Home » Cinema » Azione & Avventura » Hayao Miyazaki: ‘I disegni animati da un’intelligenza artificiale sono un insulto alla vita stessa’

Hayao Miyazaki: ‘I disegni animati da un’intelligenza artificiale sono un insulto alla vita stessa’

12/12/2016 news di Redazione Il Cineocchio

Il regista ha criticato aspramente l'innovativo progetto del Dwango Artificial Intelligence Laboratory

Hayao Miyazaki, il regista che ci ha regalato capolavori come La Città Incantata o Il Mio Vicino Totoro, è stato invitato ad assistere alla presentazione di una innovativa tecnologia di animazione digitale con Intelligenza Artificiale, e non ne è rimasto affatto colpito. Anzi, ne è rimasto completamente offeso!

L’I.A. del programma sperimentale fondamentalmente impara come realizzare animazioni dopo aver osservato un modello umano. L’obiettivo è quindi quello di costruire una macchina in grado di disegnare allo stesso modo degli esseri umani. La presentazione è stata condotta dal team di CGI del Dwango Artificial Intelligence Laboratory, che include il presidente del Dwango Nobuo Kawakami, produttore tirocinante presso lo Studio Ghibli e board director dello Studio Khara.

Al termine del filmato, Miyazaki non ha certo frenato i suoi sentimenti, affermando di essere “assolutamente disgustato” da esso, additandolo come “un insulto alla vita stessa.” Ha continuato a dire che non avrebbe mai integrare questo tipo di tecnologia nel suo lavoro. E’ possibile vedere come il team accusi i colpi del maestro che fa a pezzi la loro rivoluzionaria tecnologia. Finito lo sproloquio, Kawakami si guarda stordito intorno e dice: “Questo è soltanto il nostro esperimento.” Come si potrebbe ribattere quando un artista leggendario ti dice di essere rimasto urtato da quello che gli hai appena mostrato? Si può sentire il pesante disagio nella stanza guardando il video qui sotto.

Fonte: Twitter

coppola e herzog venezia 2025
I Fantastici 4 (2005)
due nel mirino film
portobello gifuni serie
Azione & Avventura

Il diario da Venezia 82 (2025), episodio 0: dove eravamo rimasti?

di Giovanni Mottola

Sulla Mostra aleggia lo scandalo del tax credit nel cinema italiano, tra film fantasma, sprechi di fondi pubblici e crisi del settore