Home » Cinema » Azione & Avventura » Dead for a Dollar: recensione del film western di Walter Hill (Venezia 79)

Voto: 6/10 Titolo originale: Dead for a Dollar , uscita: 30-09-2022. Regista: Walter Hill.

Dead for a Dollar: recensione del film western di Walter Hill (Venezia 79)

12/09/2022 recensione film di Marco Tedesco

Christoph Waltz e Willem Dafoe sono tra i protagonisti di un'opera indipendente che mescola tradizione e modernità, per un risultato dignitoso

dead for a dollar film 2022

Sono passati sei anni dall’ultima volta che uno dei più grandi anticonformisti di Hollywood ha diretto un film (Nemesi), e molto di più dall’ultima volta che uno di essi ha avuto successo al botteghino. Eppure, all’età di 80 anni, Walter Hill potrebbe essere agli albori di una lenta risalita con il suo ritorno al genere western, a lungo rimandato.

Dead for a Dollar è infatti un western revisionista infiocchettato secondo gli stilemi tipici della tradizione del genere. Si tratta di una produzione indipendente (quindi dal budget modesto) ma divertente che parla dei codici d’onore della frontiera, incorporando obiettivi femministi e antirazzisti all’interno di una cornice decisamente ‘old school’. Il titolo e la colonna sonora dagli echi morriconiana possono far pensare a Sergio Leone e la presenza di Christoph Waltz (in gran forma) potrebbero suggerire un legame con Quentin Tarantino, ma l’anima del film risiede in un passato ben più lontano, come suggerisce la dedica finale “In memoria di Budd Boetticher“.

Dead for a Dollar film posterI valori di produzione di Dead for a Dollar, che includono quel tipo di fotografia nitidissima dei paesaggi brulli del vecchio west che ci fanno stare attenti a non respirare la polvere sollevata dal vento, sono un po’ più eleganti di quelle dei B-western con protagonista Randolph-Scott che proprio Boetticher realizzò negli anni Cinquanta, coi loro tempi di ripresa ridotti a tre settimane.

Ma dopo aver flirtato con il genere “acid western” con Wild Bill nel 1995, Walter Hill tenta con Dead for a Dollar un approccio diverso, più nostalgico. Forse per una ragione precisa. Non è assurdo che il pubblico in questo momento stia cercando un western moderno in cui potersi accomodare come su una sedia a dondolo fuori da un saloon.

Ambientato tra il New Mexico e il vecchio Messico nell’estate del 1897, siamo davanti al più classico dei racconti western: una storia di confine, geografico e morale. Christoph Waltz è Max Borlund, un cacciatore di taglie pagato da un ricco uomo d’affari per ritrovare e riportargli la moglie – la Rachel Kidd di Rachel Brosnahan – che, a suo dire, è stata rapita e portata oltre il confine con il Messico da un disertore dell’esercito nero, Elijah Jones (Brandon Scott).

L’irascibile personaggio di Willem Dafoe, Joe Cribbens, che sembra essere stato inserito nella storia a ritroso partendo dalla sparatoria finale, è un giocatore d’azzardo professionista che ce l’ha personalmente con Borlund. Warren Burke interpreta un altro Buffalo Soldier, Alonzo Poe, che viene assegnato ad accompagnare Borlund da un esercito americano che non disdegna di fare favori ufficiosi a ricchi pezzi grossi come il marito di Rachel Kidd, Mr. Kidd (Hamish Linklater).

È chiaro fin dall’inizio che il signor Kidd è un mascalzone e che Rachel – interpretata da Rachel Brosnahan come una donna che si sta affrancando da quella che era una fuga romantica verso una lucida padrona del proprio destino – è partita di sua spontanea volontà. È anche ovvio che il colto ed enigmatico Borlund conserva un codice morale nascosto sotto il suo Stetson e la sua pretesa che solo i soldi contino. Fin qui, tutto ampiamente prevedibile.

Ma una volta che si trova saldamente inserito nella sua ambientazione del deserto di Chihuahua, Dead for a Dollar si sviluppa in modo coinvolgente come un western in cui la legge della pistola è compensata da uno scenario in cui i personaggi negoziano continuamente, adattando le loro richieste e aspettative.

Dead for a Dollar film waltzLe pistole vengono estratte ma non fanno fuoco e le questioni di giurisdizione diventano importanti. Il prepotente proprietario terriero locale Tiberio Varga (un Benjamin Bratt dagli occhi di ghiaccio) si avvale di uno degli interpreti più interessanti del film, il giovane e serio avvocato con cappello a bombetta Esteban (Luis Chavez), come suo cortese ‘portatore di ultimatum’, mentre uno sceriffo-magistrato messicano, pratico ma di sani principi, fornisce un rinfrescante ‘correttivo’ a tutti quei cliché tipici degli spaghetti western sui messicani.

Ma non temete. Walter Hill offre anche classicissimi saloon con bottiglie di tequila sul bancone pronte per essere versate, partite di poker ad alto tasso di screzi, pasti frugali a bordo falò e cavalli che galoppano attraverso vasti paesaggi desertici, e una sparatoria finale che soddisfa il tacito contratto con il pubblico in modo efficiente, ma senza aggiungere molto al genere (curiosissimo invece il duello a colpi di frusta).

Dominato da tonalità slavate e seppia, come se fosse stato filmato attraverso una pergamena, Dead for a Dollar non è un western da tramandare ai poster, ma non fa rimpiangere di avergli dato un’occhiata.

In attesa di capire quando verrà distribuito dalle nostre parti (negli USA il 30 settembre), di seguito trovate il trailer internazionale di Dead for a Dollar: