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8/10 su 5 voti. Titolo originale: Calls , uscita: 19-03-2021. Stagioni: 1.

Calls (stagione 1) | La recensione della serie ‘al telefono’ di Fede Álvarez (su Apple TV+)

01/04/2021 recensione serie tv di Andrea Murgia

Il regista ha messo insieme un cast di star che hanno soltanto prestato la loro voce per un esperimento - riuscito - sull'efficacia dei dialoghi e delle onde sonore nel creare tensione

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Calls, attendi in linea. Come girare una serie TV in modo innovativo durante una pandemia? Non effettuando riprese e puntando tutto sui dialoghi. Obiettivo: tenere lo spettatore concentrato di fronte allo schermo, stimolando la sua immaginazione. Deve aver pensato questo il regista Fede Álvarez per la sua Calls, arrivata in esclusiva su Apple TV+.

Ispirata all’omonima serie francese di Timothée Hochet, è composta da 9 mini-puntate dalla durata di circa 15-20 minuti ed è priva di immagini. È possibile infatti ascoltare soltanto conversazioni telefoniche tra due o più persone mentre sullo schermo appaiono le frasi, supportate da psichedeliche ed efficaci onde sonore in stile ‘Dark Side of the Moon’ che cambiano di intensità, colore e dimensione a seconda dei momenti.

calls serie Apple tv+ 2021 posterIn ogni episodio, storie e protagonisti sono indipendenti tra loro ma, un po’ come l’appassita Black Mirror, allo stesso tempo sono anche uniti da un filo; le diverse linee temporali (e non solo) richiamano la discussa Lost; alcuni avvenimenti, invece, hanno una lieve sfumatura alla The Walking Dead. Il tema fisso di Calls è che durante le telefonate iniziano ad accadere eventi strani e inquietanti.

E lo spettatore sta lì, curioso, ad ascoltare le conversazioni dall’esterno. Un po’ come quando con i telefoni più vecchi si chiamava un amico e, a causa di un’interferenza, si potevano sentire voci di persone sconosciute impegnate in un’altra conversazione. E un po’ come in Clubhouse, il social che ha spopolato negli ultimi tempi e che prevede la possibilità di ascoltare gli altri utenti all’interno di una stanza senza dire una parola.

“Mentre stavamo scrivendo le storie i nostri piani sono saltati, ma siamo andati avanti lo stesso, nonostante il blocco dovuto alla pandemia – ha dichiarato il regista uruguaiano, noto per aver diretto gli horror La Casa (2013) e Man in the dark (2016). Non potendo effettuare riprese in condizioni normali abbiamo inviato computer e microfoni al cast. Il risultato è che gli attori interpretano i personaggi direttamente dalle proprie case. Immagino sia stato divertente per i vicini sentire il rumore di persone che correvano in giro chiedendo aiuto oppure che facevano finta di venire uccise”.

Le voci di Calls sono di attori noti come Rosario Dawson, Pedro Pascal, Nick Jonas, Lily Collins, Aaron Taylor-Johnson, Karen Gillan e Stephen Lang.

Cosa sta succedendo?

I protagonisti sono quasi sempre coppie. Come Tim e Sara in ‘The End’. È la vigilia di Capodanno: lui parla da Los Angeles e lei da New York dove fa l’infermiera. Non si vedono da sei mesi e tra loro c’è Camila, l’amante. Lui prova a troncare la relazione con Sara telefonicamente, ma non ci riesce. E fin qui tutto normale, nel più classico dei triangoli amorosi. Poi, però, ecco interferenze, versi e presenze “non umane” che torneranno più volte nella serie. E, infine, ci si alza dal suolo per andare verso l’alto, vedendo le case sempre più piccole.

Rose e Mark formano invece la giovane coppia di ‘The Beginning’. Lui scappa quando lei gli comunica di essere incinta. Dopo aver litigato, Mark guida con una mano sanguinante verso il deserto per andarsi a schiarire le idee a casa di un amico. All’improvviso Mark si trova nel passato e Rose nel futuro. Giorni, mesi, anni: la vita è cambiata per lei e di conseguenza per lui, e rimediare non è per niente facile. In questo episodio oltre al dialogo di coppia fa il suo esordio quello tra genitori e figli, la parte più intensa di ‘The Beginning’ ma anche della settima puntata ‘Mom’.

