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Maid: la recensione della serie Netflix, un viaggio lungo le strade impervie della vita

28/10/2021 recensione film di Nicholas Massa

Margaret Qualley è la splendida protagonista di un'opera dura ma edificante, capace di toccare il cuore degli spettatori attraverso situazioni estremamente umane

maid miniserie netflix 2021 margaret qualley

Una madre e sua figlia. Corrono. Scappano da qualcosa d’imprecisato, da uno di quei mostri domestici che potrebbero albergare nell’esistenza di tutti quanti. Ce l’hanno addosso questa cosa, se la trascinano d’inquadratura in inquadratura, mentre la scena d’apertura lentamente si spalanca davanti agli occhi dello spettatore. Stiamo parlando della violenza domestica, solo che in questo caso non la si rintraccia soltanto nella realtà, ma anche nell’intimo emotivo di chi la subisce. La corsa sembra quasi palpabile al tatto nella sua irruenza, nella sua voglia di evasione, e culminerà in un viaggio che ha moltissimo da raccontare.

Queste sono le primissime immagini con le quali si presenta Maid, questi sono i primissimi istanti di una storia pronta ad esporsi in toto, oscillando tra il reale e il mondo della finzione. Una storia che non si limita soltanto a imitare la realtà, ma che ne simula alcuni aspetti estremamente negativi. Sta a noi spettatori lasciarci trasportare, tenendo sempre in considerazione il peso di ogni singolo fotogramma mostrato, in relazione alle nostre personali esperienze.

Quando si parla della realtà, può capitare di esagerare o di risultare fin troppo distaccati nel modo in cui si sceglie di raccontare una storia. Naturalmente, affrontare materiale del genere, composto da un insieme di situazioni drammatiche, con leggerezza, non è mai la scelta più saggia, soprattutto se si prende in considerazione lo spettro soggettivo dell’occhio di chi guarda – o guarderà – ciò che si sta creando.

maid miniserie netflix 2021 posterUna domanda sorge allora spontanea: è davvero centrale prendere in considerazione il giudizio del pubblico finale per quello che si sta realizzando? Certamente, quando si parla di prodotti dell’intrattenimento una risposta fra tutte si erge all’orizzonte: ‘Si, è necessario’.

Un conto è tuttavia il semplice intrattenimento, un altro è la voglia di costruire qualcosa con il proprio pubblico, magari un dialogo o una discussione. E tutto questo si riallaccia perfettamente a Maid, a questa miniserie TV pronta a servirsi del contesto in cui i suoi personaggi si muovono per parlare direttamente agli spettatori. 

A un mese dall’uscita l’attenzione verso quest’opera in 10 episodi creata da Molly Smith Metzler (Cry It OutClose Up Space e The May Queen) e ispirata dalla autobiografia best-seller di Stephanie Land Donna delle pulizie. Lavoro duro, paga bassa, e la voglia di sopravvivere di una madre del 2019, si è rivelata enorme. Il fatto che si tratti della miniserie più vista di sempre di Netflix (si stimano, ad oggi, 67 milioni di account raggiunti, superando  la celebratissima La regina degli scacchi) la dice lunga sui tasti che è riuscita a toccare. 

Una madre, sua figlia e … la vita

Al centro di Maid troviamo il personaggio di Alex (Margaret Qualley), giovane madre alle prese con la propria vita e quella della figlia, Maddy Boyd (Rylea Nevaeh Whittet). Pur ruotando fondamentalmente intorno a lei, la storia riesce a risultare elastica nel suo porsi allo spettatore, aprendo la strada a più riflessioni, fin dal primissimo episodio.

Alex fugge di casa con la figlia, scappa durante la notte in seguito all’ennesima sfuriata del marito alcolizzato Sean (Nick Robinson) e si ritrova letteralmente per la strada. La sua è stata una vita in cui ha scelto l’amore e la famiglia, mettendo da parte la propria voglia di indipendenza, risvegliata ora dalla recente fuga. Da tutto ciò si origina una storia di rivalsa e di sopravvivenza, di lotta e di coraggio in cui questa giovane donna non soltanto dovrà trovare un modo per andare avanti da sola, ma dovrà, in un certo qual modo, rimettere insieme i pezzi stessi della sua esistenza, passata, presente e futura.

Il titolo si rifà al lavoro che Alex trova, quello all’interno di un’azienda specializzata nella pulizia di case, con la ragazza che si ritrova presto ad agire in contesti differenti, tra abitazioni sfarzose, povere o apparentemente abbandonate, cercando di alternare il proprio tempo lavorativo con quello dedicato alla figlioletta.

maid miniserie netflix 2021 andie macdowellCome detto, però, la trama di Maid non si limita soltanto a raccontare la storia della protagonista, ma tenta continuamente di amplificare il proprio sguardo andando a toccare tantissime altre tematiche e problematiche sociali, molto americane. Il fatto che si tratti di critiche alla società statunitense, e quindi apparentemente estranee alla nostra quotidianità, non deve comunque assolutamente frenare, anche perché gran parte del fascino generale della miniserie risiede proprio nella visione cruda della realtà presentata. Ci si ritrova così incuriositi e attratti da quanto vediamo sullo schermo, eventi e situazioni che restituiscono facilmente un senso di reale, quasi tangibile, un contesto duro e vero.

