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Titolo originale: Avatar: Fire and Ash , uscita: 17-12-2025. Budget: $350,000,000. Regista: James Cameron.

James Cameron contro gli USA: perché ha lasciato l’America per la “sanità mentale” della Nuova Zelanda

25/01/2026 news di Stella Delmattino

Il regista 71enne non è intenzionato a fare ritorno

james cameron intervista 2025

James Cameron ha realizzato uno dei sogni della sua vita: lasciare gli Stati Uniti per trasferirsi altrove. Il regista 71enne – che, ricordiamolo, è nato in Canada – ha raccontato che la pandemia di coronavirus ha avuto un peso determinante nella decisione di spostare la sua famiglia dall’America alla Nuova Zelanda, una scelta maturata non per il paesaggio, ma per qualcosa di molto più profondo.

Durante un’intervista a In Depth with Graham Bensinger, il regista di Titanic ha spiegato chiaramente le sue motivazioni: «Non sono lì per il paesaggio, sono lì per la sanità mentale».

Il creatore di Avatar e sua moglie, Suzy Amis Cameron, si sono trasferiti in Nuova Zelanda circa cinque mesi dopo l’inizio della pandemia. Cameron ha ricordato di essersi innamorato del Paese già negli anni ’90, durante una visita nella zona di Christchurch, promettendosi che un giorno ci avrebbe vissuto. La coppia aveva acquistato una fattoria da 12.000 acri nel 2011, con l’idea di trasferirsi dopo aver concluso la saga di Avatar, ma l’emergenza sanitaria globale ha accelerato drasticamente i tempi.

«Quando è scoppiata la pandemia… la Nuova Zelanda aveva eliminato completamente il virus», ha spiegato Cameron. «In realtà lo hanno eliminato due volte. La terza, quando è tornato in forma mutata, è riuscito a diffondersi. Ma fortunatamente avevano già un tasso di vaccinazione del 98%.»

Il confronto con gli Stati Uniti, a suo dire, è stato inevitabile. «Ecco perché amo la Nuova Zelanda. Le persone lì sono, per la maggior parte, sane. Al contrario degli Stati Uniti, dove avevi un tasso di vaccinazione del 62%, e per di più in calo: stanno andando nella direzione sbagliata. Ma stiamo scherzando?»

Cameron ha poi sintetizzato il suo pensiero con una domanda retorica che racchiude tutta la sua critica al sistema americano: «Dove preferiresti vivere? In un posto che crede nella scienza, è sano e dove le persone riescono a lavorare insieme verso un obiettivo comune, oppure in un luogo dove tutti sono l’uno contro l’altro, estremamente polarizzati, che voltano le spalle alla scienza e che finirebbe nel caos totale se arrivasse un’altra pandemia?»

Quando l’intervistatore ha fatto notare quanto la Nuova Zelanda sia straordinariamente bella dal punto di vista naturale, Cameron non ha cambiato tono ed è stato ancora più diretto: «Non sono lì per il panorama. Sono lì per la sanità mentale.» Non è la prima volta che il regista critica apertamente gli Stati Uniti.

In passato, parlando di cambiamento climatico, ha accusato il Paese di stare “andando all’indietro” e ha attaccato duramente l’allora presidente Donald Trump. In un’intervista all’Hollywood Reporter, Cameron lo ha definito «il più narcisista stronzo della storia dai tempi del fottuto Nerone. Sì, puoi scriverlo!».

Secondo Cameron, il declino ambientale, l’intelligenza artificiale e i cambiamenti nelle abitudini del pubblico rappresentano minacce concrete non solo per Hollywood, ma per l’umanità intera. «Chi può dire che non staremmo andando ancora più velocemente all’indietro se non esistessero film come questi?», ha dichiarato. «Non esiste una Terra alternativa senza ‘Avatar’ a cui possiamo guardare e dire: “Ha fatto questa differenza misurabile”. Ma credo che i miei film siano dalla parte giusta della storia

Con Avatar capace di incassare 2,74 miliardi di dollari e di diventare il film di maggior successo di sempre per anni, la scelta di James Cameron appare oggi non solo come un cambio di residenza, ma come una presa di posizione etica, scientifica e profondamente personale.

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