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Roger Avary: “Grazie all’intelligenza artificiale ora riesco a finanziare i miei film”

16/02/2026 news di Stella Delmattino

Continuano i cambiamenti a Hollywood

roger avary intervista 2026

Roger Avary, premio Oscar come co-sceneggiatore di Pulp Fiction e collaboratore storico di Quentin Tarantino, sostiene che l’ascesa dell’intelligenza artificiale stia rendendo più semplice finanziare i suoi nuovi progetti cinematografici.

Regista di soli quattro film dal debutto con Killing Zoe, Avary ha diretto anche Le regole dell’attrazione e firmato sceneggiature come Silent Hill e Beowulf. Negli ultimi anni, tuttavia, ha raccontato di aver trovato quasi impossibile accedere ai tradizionali canali di finanziamento hollywoodiani.

Durante un’intervista al podcast The Joe Rogan Experience, Avary ha spiegato che il sistema classico di raccolta fondi non era più percorribile per lui. La svolta è arrivata con la creazione della sua nuova società di produzione, General Cinema Dynamics, presentata come realtà focalizzata sull’intelligenza artificiale. Secondo il regista, l’associazione del marchio alla tecnologia ha attirato immediatamente investitori, permettendo l’avvio di tre nuovi film.

I progetti in sviluppo includono una commedia natalizia destinata alle sale durante le festività, un film a tema religioso previsto per Pasqua e un ambizioso melodramma bellico su larga scala.

Le dichiarazioni di Avary arrivano in un momento di forte tensione a Hollywood sul tema dell’intelligenza artificiale nel cinema. Registi come Darren Aronofsky hanno già sperimentato produzioni legate all’IA, suscitando polemiche nel settore. Anche un recente video virale generato con strumenti avanzati, che mostrava una finta scena di combattimento tra Tom Cruise e Brad Pitt, ha riacceso il dibattito sull’impatto della tecnologia sull’industria.

Se da un lato gran parte dell’industria resta scettica, dall’altro alcuni nomi di peso hanno espresso apertura verso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel cinema, tra cui Roger Deakins, Michael Mann, Paul Schrader, Werner Herzog e George Miller. Quest’ultimo avrebbe già impiegato tecnologie digitali avanzate per ringiovanire i personaggi, pratica che potrebbe essere utilizzata anche in Heat 2.

Il dibattito sull’intelligenza artificiale nel cinema è quindi tutt’altro che chiuso: tra timori occupazionali e nuove opportunità produttive, Hollywood si trova davanti a una trasformazione che potrebbe ridefinire il modo in cui i film vengono finanziati, realizzati e distribuiti.

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