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Titolo originale: Blade Runner 2049 , uscita: 04-10-2017. Budget: $150,000,000. Regista: Denis Villeneuve.

Denis Villeneuve: “Sessista Blade Runner 2049? Il cinema è lo specchio della società”

27/11/2017 news di Redazione Il Cineocchio

Il regista torna a difendere il suo ultimo film, stavolta dall'accusa di eccessiva oggettificazione della donna

blade runner 2049

Tra le diverse problematiche affrontate in Blade Runner 2049 (la nostra recensione), uno dei temi maggiormente controversi è quello della reificazione della donna, che nel distopico futuro viene sostituita da automi/replicanti dalle molteplici funzioni, capaci di svolgere mansioni domestiche, prestazioni sessuali, o quali oggetti dalla finalità meramente estetica. Dunque, se il fosco scenario avveniristico costruito da Denis Villeneuve è disumanizzante in senso generale, verso l’emisfero femminile sembrerebbe particolarmente crudele.

Ciò non ha mancato naturalmente di sollevare diverse domande, da parte di critici e fan, sul modo in cui il sessismo e l’oppressione di genere sono raffigurati all’interno del film. Sono i criteri di rappresentazione scelti davvero appropriati? Quando e in che modo in un film si supera la sottile linea di separazione tra una realistica raffigurazione del sessismo e la sua mera messa in scena? Le protagoniste di Blade Runner 2049 sono abbastanza complesse e verisimili da trasmettere una qualche forma di messaggio critico?

Dopo aver pochi giorni fa ammesso di non capacitarsi del flop commerciale della sua ultima fatica, tali interrogativi sono stati recentemente approfonditi dal filmmaker canadese stesso durante un’intervista in cui ha affermato:

Sono molto attento a come rappresento le donne nei film. Questo è il mio nono lungometraggio e in sei di essi le donne hanno un ruolo principale. Il primo Blade Runner era piuttosto duro con le donne; qualcosa che riguardava l’estetica noir del film. Ma ho cercato di conferire profondità a tutti i personaggi. Per Joi [Ana de Armas], il personaggio olografico, si vede come evolve. È interessante, credo.

Poi si è chiesto: “Che cos’è il cinema?” Replicando: “Il cinema è uno specchio della società. Blade Runner non parla del domani; si tratta dell’oggi. E mi dispiace, ma il mondo non è gentile con le donne“.

Ha inoltre aggiunto:

C’è un significato nel cinema americano: si vuole ritrarre un mondo ideale. Si vuole rappresentare un’utopia. È giusto – il sogno di un mondo migliore, per sostenere qualcosa di meglio, sì. Ma se guardate i miei film, esplorano le ombre del presente. Il primo Blade Runner è la più grande dichiarazione distopica dell’ultimo mezzo secolo. Ho realizzato la sua attualizzazione, quindi sì, è una visione distopica dell’oggi. Che ne ingigantisce tutti i difetti. Questo è ciò che dico a riguardo.

Il delicato problema da affrontare dunque nella rappresentazione filmica, è quanto sia concesso di riprodurre un fatto socialmente stigmatizzato, prima che intercorra una collettiva censura; certo è che la più forte aggressione possibile è proprio la realistica raffigurazione del Male, senza troppe edulcorazioni o tagli, che quindi porti il pubblico a riflettere sul problema. Una terapia d’urto insomma …

Di seguito il trailer italiano di Blade Runner 2049:

Fonte: VF

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