) Uno scorcio della pellicola compare nell’episodio finale della serie TV Mystery Science Theatre 3000 (in onda l’8 agosto 1999).

4) Secondo il protagonista John Phillip Law, la prima scelta per il ruolo di Eva Kant era stata una modella sconosciuta di New York, amica di Charlie Bluhdorn, CEO della Gulf & Western, il conglomerato di proprietà della Paramount Pictures (che si sarebbe occupata della distribuzione di Diabolik negli Stati Uniti); venne tuttavia licenziata dal film poco prima dell’inizio delle riprese. Su suggerimento del regista Roger Vadim (Barbarella, 1968) fu allora scritturata Catherine Deneuve, ma la sua esperienza sul set durò circa una settimana, ovvero fino a quando Law, Mario Bava e Dino De Laurentiis non decretarono di comune accordo che non fose adatta alla parte. A Bava fu quindi chiesto di scegliere una nuova Eva; dopo aver considerato Marilù Tolo e Marisa Mell, il regista decise che la seconda fosse la scelta perfetta per il ruolo, anche se in seguito avrebbe invece optato per la Tolo come protagonista femminile del suo Roy Colt & Winchester Jack (1970).

5) Quando Ralph Valmont (Adolfo Celi) sta cercando di determinare l’aspetto di Eva Kant, la sequenza dell'” identikit” genera immagini di Barbarella (interpretata da Jane Fonda nell’omonimo film di qualche anno prima, una produzione ‘sorella’ di Diabolik) e della notissima modella britannica Twiggy. L’immagine risultante di Eva fu disegnata da Angela e Luciana Giussani in persona, con il tipico design del personaggio modificato per assomigliare a Marisa Mell.

6) A John Phillip Law fu stato chiesto di fare un provino per il film come favore, perché le riprese di Barbarella, per il quale Law era già stata scelta come Pygar, erano state posticipate. Avido fan di fumetti fin dall’infanzia, Law aveva studiato pertanto gli albi originali delle sorelle Giussani come ispirazione per Barbarella. Dopo aver compreso che l’aspetto più distintivo dei tratti fisici di Diabolik erano le sue sopracciglia, applicò del mascara sulle sue e si addestrò a trasmettere una vasta gamma di espressioni attraverso quel particolare. Dopo l’incontro con De Laurentiis e Mario Bava, il regista esclamò “Ah, questo è Diabolik!”, sottolineando che Law aveva ottenuto la parte.

7) Originariamente la produzione di Diabolik partì con Seth Holt (La casa del terrore) alla regia, ma Dino De Laurentiis fu presto non contento del materiale presentato, descrivendo il girato iniziale come “di un livello così basso, sia da un punto di vista artistico che commerciale, da farci capire chiaramente che continuare su quella strada significava dirigersi verso il disastro“. Secondo l’autobiografia di David Sherwin, il mantra di Holt era “Non abbandonare mai, fai in modo che ti licenzino!”, e così il produttore fu costretto a pagarlo prima di salutarlo per sempre.

8) Nella versione iniziale del film di Seth Holt, Diabolik ed Eva Kant sono stati interpretati rispettivamente da Jean Sorel e Elsa Martinelli. Entrambi avrebbero poi curiosamente lavorato di lì a poco sullo stesso set con anche Marisa Mell in Una sull’altra (1969) di Lucio Fulci.

9) Tra i membri della troupe figuravano anche i futuri vincitori del premio Oscar Carlo Rambaldi (che accettò l’offerta di Dino De Laurentiis di lavorare sugli effetti speciali del King Kong del 1976, con Mario Bava che invece si era rifiutato di partecipare al progetto) ed Ennio Morricone.

10) Alcuni trailer americani presentano una breve carrellata dell’esterno della Jaguar bianca di Eva Kant, in cui la ragazza indossa un abito bianco a maniche lunghe che non ha alcuna somiglianza con l’abito rosso senza maniche presente nel film arrivato al cinema. Questa sequenza presenta l’unica testimonianza rimata della prova di Catherine Deneuve nei panni di Eva.

11) Lamberto Bava, figlio di Mario, nel 2004 ha diretto il videoclip della canzone Amore impossibile dei Tiromancino, in cui i protagonisti sono proprio Diabolik (interpretato da Daniel McVicar) ed Eva Kant (Claudia Gerini).

Di seguito il trailer originale di Diabolik:

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