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6/10 su 5 voti. Titolo originale: Fulci for Fake , uscita: 03-09-2019. Regista: Simone Scafidi.

Fulci for Fake | La recensione del documentario su Lucio Fulci di Simone Scafidi (Venezia 76)

06/09/2019 recensione film di Giovanni Mottola

Attraverso interventi di amici e collaboratori storici del 'terrorista di generi', il regista prova a indagare sull'uomo e le sue opere, avvalendosi anche di materiali inediti

fulci for fake 2019 lucio fulci

Simone Scafidi (Eva Braun) ha voluto impostare Fulci for Fake (il titolo è mutuato da F come falso di Orson Welles del 1973) sulla finzione di un attore (Nicola Nocella) che deve interpretare il maestro Lucio Fulci e si reca ad incontrare le persone che lo hanno conosciuto e ci hanno lavorato insieme. Una scelta inutile, che fa perdere del tempo e crea inevitabili inserti narrativi di nessun interesse. Anche come documentario non prende una via precisa, alternando interviste alle due figlie (con un’inspiegabile sproporzione tra il molto tempo dedicato a Camilla e il poco per Antonella), sugli aspetti più privati e quelle a critici e colleghi sul lato professionale.

Il punto di partenza è che Lucio Fulci, per quanto considerato cineasta di serie b, era in realtà un intellettuale complicato (Enrico Vanzina lo definisce “un comunista buffo”), capace di creare il mito di sé stesso inventando di un’ipotetica sua partecipazione a Rischiatutto come esperto di Marcel Proust, saltata solo all’ultimo, oppure millantando che Brian De Palma gli avrebbe detto che Sette note in nero non aveva avuto successo perché la gente se ne stava chiusa in casa per paura delle Brigate Rosse (cosa avrebbe potuto sapere il regista americano delle BR resta un mistero …).

fulci for fake posterO ancora di come Martin Scorsese gli abbia confidato che Steven Spielberg si sarebbe ispirato ai suoi lavori per girare Poltergeist. Come tutte le persone intelligenti, Lucio Fulci coltivava numerosi interessi in modo spesso disordinato. Qualcuno lo definì “terrorista di generi” per una certa tendenza a mischiarli e inserire in ciascuno di essi uno sguardo del tutto personale. Fulci for Fake affida a Davide Pulici, anima della rivista Nocturno Cinema che negli anni si è adoperata molto per rilanciare l’opera del maestro, il ruolo di cicerone sulle peculiarità di Fulci e sull’analisi di alcuni aspetti di qualche suo film in particolare. Pulici sostiene che il fulcro della sua opera sia costituito da quella filmografia horror che intercorre tra Zombi 2 (1979) a Lo squartatore di New York (1982), concedendo motivi d’interesse – più che altro per l’anticipazione di alcuni aspetti che verranno approfonditi in seguito – al trittico di thriller Una sul’altra, Una lucertola con la pelle di donna e Non si sevizia un paperino e sostenendo che può essere tralasciata la prima filmografia fatta di musicarelli con Adriano Celentano o commedie con Totò o Franco e Ciccio.

Curioso comunque notare che prima del periodo horror Lucio Fulci avesse già girato la bellezza di 33 film e di questi suoi inizi il documentario non riporta praticamente nulla, se non di una grande amicizia con Steno e di una stima particolare da parte di Mauro Bolognini. Più che gli aspetti filologici della sua filmografia, Fulci for Fake sembra voler indagare nelle sue vicende private la ragione di un’improvvisa attrazione per la violenza e il sangue. Lucio Fulci ebbe infatti una vita molto tormentata, avendo dovuto sopportare il suicidio della moglie Maria nel 1969 e un gravissimo incidente occorso alla figlia Camilla a seguito di una caduta da cavallo che la rese paralizzata. Il cavallo era una passione che li accomunava, e non a caso molte delle parti di finzione del documentario sono girate evocativamente all’ippodromo del galoppo di San Siro.

Alla disavventura della figlia, morta prematuramente poco dopo la conclusione delle riprese di Fulci for Fake, sembra essersi ispirato per costruire il personaggio dell’assassino de Lo squartatore di New York. Il rapporto con Camilla è molto ben approfondito: ella racconta che suo padre le chiese di essere lei a realizzare NHF – No Human Factor, film di fantascienza a basso budget ma di non essersela sentita e averne conservato il rimpianto per sempre; riporta di come sia stata lei ad organizzare tutta la lavorazione di Un gatto nel cervello e naturalmente s’intenerisce al ricordo del Fulci padre, per quanto non fosse il ruolo a lui più congeniale. Ma al di fuori dell’intervista alla figlia, si racconta davvero poco. Riassunto in pillole. Fabio Frizzi, che iniziò a lavorare col regista per I quattro dell’Apocalisse, rammenta che fu uno dei primi a capire l’importanza della musica anche nei film di genere, tanto da inserire Bob Dylan in un film western e ricorda altresì che la musica del pianoforte scordato di … E tu vivrai nel terrore! L’aldilà nacque per caso, sentendoglielo strimpellare in una casa dove erano stati invitati.

fulci for fake 2019Michele Soavi, che debuttò come suo aiuto regista in Zombi, ne rievoca il carattere terribile ma anche la stima di cui godeva da parte del maestro, che lo considerava l’unico possibile erede. Del suo ultimo film, Le porte del silenzio, si ricordano le disavventure produttive conseguenti al fallimento della Filmirage, che comportò l’impossibilità di arrivare al cinema, limitandosi al mercato delle videocassette nella sola Italia, e un’ulteriore curiosità legata alla scelta di John Savage come protagonista in luogo di Gene Hackman.

Da ultimo, Michele Romagnoli, investito dallo stesso regista del ruolo di suo biografo ufficiale e autore della monografia L’occhio del testimone: il cinema di Lucio Fulci, ricorda con commozione la malattia che impedì all’amico di tornare alla regia con La maschera di cera, progetto iniziato in collaborazione con Dario Argento e poi portato avanti da Sergio Stivaletti dopo la sua morte. Altro non c’è, e a parte gl’interesanti interventi di Davide Pulici, ci sembra un po’ poco per una figura che ha diretto cinquanta film, spaziando tra i generi, ha recitato, ha scritto, ha pensato almeno una decina di lavori non portati a termine e ha ricevuto omaggi di ogni tipo, da Quentin Tarantino in giù.

In attesa di capire quando verrà distribuito, di seguito trovate il trailer di Fulci for Fake, presentato in anteprima alla 76a Mostra del Cinema di Venezia: