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Timur Bekmambetov su Wanted 2: “Ho un’innovativa idea per il sequel; a buon mercato”

10/06/2020 news di Redazione Il Cineocchio

Il regista dell'action con Angelina Jolie e James McAvoy del 2008 torna a sperare nel nuovo capitolo, suggerendo una svolta tecnologia al passo coi tempi

wanted film 2008

Wanted – Scegli il tuo destino del 2008 è uno di quei film che intrattengono esattamente il pubblico esattamente come promesso, ovvero con un paio d’ore di intrattenimento puro e semplice a tutta azione ipercinetica e senza grosse complicazioni per il cervello di chi guarda. Si è parlato di un sequel per anni, ma nulla si è ancora materializzato, anche se ora, in una nuova intervista, il regista kazako Timur Bekmambetov ha parlato dell’espediente che potrebbe finalmente convincere lo studio a metterlo in cantiere.

Timur Bekmambetov ha recentemente concluso un enorme accordo con la Universal Pictures per produrre cinque film utilizzando la tecnologia Screenlife. Per quelli di voi che non hanno familiarità, si tratta di un metodo che abbandona le fotocamere tradizionali e racconta la sua storia utilizzando fotocamere per smartphone, webcam e schermi di computer.

Queste le sue parole:

Forse si potrebbe girare il sequel di Wanted in Screenlife. Non riesco a immaginare che un killer nel mondo di oggi possa correre con una pistola. Perché dite? Userà i droni, probabilmente utilizzerà la tecnologia dei computer. Non serve più ‘far curvare’ i proiettili. Hai bisogno di ‘far curvare’ le idee.

Nel film originale, ispirato al fumetto di Mark Millar e interpretato da James McAvoy, Angelina Jolie e Morgan Freeman, il primo interpretava un impiegato frustrato che apprendeva di essere figlio di un killer professionista e di condividere col padre le incredibili capacità di uccidere.

Timur Bekmambetov e James McAvoy in Wanted (2008)L’idea di utilizzare Screenlife per un sequel è sicuramente lungimirante, considerando la situazione attuale dovuta alla pandemia di COVID-19, che ha costretto gli studi hollywoodiani a pensare fuori dagli schemi. Screenlife consentirebbe che la produzione avvenga senza che gli attori si trovino necessariamente nella stessa stanza ed è questa idea che ha assicurato la chiusura dell’accordo di Timur Bekmambetov con la Universal.

In più, è una tecnica a buon mercato (ad esempio, l’horror Unfriended del 2014, che sperimentava proprio Screenlife, è stato realizzato per solo 1 milione di dollari, incassandone be 62 nel mondo).

Il regista kazako è quindi sicuro che tale aspetto abbia ora spostato l’ago della bilancia a Hollywood:

Solo due mesi fa era un concetto ancora troppo astratto e nessuno riusciva a capire cosa intendessi io quando spiegavo Screenife; ora, dopo due mesi di isolamento, stiamo tutti imparando a vivere in un universo digitale. Abbiamo una relazione di lunga data con la Universal; ho fatto Wanted con loro, abbiamo girato un interessante progetto in Russia dal titolo Black Lightning, il primo film di supereroi russi, e poi Unfriended. Donna Langley è stata la prima dirigente dello studio a dire: “OK, correremo un rischio e distribuiremo questo film, che porterà lo schermo di un computer sul grande schermo di un cinema.” Ha avuto successo, con Donna e Jason Blum a supportarci. E ora mi supportano mentre creo il mio linguaggio cinematografico.

Tuttavia, è piuttosto complesso pensare a un action di grande respiro legato alle inevitabili ‘costrizioni’ imposte da Screenlife …

In attesa di novità, di seguito trovate intanto una scena clou di Wanted:

Fonte: Deadline

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