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Intervista esclusiva | Jaume Balagueró: “Mi stimola l’idea di Rec 5 in Realtà Virtuale”

di Alessandro Gamma

Abbiamo incontrato il regista catalano, che ci ha parlato del suo ultimo film, Muse, del suo rapporto con il cinema 'di genere' italiano e delle potenzialità della VR

Ospite all’ultima edizione del Festival del cinema fantastico di Sitges, a due passi da casa sua, dove ha presentato la sua ultima fatica, Muse / Musa (la nostra recensione), abbiamo avuto modo di fare quattro chiacchiere con Jaume Balagueró, regista di Lleida conosciuto al grande pubblico forse soprattutto per aver diretto tre capitoli della saga horror [Rec] (due dei quali in società con Paco Plaza, che abbiamo intervistato a sua volta), ma capace di sfornare anche gioiellini come Bed Time, Nameless e Darkness.

Di seguito il resoconto dell’incontro, nel quale abbiamo spaziato da Muse all’ipotetico [Rec] 5, fino ai film cannibalici e a quelli con i supereroi.

Visto il tuo lavoro, che rapporto hai con le Muse e con l’ispirazione artistica?

L’ispirazione è davvero una cosa misteriosa. Non ho ben chiaro perchè una cosa possa darti ispirazione e un’altra no. Lascia che ti racconti una cosa interessante però: essendo io diabetico, penso che lo zucchero possa essere una di queste cose. Lo zucchero colpisce il cervello in maniera molto forte e quando hai un calo di zuccheri hai problemi con le tue reazioni, diventi pessimista e depresso, è difficile capire le cose … Quando invece hai un picco di zuccheri sei al contrario molto attivo e ispirato. Quindi, lo zucchero è una Musa! [ride] A parte gli scherzi, penso che le Muse siano tutte intorno a noi, nella musica, nelle persone … non necessariamente qualcosa di soprannaturale.

Muse / Musa non è un film horror come i tuoi precedenti; si nota un cambiamento del tuo modo di intendere la paura, più sottile.

Semplicemente si tratta di una storia che mi ha impressionato. Se non è horror non è un problema, finchè sono interessato a raccontarla e mi interessa. Qui il thriller diventava poesia … E’ stata una sfida impegnativa  portare il racconto Lady n° 13 [La Dama Numero Trece] dello scrittore cubano José Carlos Somoza sul grande schermo e trovare un modo di rappresentarlo graficamente e coinvolgere lo spettatore.

In un certo senso Muse / Musa ricorda quasi i gialli italiani degli anni ’70: c’è un professore che indaga su una morte misteriosa, degli artefatti sovrannaturali …

Non c’è un riferimento immediato vero a proprio a nessun film in particolare, ma la sensazione dei film alla Dario Argento si, perchè sono stati molto importanti per me. 

Hai cambiato qualcosa rispetto al libro?

Le Muse sono tredici in origine, non sette. Per ovvie ragioni ho dovuto ridurne il numero e decidere chi lasciare e chi togliere. Ho anche pensato completamente io al loro aspetto che vediamo sul grande schermo, i veli, gli abiti neri, i riferimenti al teatro kabuki … non appaiono come nel racconto. Non sono religioso, ma gli elementi religiosi mi affascinano e l’iconografia cattolica mi colpisce molto, la trovo interessante e disturbante.

Nel film citi Dante Alighieri, William Shakespeare e John Keats. C’è del vero in quello che racconti sul loro contatto diretto con le Muse? E qual è invece il tuo rapporto con la poesia? 

Devo dire che prima non conoscevo molto bene questi autori. Il libro mi ha portato ad approfondirli e a scoprire le loro opere. Quando ero ancora studente, mi ero avvicinato alla poesia, in particolare a certi poeti spagnoli, ma la poesia inglese e italiana non l’avevo mai affrontata. Per quanto riguarda la veridicità, penso che grossomodo ci siano dei fondamenti nell’associare proprio loro e il loro poemi oscuri a un rapporto diretto con certe Muse ispiratrici, ma di questo dovresti parlarne con l’autore, Somoza, un vero erudito in materia.

Tornando a [Rec], che è stata una serie così importante per il cinema horror spagnolo ed europeo, pensi che un quinto capitolo sia una possibilità prima o poi?

No, per me la saga è finita.

Cosa pensi di Quarantine, il remake americano del 2008 ad opera di John Erick Dowdle?

E’ stata un’esperienza scioccante – in senso buono – vedere il remake di un film che ho girato. Un film uguale ma con attori diversi … E’ difficile giudicarlo rimanendo neutrali …

Invece il primo [Rec] lo hai rivisto di recente?

Guarda, ora sono nella giuria del concorso dei film in Realtà Virtuale. Poco fa ti ho detto che non sto pensando a [Rec] 5 … In realtà sto pensando a un capitolo di [Rec] girato in VR, è una possibilità molto affascinante!

Visto che l’hai tirata in ballo, hai già familiarità con quelle attrezzature ecc. ? Ritieni che la Realtà Virtuale sia una strada davvero percorribile per il cinema o farà la fine del 3D, tanto rumore per nulla?

Al momento mi sto approcciando ancora a questo mondo. Potrebbe essere il futuro, ma c’è ancora molta strada da fare prima di arrivare a girare un film in VR. Dobbiamo esplorare ogni possibilità di questa tecnologia e le sue diverse modalità. In più la visione di un film in VR è molto privata e intima, sei isolato nei tuoi occhiali. Una cosa totalmente diversa da come si è abituati ora. Senza contare la scomodità proprio degli occhiali appositi, da gestire per una lunga durata e che al momento danno un certo fastidio. Ci vorrà tempo.

Vista la situazione attuale un po’ stantia del cinema horror internazionale, pensi che la VR possa essere qualcosa in grado di dare una scossa e far nascere qualcosa di nuovo?

Come ti dicevo, credo di più nelle storie. La VR sarebbe soltanto un mezzo.

Mi racconti qualcosa del tuo rapporto con il cinema italiano di genere?

Il cinema italiano di genere è incredibilmente potente. Sono un fanatico dell’horror e sono cresciuto ossessionato dai gialli di Dario Argento e dai film di Joe D’Amato e Lucio Fulci, per non parlare dei cannibal movies e dei mondo movies! Per me e per molti altri, i film italiani sono stati molto importanti, una sorta di paradiso per l’horror. Più in generale, da ragazzo mi piacevano molto i film di zombi, ovviamente quelli di George A. Romero, ma mi è piaciuto molto anche L’alba dei morti viventi di Zack Snyder

Ti capita ancora di vedere film al cinema ora o hai poco tempo? Adesso impazzano i supereroi …

Ora più che altro ho due bambini piccoli, quindi sono diventato un esperto di cartoni animati! [ride] Non guardo i film di supereroi, perchè sono soggetti che non mi hanno mai interessato, nemmeno quando ero più giovane, ma non sono contrario, perchè sembrano fatti bene.

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