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Titolo originale: Buen Camino , uscita: 25-12-2025. Budget: $28,100,000. Regista: Gennaro Nunziante.

Riflessione: Buen Camino di Zalone e l’impatto reale sulle sale cinematografiche (e l’industria)

13/01/2026 news di William Maga

L'analisi dei dati racconta bene la portata del film per il settore

zalone buen camino record

Nel lessico degli esercenti italiani, parole come “boccata d’ossigeno” o “salvagente” non vengono usate con leggerezza. E nel caso di Buen Camino, il nuovo film record di incassi di Checco Zalone e Gennaro Nunziante, non sono metafore: sono la sintesi di numeri concreti.

Il primo dato che spiega tutto è quello delle presenze. Nei primi dieci giorni di programmazione, Buen Camino ha superato i 7 milioni di spettatori, come riportato da Cinetel e rilanciato da ANEC e ANSA. Per una sala, questo significa flusso costante, spettacoli pieni e rotazione continua: la condizione ideale per rendere sostenibile l’esercizio.

Subito dopo viene la quota di mercato, il vero termometro dell’esercizio. Tra il 25 dicembre e la prima settimana di gennaio, Buen Camino ha rappresentato circa il 65% del pubblico complessivo in sala, con punte oltre il 70% in alcuni giorni (dati Cinetel). In pratica, in quel periodo due spettatori su tre entravano in un cinema per Zalone. Per gli esercenti questo è decisivo, perché non si tratta di redistribuire un pubblico già esistente, ma di attivare domanda reale.

Il dato più eloquente resta però quello del giorno di Natale. Il 25 dicembre il box office complessivo ha superato i 7 milioni di euro, e Buen Camino da solo ha incassato oltre 5,6 milioni, pari a quasi l’80% del totale (numeri Cinetel). La media per copia, superiore ai 7.700 euro, segnalata da testate di settore come Cineguru, è tra le più alte registrate negli ultimi anni per un titolo italiano. Per una sala, la media per schermo è il dato che conta davvero: indica saturazione, repliche richieste, assenza di vuoti.

Altro elemento fondamentale è la copertura territoriale. Buen Camino è uscito in oltre 1.200 sale, come riportato nei comunicati di distribuzione e ripreso da ANEC. Questo significa presenza capillare, anche nei centri medi e piccoli, non solo nelle grandi città. Diversi esercenti di provincia hanno dichiarato – in interviste raccolte da testate locali e rilanciate dalla stampa di settore – che il film ha riportato in sala pubblico che non si vedeva da mesi. È un indicatore operativo, non emotivo.

I numeri delle singole strutture rendono ancora più chiaro l’impatto. Il circuito Arcadia ha comunicato – dati ripresi da Cineguru – che nel solo weekend le sale “Energia” di Melzo e Stezzano hanno superato i 370 mila euro complessivi, con la sala Energia di Melzo indicata come primo incasso in Italia per singolo schermo, oltre i 280 mila euro. Per chi lavora nell’esercizio, significa concentrare in pochi giorni l’incasso di un mese ordinario.

sala cinematografica spettatoriC’è poi l’effetto sul weekend complessivo. Tra l’8 e l’11 gennaio il box office totale ha superato gli 11,6 milioni di euro con oltre 1,4 milioni di presenze, in lieve crescita sull’anno precedente, come riportato da ANSA su dati Cinetel. In un periodo tradizionalmente debole come gennaio, la tenuta del mercato è stata attribuita in modo esplicito al traino di Buen Camino nelle analisi di ANEC.

Un aspetto ricorrente nelle interviste raccolte da testate come Box Office Italia e Il Giornale dello Spettacolo riguarda la composizione del pubblico. Buen Camino ha intercettato famiglie, over 60, spettatori occasionali. Non ha solo mobilitato il pubblico abituale, ma ha riattivato fasce dormienti, come dichiarato da più presidenti di circuito nel periodo post-natalizio. Per una sala, questo significa recuperare un’abitudine, non solo vendere un biglietto.

Anche ANEC, nelle dichiarazioni del presidente Mario Lorini riportate da diverse agenzie, ha collegato direttamente il buon andamento delle feste al “caso Zalone”, parlando di “colpo di acceleratore determinante” per la stagione. Non è linguaggio promozionale, è lettura industriale.

Infine, c’è un dato strutturale: negli ultimi anni il cinema italiano ha sofferto per la mancanza di titoli realmente trasversali e affidabili. Quando un film nazionale riesce a reggere da solo oltre metà del mercato per giorni, come ha fatto Buen Camino, l’effetto per gli esercenti è immediato: un cambio di passo nella gestione quotidiana.

Per questo il successo di Buen Camino si può definire un toccasana. Non perché “piace a tutti”, ma perché funziona per le sale, come dimostrano i numeri. In un mercato fragile come quello italiano, questo non è entusiasmo: è sopravvivenza.

In un settore che da anni oscilla tra allarme e rassegnazione, Buen Camino ha fatto qualcosa di semplice e raro: ha rimesso in moto la macchina. I numeri certificati da Cinetel, le dichiarazioni di ANEC e le testimonianze degli esercenti raccontano una dinamica precisa: flussi costanti, sale a pieno regime, incassi concentrati che hanno permesso di coprire costi fissi, mantenere turnazioni, lavorare senza difesa. È su questo piano, prima ancora che su quello culturale, che il film di Zalone diventa un evento: perché stabilizza, perché dà prevedibilità, perché restituisce margine di manovra a chi programma.

Non perché sia “importante”, ma perché è utile. Utile all’esercizio, che ritrova forza contrattuale; utile alla filiera, che rivede un titolo nazionale trainare il mercato; utile a un sistema che ha bisogno di dimostrazioni, non di teorie. Buen Camino non risolve la crisi strutturale del cinema, non corregge da solo anni di squilibri, non garantisce il futuro. Ma produce conseguenze reali: trascina altri titoli, rafforza le sale nel dialogo con distributori e territori, allunga la vita commerciale delle strutture. Dimostra, con i fatti, che il problema non è il cinema, ma cosa gli si offre.

E per gli esercenti, che ogni giorno lavorano sul margine sottile tra resistenza e resa, questo non è un successo da comunicato. È ossigeno operativo.