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Titolo originale: The Man Who Killed Don Quixote , uscita: 19-05-2018. Budget: $19,116,000. Regista: Terry Gilliam.

16 cose da sapere su L’uomo che uccise Don Chisciotte di Terry Gilliam

24/09/2018 news di Redazione Il Cineocchio

Curiosità e aneddoti sull'agognata rivisitazione con Jonathan Pryce e Adam Driver del classico di Miguel de Cervantes, finalmente ultimata dopo quasi 20 anni

Storia di fantasia e avventura ispirata al leggendario protagonista del classico della letteratura scritto da Miguel de Cervantes e pubblicato in due volumi nel 1605 e nel 1615, L’uomo che uccise Don Chisciotte (la nostra recensione) è il progetto ‘della vita’ a cui Terry Gilliam (La leggenda del re pescatore, L’esercito delle 12 scimmie, Brazil, Paura e delirio a Las Vegas), che lo ha diretto e scritto insieme a Tony Grisoni – si è dedicato per quasi 30 anni. Finalmente ultimato dopo mille disavventure, tra i protagonisti del film troviamo Adam Driver (Star Wars: Il risveglio della Forza, Paterson, Silence), Jonathan Pryce (la saga di Pirati dei Caraibi, I fratelli Grimm e l’incantevole strega, Brazil, Il domani non muore mai), Stellan Skarsgård (Le onde del destino, Mamma Mia!, Will Hunting – Genio ribelle), Olga Kurylenko (Quantum of Solace, Oblivion, To the Wonder) e Joana Ribeiro (Portugal Não Está à Venda, A Uma Hora Incerta).

Questa la sinossi ufficiale:

C’era una volta Toby, un giovane idealista studente di cinema. Il suo grande successo è stato una rivisitazione lirica della storia del Don Chisciotte, ambientata in un pittoresco villaggio spagnolo. Ma quei tempi sono ormai lontani; oggi è un regista pubblicitario insensibile, arrogante e sessuomane. Il denaro e il mondo glamour lo hanno corrotto, e ora si destreggia tra Jacqui, la moglie del suo capo, una tempesta di proporzioni bibliche e il suo ego, mentre tenta di ultimare un nuovo spot commerciale in Spagna. Quando un misterioso gitano lo avvicina con una vecchia copia del suo vecchio film Toby è molto toccato e decide di partire alla ricerca del piccolo villaggio dove aveva girato tanti anni prima. Tuttavia si rende conto con orrore che il suo piccolo film ha provocato terribili conseguenze nel vecchio villaggio addormentato: la giovane Angelica, che una volta era l’innocenza in persona, ora lavora come escort di lusso, e il vecchio che interpretava Don Chisciotte è diventato completamente pazzo ed è convinto di essere il “Cavaliere dalla triste figura”. Una serie di incidenti causa un incendio che minaccia di distruggere il villaggio. La polizia arriva da Toby, cui viene in salvo il vecchio sognatore che, scambiandolo per Sancho, suo fedele scudiero, lo trascina in giro per le campagne alla ricerca della sua donna ideale, Dulcinea. Durante la loro ricerca, Toby si ritrova faccia a faccia con i demoni, reali e immaginari, moderni e medievali. Donzelle da salvare, tornei di combattimento, giganti da uccidere e donne con la barba: realtà e fantasia si confondono in questo bizzarro viaggio al finale fantasmagorico.

Scoprite di seguito, nelle 16 cose da sapere, curiosità e aneddoti sulla lavorazione di L’uomo che uccise Don Chisciotte:

1) La realizzazione del film si è concretizzata solo al decimo tentativo di Terry Gilliam di portarlo a termine. L’idea nacque già nel 1989, subito dopo aver realizzato Le avventure del barone di Münchausen.

2) Ispirato dai sei mesi trascorsi nel tentativo di adattare Un americano alla corte di re Artù di Mark Twain, Terry Gilliam ha dato vita al personaggio di un giovane e sfacciato regista di spot pubblicitari, un pubblicitario dei nostri tempi, che in qualche modo si ritrova nel XVII secolo e viene scambiato da Don Chisciotte per Sancho Panza.

3) Terry Gilliam ha ammesso: “Un motivo per cui siamo rimasti nel mondo di oggi è che è più economico rispetto al XVII secolo. Non devi stare a preoccuparti tutto il tempo di eliminare i cavi delle linee telefoniche, puoi avere una strada moderna!”

4) L’attrice spagnola Rossy de Palma era stata scritturata durante il tentativo di realizzare L’uomo che uccise Don Chisciotte nel 2000 ed è poi tornata una volta ripreso il progetto.

5) La scenografia del lungometraggio è stata realizzata da Benjamín Fernández, coinvolto nel progetto già durante il tentativo del 2000. Terry Gilliam ha tratto la sua ispirazione visiva da artisti come Francisco Goya e Gustave Doré: “C’è la presenza di Goya in questo film. La sua opera è straordinaria e poi, ovviamente, è spagnolo. Doré aveva realizzato le illustrazioni del Don Chisciotte nel XIX secolo e quelle immagini mi sono rimaste impresse. È una sorta di battaglia tra lo stile accurato delle immagini di Doré su Don Chisciotte e il suo mondo, e l’immaginario oscuro, fantasmagorico e inquietante di Goya.