Ecco allora che Alex diventa il ‘tramite’ di qualcosa, un vero e proprio canale attraverso cui raccontare le drammatiche incoerenze di una società fatta d’ingiustizie che lastricano il sentiero della vita costituito di sottilissimo ghiaccio. In mezzo c’è l’interpretazione della 27enne Margaret Qualley (C’era una volta a… Hollywood), estremamente credibile e convincente nella sua non semplice prova. 

Maid affronta certi archetipi sociali, la misurazione della vita prettamente legata al denaro che ciascun individuo possiede, la violenza – anche mentale – sulle donne, e il generale disinteresse verso le classi sociali più bisognose di aiuto. Non soltanto una storia televisiva quindi, ma anche un affresco di tutto un contesto che mette i brividi nella sua interezza, giocando con elementi profondi che vengono mostrati attraverso ciò che accade ad Alex, nel corso dei 10 episodi.

Un vero e proprio cammino dunque, in cui la protagonista si trova ad affrontare una trafila di difficoltà sia legate alla propria sopravvivenza, che al proprio rapporto con gli altri. È interessante a tal proposito sottolineare il discorso che Maid fa sul rapporto madre-figlia. Le vicende che girano intorno alla genitrice della protagonista, Paula (interpretata dalla vera madre di Margaret Qualley, Andie MacDowell) allargano infatti ulteriormente lo sguardo di Maid sul vissuto di ciascuno.

Paula è una donna problematica, un’artista che vive in strada e con un rapporto tossico con l’altro sesso. Ben presto la sua eccentricità diventa focale nella storia stessa, mettendo in luce un altro lato della vita di Alex. Quest’ultima, infatti, dovrà trovare il modo di sbrogliare la matassa delle difficoltà della propria esistenza e quelle della mamma, in modo tale da poterla aiutare nei momenti di difficoltà. Maid si serve – anche – di questo per arricchire il background della sua giovane protagonista, ponendo entrambe di fronte ad alcune prove importanti (sempre legate alle varie crisi di Paula) che dovranno affrontare e superare.

maid miniserie netflix 2021Come detto, Maid tende a partire dalle vicende personali di Alex, giovane donna che subisce violenza domestica emotiva, per allargare il discorso al ‘sistema sociale’ che sya intorno ad esse. E lo fa rappresentando, ad esempio, il rifugio in cui lei fugge per cercare supporto, oppure nelle varie difficoltà nell’ottenere i sussidi necessari per sé e la figlia.

Chiaramente, Maid non è la prima serie che s’impegna a trattare certi argomenti. Nel corso degli anni ne abbiamo avute altre, che han seguito strade stilistiche anche differenti, tra le quali spiccano Shameless (i produttori sono gli stessi), la recente Unorthodox (un’altra storia vera basata sull’autobiografia di Deborah Feldman) e persino Una mamma per amica.

Quando i luoghi parlano

È anche attraverso i tecnicismi che Maid costruisce parte del suo dinamismo. Sono le inquadrature a parlare chiaro attraverso la mano dei vari registi che si sono susseguiti dietro alla mdp (Nzingha Stewart, Lila Neugebauer, Helen Shaver e Quyen Tran), che si soffermano sia su Alex stessa, indugiando per esempio sui suoi sguardi, sia sugli ambienti in cui si muove, inserendo in alcuni momenti anche riflessioni introspettive (si pensi alla metafora della depressione attraverso un buco nero in cui lei si abbandona e in cui nessuno può raggiungerla senza un minimo di ‘impegno’, il tutto in un susseguirsi di campi totali).

In un continuo viaggio attraverso quelle strade che solitamente eviti con la macchina, quegli anfratti che sono lì ma che fai finta di non vedere mai (le zone più malfamate della città, quelle meno curate, ai limiti dei quartieri residenziali, lontane anni luce dalle zone turistiche e ‘luccicanti’), la narrazione di Maid procede integerrima, coi luoghi che Alex attraversa che diventano riflesso – e cassa di risonanza – delle difficoltà con le quali deve fare i conti.

maid miniserie 2021 netflixPensiamo all’appartamento che la protagonista trova quando fugge di casa. Si trova in una zona del Montana estremamente povera e piuttosto fatiscente. Il marciume generale non è soltanto qualcosa che si percepisce istintivamente, ma che si fa immediatamente tangibile quando la muffa comincia a invaderle i muri domestici e a insidiarsi addirittura nei polmoni della figlia. Qui, in particolare, è proprio il posto a raccontarci qualcosa di riconducibile sia alla trama di Maid che alla realtà di luoghi del genere. Denunciandone – nemmeno troppo velatamente – anche la noncuranza amministrativa. 

In conclusione, ci troviamo davanti a un prodotto seriale che prova a distaccarsi dai semplice doveri di ‘intrattenimento’, tentando – con successo – di spostare l’attenzione degli spettatori verso alcune delicate situazioni sociali attualissime. In questo Maid brilla, imbastendo un’esperienza che dovrebbe facilmente toccare le sensibilità di ogni spettatore, in un viaggio difficile e più sincero che mai, una vera e propria odissea verso il riscatto personale durante la quale trovare finalmente la propria strada e la propria identità senza mollare, combattendo fino in fondo, mettendo lungo la via anche un po’ più in ordine la propria personale storia.

Di seguito il trailer italiano di Maid, nel catalogo di Netflix dall’1 ottobre: