Matthew McConaughey: “Tra cinque anni agli Oscar il premio per Miglior Film AI e Attore AI”
20/02/2026 news di Stella Delmattino
L'attore è molto pragmatico

Matthew McConaughey lancia una previsione destinata a far discutere Hollywood: secondo l’attore texano, tra appena cinque anni gli Oscar potrebbero introdurre categorie dedicate all’intelligenza artificiale, come “Miglior film AI” e “Miglior attore AI”.
L’attore, che di recente ha tutelato legalmente voce, immagine e perfino il celebre slogan “alright, alright, alright” per controllarne l’uso tramite AI, ha rilasciato queste dichiarazioni in un’intervista a CNN/Variety in onda il 21 febbraio.
“L’intelligenza artificiale entrerà di sicuro nella nostra categoria. Diventerà una categoria a parte? Tra cinque anni avremo il ‘miglior film AI’? Il ‘miglior attore AI’? Potrebbe essere così. Sarà davanti a noi in modi che nemmeno immaginiamo. Diventerà talmente sofisticata che non sapremo più distinguere la differenza.”
Parole forti, soprattutto in un momento in cui l’industria cinematografica è attraversata da tensioni e timori legati all’automazione creativa. McConaughey invita artisti e professionisti a “restare padroni del proprio spazio”, sottolineando come il concetto stesso di realtà sia sempre più sfumato.
“La questione oggi è proprio la realtà. È più nebulosa che mai — in modo entusiasmante… ma anche spaventoso. Prepariamoci. Difendiamo il nostro spazio, così da mantenere controllo quando l’AI inizierà a invaderlo.”
L’idea che l’Academy possa premiare film o performance generate dall’intelligenza artificiale entro cinque anni appare, al momento, improbabile. Hollywood guarda all’AI con sospetto: sindacati, attori e sceneggiatori hanno già espresso forte preoccupazione per l’impatto occupazionale e creativo della tecnologia.
Molti osservatori ritengono più plausibile la nascita di un premio separato dedicato esclusivamente a opere realizzate con AI, piuttosto che un’integrazione diretta negli Oscar tradizionali.
Il dibattito resta aperto. L’AI può davvero replicare l’imperfezione, l’emozione e l’errore umano che definiscono l’arte? Oppure rischia di produrre una simulazione tecnicamente perfetta ma priva di anima?
McConaughey sembra oscillare tra fascinazione e preoccupazione. Una cosa però è certa: il tema dell’intelligenza artificiale agli Oscar è ormai entrato ufficialmente nel discorso culturale globale.
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