Titolo originale: Clue , uscita: 13-12-1985. Budget: $15,000,000. Regista: Jonathan Lynn.
Signori, il delitto è servito: Tim Curry parla del quarto folle finale mai visto
25/02/2026 news di Stella Delmattino
La decisione di scartarlo venne presa dal regista Jonathan Lynn

Molto prima che Hollywood trasformasse i giochi da tavolo in franchise miliardari, Clue – noto in Italia come Signori, il delitto è servito – dimostrò che l’operazione poteva funzionare. La commedia gialla del 1985, ispirata al celebre gioco da tavolo, divenne un cult grazie al ritmo forsennato, al cast corale e soprattutto ai suoi tre finali alternativi.
Oggi emerge un retroscena sorprendente: esisteva un quarto finale, mai mostrato al pubblico. A rivelarlo è stato Tim Curry, protagonista nei panni del maggiordomo Wadsworth, durante un’intervista con The Academy. In quella versione scartata, sarebbe stato proprio lui l’assassino di tutti.
«Correvo per la casa uccidendo chiunque», ha raccontato Curry senza mezzi termini. Il regista Jonathan Lynn, però, decise di eliminarlo: «Non era abbastanza divertente. Non era abbastanza sorprendente. Chiudeva il film in anticlimax. Tre finali erano sufficienti».
Nel film, un gruppo di ospiti – interpretati tra gli altri da Madeline Kahn, Christopher Lloyd e Michael McKean – viene convocato in una villa misteriosa. Quando il padrone di casa viene trovato morto, la serata si trasforma in una spirale di ricatti, sospetti e rivelazioni sempre più assurde.
I tre finali ufficiali, distribuiti casualmente nei cinema nel 1985, sono diventati parte integrante del mito del film. L’idea di un quarto epilogo in cui Wadsworth elimina l’intero cast resta una curiosità irresistibile per i fan, ma probabilmente avrebbe snaturato il tono brillante e surreale che ha reso Signori, il delitto è servito una commedia cult senza tempo.
Il video dell’intervista a Tim Curry:
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