6) Una scena chiave del film è quella in cui Toby e Angelica si incontrano con Alexei. Gilliam voleva evocare il senso di una caccia e inizialmente pensava a un unicorno e ad altre immagini gigantesche di animali per decorare le pareti. Così Fernández ha suggerito di prendere ispirazione da Paolo Uccello, pittore rinascimentale. Terry Gilliam sapeva chi poteva fare al caso loro: Daniele Auber, artista con cui aveva già collaborato. Auber ha realizzato con Photoshop un dipinto in digitale sulla base dell’opera di Paolo Uccello, a grandezza naturale, che è stato poi stampato su tela e crea un effetto notte su un lato della stanza e di giorno sul pannello centrale.

7) Nicola Pecorini, direttore della fotografia e collaboratore di vecchia data di Terry Gilliam, ha optato per l’utilizzo del digitale, ed è la prima volta in un film del regista. Si tratta di una decisione presa in seguito a una valutazione dei tempi necessari per la lavorazione della pellicola.

8) Gli spettatori più perspicaci potrebbero notare una certa somiglianza tra il costume di Don Chisciotte in questa versione e quello che Jean Rochefort indossava durante il tentativo del 2000 (e che appare in Lost in La Mancha). Jonathan Pryce, che ha indossato il costume, ha rivelato: “È vero. Siamo riusciti ad avere i costumi originali”.

9) La protesi è stata costruita da Pablo Perona della May Effects di Barcellona che, per accertarsi di ottenere una somiglianza autentica con Don Chisciotte, ha passato circa un’ora al giorno per applicarla sul volto di Jonathan Pryce. L’attore ha commentato: “Pablo è un maestro assoluto nell’arte di realizzare nasi finti. Non ti accorgi dell’attaccatura e quando ce l’ho addosso me ne dimentico completamente. Mi piace lavorare con la barba, ma per un attore può essere utile anche nascondersi dietro a un naso finto”.

10) Le riprese di L’uomo che uccise Don Chisciotte sono cominciate il 6 marzo 2017 e sono durate dodici settimane e tre giorni.

11) Le riprese in Spagna si sono tenute al Castillo de Oreja, a Talamanca de Jarama, al Castillo de Viñuelas, ad Almonacid de Toledo, al Monasterio de Piedra, a Villacastín e a Fuerteventura, nelle isole Canarie.

12) Le scene in Portogallo sono state girate al Convento di Cristo a Tomar, patrimonio mondiale dell’UNESCO.

13) Con grande sorpresa di Nicola Pecorini, veterano di Don Chisciotte, durante le riprese ci sono stati pochissimi problemi: “Incredibilmente è andato tutto liscio, e siamo stati molto fortunati con il tempo. Già solo questo era per me il segno che Dio non ce l’aveva più con Terry. E nemmeno con me!”.

14) La montatrice Lesley Walker, che ha già lavorato con Gilliam in diversi film, ha ricordato che il primo montaggio aveva raggiunto le 3 ore di durata.

15) All’inizio del 2017, il compositore Roque Baños si trovava a Los Angeles e aveva ricevuto una chiamata dal team di L’uomo che uccise Don Chisciotte. Ha raccontato: “La prima cosa che Terry mi ha detto è che voleva sperimentare. Terry sapeva che la musica doveva avere un gusto di Spagna e che non voleva solo musica orchestrale. Voleva una sperimentazione con strumenti etnici originari del territorio spagnolo. Così abbiamo fatto un meraviglioso esperimento usando un oud, una chitarra antica, e un flauto ricavato dal corno di un toro, che ha il suono di un flauto dolce. E poi c’erano diversi tipi di percussioni”.

16) La realizzazione della statua di Cathartica e la trasformazione di un convento nella location dove si svolge la festa sono alcune delle altre trovate magistrali del reparto artistico. La gigantesca immagine tridimensionale è stata ispirata a quelle realizzate per le Fallas di Valencia dalle associazioni locali. “Si tratta di creazioni incredibili, di carattere satirico, ispirate a temi politici e religiosi”, ha spiegato Terry Gilliam. “Sono composte da grandi figure molto elaborate e realizzate in cartapesta. Rimangono in mostra per una settimana in tutta la città e poi l’ultima sera vengono bruciate. Al gonnellone di forma conica della nostra Cathartica abbiamo appeso le cose di cui la gente vuole liberarsi. I beni di consumo vengono sacrificati in onore di Santa Cathartica”. Questa statua gigantesca è stata costruita a Madrid e suddivisa in pezzi per essere trasportata a Tomar, dove successivamente è stata riassemblata nel chiostro del convento.

In attesa di vederlo nei nostri cinema dal prossimo 27 settembre, di seguito potete gustarvi il full trailer italiano di L’ uomo che uccise Don Chisciotte:

LEGGI LA RECENSIONE

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