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Peter Jackson parla del lutto che lo sta tenendo lontano dal cinema da oltre un decennio

23/01/2026 news di Stella Delmattino

Il regista ha chiarito il suo stato d'animo in un video

peter jackson film fotografia

Per più di un decennio, appassionati e addetti ai lavori si sono chiesti perché Peter Jackson non sia più tornato a dirigere un film di finzione. Ora il regista ha finalmente spiegato il motivo di questa lunga assenza, ed è una ragione profondamente personale, molto più emotiva di quanto si potesse immaginare.

Il nome di Peter Jackson è indissolubilmente legato alla Terra di Mezzo. Ha diretto Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello nel 2001, seguito da Il Signore degli Anelli – Le Due Torri e Il Signore degli Anelli – Il Ritorno del Re. Una trilogia che non solo ha ridefinito il fantasy cinematografico, ma ha cambiato per sempre il concetto stesso di blockbuster moderno.

Jackson è poi tornato in quel mondo con la trilogia de Lo Hobbit, che rappresenta a oggi il suo ultimo film narrativo per il cinema (2014). Da allora, il regista non è certo scomparso, ma ha indirizzato la sua creatività altrove, firmando documentari acclamati come They Shall Not Grow Old e The Beatles: Get Back, entrambi costruiti a partire da materiali d’archivio.

In occasione del ritorno nelle sale della trilogia de Il Signore degli Anelli per il 25° anniversario de La Compagnia dell’Anello, Jackson ha registrato una nuova introduzione per Il Ritorno del Re. È proprio in questo contesto che ha deciso di affrontare apertamente la perdita che ha cambiato il suo percorso artistico: la morte del suo storico collaboratore e amico Andrew Lesnie, scomparso nel 2015 a soli 59 anni.

“È stato un colpo terribile per me perdere Andrew”, ha raccontato Jackson. “Non è stata una decisione consapevole. Dopo di allora ho realizzato un documentario usando vecchi filmati, poi un documentario sui Beatles, sempre partendo da materiale già esistente.”

E guardando indietro, il regista ha compreso la vera ragione del suo allontanamento dal cinema di finzione:

Mi rendo conto di aver evitato i film drammatici perché avrei dovuto lavorare con qualcun altro che non fosse Andrew. La sua morte ha cambiato il mio percorso creativo. Il risultato è che per 11 o 12 anni non ho diretto un film narrativo, perché questo avrebbe richiesto di costruire un nuovo rapporto con un altro direttore della fotografia.”

Andrew Lesnie non era semplicemente un collaboratore abituale. Era una vera e propria controparte creativa, fondamentale per l’identità visiva di Il Signore degli Anelli, King Kong e Lo Hobbit. La sua assenza ha lasciato un vuoto che Jackson non si è sentito pronto a colmare, scegliendo invece progetti in cui quel tipo di relazione artistica non fosse necessaria.

La notizia positiva è che questa fase non è definitiva. Jackson ha infatti chiarito che il ritorno al cinema narrativo è ancora nei suoi piani:

Ha affermato che tornerà a dirigere film di finzione e che “quel giorno si sta avvicinando”, pur ammettendo che “ci è voluto molto tempo”.

Per chi attende da anni di scoprire quale sarà il prossimo mondo immaginario firmato da Peter Jackson, queste parole aggiungono un contesto essenziale. Non si è trattato di stanchezza creativa o di disinteresse, ma di lutto, lealtà e della difficoltà di andare avanti dopo aver perso una persona che aveva contribuito in modo decisivo a definire la sua voce artistica.

Quando Peter Jackson tornerà dietro la macchina da presa per raccontare una nuova storia di finzione, lo farà alle sue condizioni. Ed è proprio questo che renderà il suo prossimo film ancora più significativo.

Il video:

 

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