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Voto: 6/10 Titolo originale: The Bluff , uscita: 17-02-2026. Regista: Frank E. Flowers.

The Bluff: la recensione del film di pirati con Karl Urban e Priyanka Chopra (su Prime Video)

26/02/2026 recensione film di Gioia Majuna

Un’avventura solida e sanguigna, sostenuta dal carisma dei protagonisti, ma meno audace di quanto prometta

Nel panorama recente del cinema d’avventura, i pirati oscillano quasi sempre tra la caricatura e la parodia. Da un lato l’immaginario colorato e sgangherato di Pirati dei Caraibi, dall’altro l’operetta ironica di I pirati di Penzance. The Bluff, produzione originale Prime Video ambientata nel 1846, prova a rimettere la violenza e la brutalità al centro del mito, mescolando assedio domestico, racconto di vendetta e cappa e spada in salsa moderna. Il risultato è un film che ambisce a essere un “assalto in casa” travestito da epopea caraibica, con una protagonista femminile pronta a ribaltare i codici tradizionali del genere.

Diretto da Frank E. Flowers e prodotto dai fratelli Anthony e Joe Russo, il film ruota attorno a Ercell Bodden, interpretata da Priyanka Chopra Jonas. Siamo su Cayman Brac, colonia britannica multiculturale, dove l’età d’oro della pirateria è ufficialmente tramontata. Restano solo capitani spietati in cerca di un ultimo colpo. Tra questi c’è Connor, incarnato da Karl Urban, che sbarca sull’isola per recuperare un forziere d’oro scomparso e regolare conti rimasti in sospeso.

All’inizio Ercell appare come una madre protettiva, moglie del capitano mercantile T.H. Bodden (Ismael Cruz Córdova), intenta a crescere il figlio Isaac (Vedanten Naidoo) e la giovane Elizabeth (Safia Oakley-Green). Ma la notte in cui Connor invade la sua casa, il film rivela la verità: Ercell non è una vittima, bensì un’ex pirata nota come “Bloody Mary”, capace di maneggiare sciabole, pistole e trappole improvvisate con feroce determinazione. L’assalto domestico iniziale, girato come un lungo piano sequenza, è il momento in cui The Bluff mostra le sue ambizioni: unire tensione claustrofobica e spettacolarità fisica.

karl urban film the bluff 2026La forza del film sta proprio nel doppio registro. Da una parte il racconto di una madre che difende la propria famiglia; dall’altra la riscoperta di un’identità violenta e irrisolta. Connor non cerca soltanto l’oro: considera Ercell una proprietà perduta, un passato che pretende di reclamare. Il conflitto diventa così personale, quasi intimo, e si trasforma in una caccia attraverso mangrovie, caverne e spiagge, fino a un duello finale che riporta il racconto nei territori classici del cinema di pirati.

Il confronto con le saghe più celebri è inevitabile. Se Pirati dei Caraibi aveva scelto l’ironia e il meraviglioso, The Bluff opta per un realismo sporco, con sangue che macchia l’obiettivo e corpi trascinati nel fango. Tuttavia, non riesce mai a spingersi fino in fondo nella brutalità promessa. L’impianto visivo alterna momenti riusciti – come l’invasione della spiaggia dal sapore quasi bellico – a sequenze girate in ambienti digitali poco convincenti, che spezzano la sensazione tattile dell’isola.

Priyanka Chopra Jonas regge il film con presenza magnetica. La sua Ercell è fisica, determinata, capace di muoversi con credibilità tra sciabole e moschetti. L’attrice si immerge nelle coreografie senza risparmio, trasformando il personaggio in un’eroina d’azione che unisce glamour e ferocia. Urban, dal canto suo, abbraccia il lato teatrale del capitano Connor, tra sguardi minacciosi e proclami sul destino dei pirati. Il problema non è l’impegno degli interpreti, ma la scrittura, che spesso li costringe a battute enfatiche e dichiarazioni programmatiche invece di lasciare spazio a silenzi o ambiguità.

Rispetto a serie come Black Sails, che avevano saputo approfondire politica, economia e psicologia del mondo piratesco, The Bluff resta ancorato a uno schema lineare: assedio, resistenza, vendetta. La sceneggiatura dissemina indizi sul passato di Ercell – racconti di crudeltà, relazioni consumate in mare – ma li utilizza più come colore che come vero motore drammatico. Anche il tema dell’emancipazione femminile, pur centrale, viene trattato in modo diretto e poco sfumato.

Ciononostante, il film possiede un’energia che lo distingue dalla media delle produzioni d’azione destinate allo streaming. L’ambientazione ottocentesca, le trappole disseminate sulla scogliera che dà il titolo al film, gli scontri corpo a corpo tra vegetazione tropicale e scogliere rocciose offrono uno spettacolo che, pur non reinventando il genere, tenta almeno di ravvivarlo. L’idea di fondere l’assedio domestico con il racconto piratesco è interessante e, a tratti, funziona.

In definitiva, The Bluff non è il grande rilancio del cinema di pirati che qualcuno potrebbe sperare, ma neppure un semplice riempitivo. È un’opera a metà tra nostalgia e modernità, tra racconto classico e vendetta femminile, che trova nella sua protagonista il punto di equilibrio. Se il film avesse osato di più sul piano visivo e narrativo, avrebbe potuto trasformarsi in un piccolo cult. Così com’è, resta un’avventura solida, diseguale, che dimostra come il mito del pirata possa ancora essere declinato in chiave intensa e contemporanea, anche senza mappe del tesoro o maledizioni soprannaturali.

Di seguito trovate il trailer doppiato in italiano di The Bluff, su Prime Video dal 26 febbraio:

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