Poi c’è la fredda relazione tra Patrick e Alexis in ‘Pedro Across the Street’. Intorno alla vita della coppia ci sono segreti e bugie, mentre dentro la scottante borsa del vicino di casa c’è una grossa somma. È un problema o una salvezza? Il suggerimento di Pedro a Patrick è “Sii la versione migliore di te stesso”.

calls serie Apple tv+ 2021Abbiamo ricevuto altre chiamate di questo tipo. Stanno accadendo fatti inspiegabili

In ‘It’s All in Your Head’ invece, nel mezzo di un divorzio tra moglie e marito, la relazione familiare non è tra figli e genitori, ma tra due sorelle. Il braccio che si rompe, il viso che si scioglie, la voce che muta: il corpo di una delle due, Layla, inizia la sua trasformazione non umana. C’è una causa per tutto ciò? “È colpa mia”, dice la donna, che verrà citata in seguito dal giovane Sam in ‘The Universe Did it’, sesto episodio debole per lo schema narrativo (comincia a risultare ripetitivo), ma allo stesso tempo utile perché prova a spiegare cosa stia accadendo. L’universo lo ha fatto, ovvero: c’è qualcosa che va oltre. “C’è un messaggio divino”.

Bene e male, senso di colpa e possibilità di cambiare il corso degli eventi tornano continuamente in Calls e sono protagonisti dell’importante ‘Me, Myself & Darlene’, il riscatto di Floyd grazie al suo alter ego, che esclama al telefono con la polizia: “È un miracolo!”. Il divino, ancora.

Era lei! Ho parlato con mamma!

Cambiare il destino però può comportare dei rischi. Accade nel settimo episodio ‘Mom’ con protagonisti Skyler e Justin, due fratelli rimasti senza la mamma. Hanno sentito parlare di queste telefonate misteriose che attraversano passato e futuro. Sono desiderosi di mettersi in contatto con la donna per modificare gli eventi. Soprattutto Skyler, responsabile involontaria e in preda al rimorso. Alla fine la ragazza riesce a dialogare con la madre ed è uno dei momenti più emozionanti di Calls.

Chi, se ne avesse la possibilità, non avrebbe voglia di comunicare con persone care che non ci sono più? Nei continui salti temporali ascoltiamo i due fratelli anche da bambini e l’ingenuo Justin versione dodicenne pagherà le conseguenze del tentativo di mutare il destino, tra l’altro senza successo, perché “l’universo riporta l’ordine in modo feroce”.

calls serie Apple tv+ 2021 fede alvarezLa distinzione tra passato, presente e futuro è solo un’illusione

Il volo 908 è al centro degli ultimi due episodi. In ‘Is there a scientist on the plane?’ i passeggeri e il pilota apprendono da chi è nel futuro che l’aereo è stato colpito da un fulmine e si è schiantato. Vi ricorda qualcosa? Sì, perché poi si inizia a parlare anche di un progetto datato 1978 per comprendere questi fenomeni. Lo fanno due fisici, padre e figlia in cattivi rapporti (questo genere di relazione torna sempre). L’esperimento del dottor Robert Wheating di alcuni decenni prima, con interessi governativi, infatti ha funzionato. Ma cosa gli è rimasto nella vita 40 anni dopo sotto il punto di vista affettivo? Niente, dice a se stesso più giovane.

Alla fine torna la coppia della prima puntata, Tim e Sara. Se in ‘The end’ la loro relazione si distruggeva in uno scenario apocalittico, in ‘Leap Year Girl’ si intravedono dei raggi di sole alle porte del nuovo anno, lasciando il finale aperto. “Trovare la giusta conclusione è stato difficile – ha detto Fede Álvarez in un’intervista – Non vanno mai date tutte le risposte, anche perché questa serie si basa sull’immaginazione”.

L’obiettivo è raggiunto: nonostante l’assenza di persone in carne e ossa, bastano dialoghi e onde sonore (che spesso prendono la forma dell’ambiente in cui avvengono i fatti: può essere una casa, una prigione o un aereo) per immaginare azioni e luoghi. È la magia della parola a trionfare.

Di seguito il trailer internazionale di Calls, disponibile su Apple TV+ dal 19 marzo: